Ecco perché BTC è in stallo
- 30 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mercato del bitcoin (BTC) è rimasto in una fase di stagnazione da oltre un mese, con il prezzo ancorato intorno a livelli già osservati a metà febbraio, e la ricerca di rendimento da parte degli investitori sembra aver contribuito in parte a questo impasse.
Da metà febbraio il BTC è oscillato entro un intervallo centrato sui $70.000. Due forze contrastanti hanno limitato movimenti più ampi: la domanda di rifugio collegata alla guerra in Iran ha sostenuto i prezzi intorno ai $65.000, mentre l’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi ha ostacolato spinta verso livelli oltre i $75.000.
Un ulteriore fattore, meno evidente ma significativo, è il ricorso diffuso da parte di alcuni investitori a opzioni call vendute contro posizioni spot per generare rendimento aggiuntivo: una strategia che ha inciso sul comportamento dei flussi di mercato.
James Harris ha spiegato il fenomeno:
“Nel corso del primo trimestre, partecipanti istituzionali hanno sistematicamente venduto call con strike più alti per incassare premi in un mercato in discesa o laterale. Questa attività ha trasferito un’esposizione gamma significativa ai dealer, che si sono coperti comprando nei ribassi e vendendo nei rialzi per mantenere la neutralità delta.”
La citazione proviene dal Tesseract, società di gestione multi-strategy autorizzata nell’ambito della regolamentazione MiCA, e riassume la dinamica tecnica alla base della compressione dei movimenti di prezzo.
Come funzionano opzioni, call e put
Le opzioni sono contratti derivati che danno il diritto di comprare o vendere un’attività sottostante—qui il BTC—a un prezzo prefissato in una data futura. Una call conferisce il diritto di acquistare e riflette una scommessa rialzista; una put fornisce protezione contro cadute di prezzo.
Una metafora semplice: è come prenotare oggi un biglietto per un concerto pagando una piccola commissione. Si può decidere in seguito di esercitare il diritto di acquisto al prezzo concordato se il biglietto sale, oppure cedere la prenotazione a terzi. Il venditore della prenotazione incassa la commissione e si assume l’obbligo collegato alla possibile rivalutazione del prezzo.
Negli ultimi mesi molti detentori di bitcoin hanno applicato questa logica nella forma nota come covered call, vendendo call sulle loro posizioni spot per raccogliere premi e incrementare il rendimento complessivo del portafoglio.
Il ruolo dei market maker e l’esposizione gamma
Chi vende queste call non le tiene isolate: le trasferisce spesso a controparti specializzate, i cosiddetti market maker, che si ritrovano con un’esposizione definita positiva in termini di gamma. Per restare hedged, i market maker comprano asset quando il prezzo scende e vendono quando sale, attenuando così i movimenti di prezzo e favorendo un andamento laterale.
Questo meccanismo spiega come la ricerca di rendimento da parte di investitori sia arrivata a influenzare indirettamente i flussi di mercato, limitando gli scostamenti di prezzo e contribuendo alla fase di range-bound del BTC.
Volatilità implicita e volatilità realizzata
La compressione dei movimenti si riflette anche negli indicatori di volatilità: l’indice di volatilità implicita a 30 giorni del bitcoin, il BVIV, è sceso di circa il 5% fino a quota 56% nel corso del mese, mentre indici analoghi legati ad azioni, obbligazioni e petrolio hanno registrato picchi.
Parallelamente, la volatilità realizzata è stata meccanicamente soppressa: l’indice DVOL, che misura la volatilità effettiva, si è contratto di diversi punti nonostante il contesto macroeconomico ancora incerto.
James Harris ha commentato l’effetto osservato:
“L’effetto si è tradotto in una soppressione meccanica della volatilità realizzata: l’indice DVOL si è compresso di circa sei punti questa settimana, nonostante il backdrop macro.”
Implicazioni per il mercato e possibili scenari futuri
La strategia di vendita di call contro posizioni spot può essere redditizia per chi cerca rendimento, ma altera anche la struttura dei rischi sul mercato. Se i market maker dovessero vedere scivolare l’esposizione gamma o se frane improvvise nei rendimenti dei titoli di Stato o shock geopolitici modificassero la domanda di rifugio, la compressione attuale potrebbe rompersi repentinamente.
Dal punto di vista regolamentare e istituzionale, l’adozione di strategie complesse da parte di investitori istituzionali e la presenza di operatori autorizzati sotto regolazioni come MiCA richiedono trasparenza e gestione del rischio adeguata, poiché movimenti coordinati su prodotti derivati possono amplificare o attenuare oscillazioni di mercato.
Per gli investitori retail e istituzionali è importante comprendere che la generazione di rendimento tramite opzioni modifica la dinamica dei flussi: la liquidità e la struttura delle posizioni sulle opzioni diventano fattori centrali per prevedere quando e come il BTC potrà uscire dall’attuale fase laterale.