Il hashrate di Bitcoin (BTC) cala mentre i miner dirottano capitali verso infrastrutture per l’intelligenza artificiale

Per la prima volta in sei anni, l’hashrate di Bitcoin, la potenza di calcolo complessiva che protegge la rete, ha registrato un calo nel primo trimestre dell’anno. Il valore è sceso di circa il 4% da inizio anno e si attesta intorno a 1 ZH/s.

Negli ultimi cinque anni l’hashrate era cresciuto in modo significativo, partendo da circa 100 EH/s e arrivando a un ordine di grandezza superiore, secondo i dati di Glassnode. Fino al 2025 la metrica mostrava una tendenza coerente: un aumento nei primi trimestri che poi si traduceva in una robusta crescita annua.

Andamento storico e recenti inversioni

Storicamente il primo trimestre era spesso accompagnato da un incremento dell’hashrate, sostenuto dall’entrata in funzione di nuovi impianti e dall’aggiornamento di macchine esistenti. Nel 2022, ad esempio, la capacità di calcolo è quasi raddoppiata nel corso dell’anno. L’interruzione di questa dinamica nel 2026 rappresenta dunque un cambiamento rilevante nel ciclo di espansione del settore.

La svolta verso l’intelligenza artificiale

Il mutamento osservato riflette ragioni economiche più ampie nel comparto del mining. Con costi di produzione stimati intorno ai 90.000 dollari per moneta e un prezzo spot del Bitcoin vicino ai 67.000 dollari, i margini per molte strutture sono risultati negativi, spingendo operatori pubblici e privati a rivedere i propri piani di investimento.

Di fronte a rendimenti più elevati e a flussi di ricavi più prevedibili, numerosi attori quotati hanno avviato una transizione verso infrastrutture per AI e high-performance computing. Questi cambiamenti sono stati finanziati in parte tramite emissione di debito e in parte mediante la vendita di riserve di Bitcoin, riducendo quindi la quantità di capitali reinvestiti nel mining della criptovaluta.

Implicazioni per sicurezza e decentralizzazione

Un calo dell’hashrate solleva interrogativi sulla sicurezza della rete, poiché la capacità computazionale complessiva è un fattore chiave nella resistenza ad attacchi. Tuttavia, la decentralizzazione della potenza di calcolo può risultare altrettanto importante rispetto alla sola grandezza assoluta: una distribuzione geografica più ampia della capacità mineraria tende a diminuire la concentrazione di rischio.

Ad oggi i minatori quotati negli Stati Uniti hanno contribuito per oltre il 40% all’hashrate globale. Una riduzione della loro incidenza, indotta da una riallocazione di capitale verso attività legate all’AI, potrebbe favorire una redistribuzione della capacità verso aree geografiche diverse, con possibili effetti positivi sulla decentralizzazione del network.

Rischi per gli operatori più piccoli

La sensibilità della crescita dell’hashrate rispetto al prezzo del Bitcoin si è accentuata: periodi di prezzo debole tendono a spingere fuori dal mercato gli operatori meno capitalizzati. Ciò potrebbe accelerare la chiusura di impianti marginali e aumentare la volatilità dell’offerta di capacità di calcolo.

Proiezioni e scenari per il biennio

Nonostante la frenata, alcune analisi di mercato stimano una ripresa dell’hashrate nei prossimi trimestri. In particolare, CoinShares prevede uno scenario in cui la capacità possa salire fino a circa 1,8 ZH/s entro la fine del 2026, condizionato a un recupero del prezzo del Bitcoin verso i 100.000 dollari.

Questa previsione è fortemente dipendente da variabili come il prezzo della criptovaluta, i costi dell’energia, la disponibilità di nuovi dispositivi ASIC e le decisioni finanziarie degli operatori industriali. Inoltre, fattori regolatori e politiche energetiche nazionali continueranno a pesare sulle scelte di investimento nel settore.

Contesto più ampio e considerazioni finali

La transizione parziale del capitale verso sistemi dedicati all’AI riflette la competizione tra diverse applicazioni della capacità di calcolo in un contesto di costi energetici e tecnologici in evoluzione. Per gli investitori e i responsabili politici è importante monitorare come questo spostamento influirà sulla sicurezza della rete, sugli equilibri del mercato dell’energia e sulle dinamiche di innovazione nelle tecnologie di calcolo ad alte prestazioni.