I trader di Hyperliquid a Tokyo guadagnano 200 millisecondi di vantaggio, rivela Glassnode

Glassnode ha analizzato come, nonostante la natura decentralizzata di alcune piattaforme, la geografia continui a influire sulle prestazioni: i trader più vicini all’infrastruttura di Hyperliquid ottengono un vantaggio significativo in termini di velocità.

Secondo i dati raccolti, le operazioni inviate da utenti connessi da Tokyo possono raggiungere i validatori del protocollo in appena 2–3 millisecondi, mentre gli utenti europei registrano latenze che superano i 200 millisecondi. Questa differenza è determinata dalla concentrazione dei 24 validatori di Hyperliquid nella regione ap-northeast-1 di AWS, distribuiti tra più availability zone.

L’interfaccia API transita tramite AWS CloudFront, ma i validatori risiedono in una singola regione cloud giapponese, creando una disparità pratica tra l’accesso teoricamente aperto e le condizioni effettive di partecipazione.

Implicazioni per equità e accesso

Questo caso illustra che, pur mantenendo i principi di accesso permissionless e trasparenza, le piattaforme decentralizzate possono conservare asimmetrie di esecuzione basate sulla prossimità fisica all’infrastruttura. Di fatto, la struttura del mercato rimane formale e aperta, ma chi ha migliore prossimità gode di un vantaggio operativo.

In un sistema che ordina le richieste cronologicamente, la distanza geografica determina la priorità in coda: una sede di trading a Tokyo può arrivare al livello di matching centinaia di millisecondi prima di concorrenti in Hong Kong, Singapore o negli Stati Uniti, ottenendo prezzi più stretti e una probabilità di esecuzione superiore.

Dati sulle latenze e l’ordine-filling

Le misure di order-to-fill di Hyperlatency quantificano il divario: da AWS Tokyo il round-trip mediano per inviare e confermare un ordine è di circa 884 millisecondi, di cui circa 879 millisecondi sono imputabili all’elaborazione server-side e appena 5 millisecondi al transito di rete.

Dalla sede di Ashburn, Virginia, il totale sale a circa 1.079 millisecondi: il vantaggio è quindi dell’ordine di 200 millisecondi su un fill che dura un secondo, un margine che si accumula su un exchange che gestisce regolarmente oltre 4 miliardi di dollari di volume giornaliero in contratti perpetual.

Critiche alla ricerca ricordano tuttavia che ordini con istruzioni più complesse inviati dalla regione di Tokyo possono registrare round-trip di circa 400 millisecondi, sottolineando come la latenza dipenda anche dal tipo di ordine e dall’elaborazione richiesta lato server.

Perché Tokyo è diventata un hub infrastrutturale

La centralità di Tokyo nell’infrastruttura crypto non è una novità: gli exchange centralizzati hanno consolidato deployment nella regione AWS ap-northeast-1 per anni, attratti inizialmente dall’alto flusso di scambi asiatico e, in seguito, da un quadro regolamentare giapponese che si è rafforzato dopo il crollo di Mt. Gox.

Alla conferenza Token2049 a Singapore, dirigenti del settore hanno descritto Tokyo come il centro di gravità per l’infrastruttura degli asset digitali in Asia, citando la crescita di un ecosistema regolamentare pronto a sostenere infrastrutture istituzionali.

Konstantin Richter said:

“Il Giappone per lungo tempo non aveva regole chiare: è lì che il fenomeno crypto è esploso, poi le normative sono diventate molto stringenti e per un periodo c’è stata poca attività. Tuttavia, il mercato ha continuato a svilupparsi e oggi esiste un’infrastruttura regolamentare che può supportare operatori istituzionali e che è pronta a decollare.”

Stephan Lutz said:

“Prima eravamo in Irlanda, ma la situazione si è complicata perché sostanzialmente tutti, eccetto gli operatori statunitensi, si trovavano nei data center di Tokyo. La migrazione ha aumentato la liquidità: circa il 180% nei nostri principali contratti e fino al 400% in alcuni mercati di altcoin, miglioramento che attribuiamo alla riduzione della latenza più che a un incremento dei market maker.”

Concentrazione cloud e rischi operativi

Hyperliquid non è un caso isolato: anche Binance e KuCoin mantengono infrastrutture significative nella regione ap-northeast-1. Un guasto ad aprile 2025 in quella regione ha causato degradi di servizio su più piattaforme, evidenziando quanto gran parte dell’ecosistema crypto faccia affidamento su un’unica regione cloud e su un unico fornitore.

I dati inoltre mostrano che circa il 36% di tutti i nodi Ethereum sono alimentati da AWS, una concentrazione che crea rischi sistemici legati alla resilienza e alla sovrapposizione infrastrutturale.

Come la finanza tradizionale ha affrontato la latenza

Nel mercato finanziario tradizionale queste asimmetrie geografiche sono state mitigate con soluzioni tecniche e normative sviluppate in decenni. Il NYSE utilizza misure fisiche per equalizzare la lunghezza dei cavi nel data center di Mahwah fino alla risoluzione del nanosecondo; la Deutsche Börse normalizza i cross-connect entro 2,5 nanosecondi.

IEX ha introdotto un “speed bump” di 350 microsecondi, realizzato con 38 miglia di fibra arrotolata, per neutralizzare il vantaggio della prossimità. A livello regolatorio, la normativa europea MiFID II impone la sincronizzazione degli orologi entro 100 microsecondi e l’audit esterno dell’uguaglianza delle lunghezze dei cavi.

Queste contromisure sono il risultato di investimenti e standardizzazione: nel mondo decentralizzato non esiste, allo stato attuale, un equivalente consolidato con la stessa portata e applicabilità tecnica.

Conclusioni e prospettive

Nonostante la concentrazione infrastrutturale, i mercati crypto sembrano per ora accettare questa asimmetria: Hyperliquid continua a crescere. Tuttavia, con l’avanzare dell’ottimizzazione dei tempi di elaborazione e l’ingresso di capitale istituzionale in DeFi, il rapporto tra velocità e posizione diventerà sempre più determinante per la liquidità.

La “corsa alla latenza” che ha trasformato Wall Street è ormai alle porte della finanza decentralizzata: la geografia e la concentrazione cloud, con Tokyo in primo piano, definiranno gran parte delle dinamiche competitive nei prossimi anni.