Allarme logistica: nel 2025 in Veneto mancherà metà degli addetti richiesti

La delegazione di imprenditori ha visitato le aule dedicate alla formazione specialistica e ha testato i simulatori per la conduzione di navi, rimorchiatori, treni e gru portuali, dispositivi che riproducono fedelmente scenari reali di navigazione, guida ferroviaria e manovre portuali.

ITS Marco Polo è tra i pochi istituti in Italia, e l’unico nel Veneto, a disporre di simulatori di ultima generazione: strumenti immersivi ad alta precisione ottenuti grazie a un investimento di 4 milioni di euro, pensati per avvicinare gli studenti alle pratiche operative del settore.

La posizione

Leopoldo Destro, Delegato del presidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo, ha detto:

“In un contesto economico sempre più complesso e interconnesso, il settore della logistica e dei trasporti rimane fondamentale per la competitività del sistema produttivo. Non è più soltanto una funzione operativa: è capace di creare valore, efficienza e innovazione lungo l’intera filiera. Per superare il divario tra domanda e offerta di lavoro occorrono percorsi formativi di nicchia, altamente specializzati, in grado di rispondere ai bisogni concreti delle imprese e di anticipare le trasformazioni in atto. Le competenze richieste sono sempre più avanzate, soprattutto sul fronte digitale, dall’analisi dei dati all’automazione dei processi. Investire nella formazione, come dimostra l’esperienza dell’ITS Marco Polo, significa sostenere concretamente lo sviluppo di nuove professionalità e rafforzare il dialogo con il tessuto imprenditoriale per il progresso del Paese.”

Le osservazioni di Destro evidenziano l’importanza di integrare i percorsi formativi con le necessità operative delle imprese. Una strategia di questo tipo aumenta l’occupabilità dei giovani e riduce il rischio di disallineamento tra le competenze offerte dai neodiplomati e quelle richieste dal mercato del lavoro.

Le prospettive

Luca Fiorini, presidente del Gruppo Trasporti, Logistica e Portualità di Confindustria Veneto Est, ha dichiarato:

“La logistica e i trasporti sono settori strategici per la competitività del nostro territorio e tra i comparti più dinamici nella domanda di lavoro prevista per il 2026, insieme alla cantieristica. Nonostante l’incertezza dovuta alle tensioni geopolitiche, la trasformazione digitale spinge la ricerca di profili capaci di adattarsi rapidamente: giovani professionisti con competenze tecnologiche e gestionali nella logistica, oltre alle figure tradizionali. Tuttavia, per le imprese sarà difficile reperire i profili adeguati se non si intensificano gli investimenti in formazione specialistica.”

Le previsioni di domanda sottolineano come la digitalizzazione e l’automazione stiano ridefinendo i profili richiesti dalle imprese: competenze legate alla gestione dei dati, ai sistemi logistici integrati e alla manutenzione digitale saranno sempre più richieste. Ciò impone un coordinamento tra istituzioni, scuole e imprese per disegnare percorsi formativi aderenti alle esigenze future.

Davide Calderan, presidente di Venezia Port Community, ha osservato:

“L’ITS Marco Polo rappresenta un elemento essenziale nel mosaico di competenze che rende il porto di Venezia un’eccellenza a livello nazionale. Uno scalo cresce in valore quando può contare su una forza lavoro qualificata, professionale e capace di rispondere alle esigenze specifiche di un’economia così specializzata come quella di Porto Marghera.”

Secondo Calderan, la qualità dell’offerta formativa influenza direttamente la capacità competitiva del porto: operatori ben preparati favoriscono efficienza operativa, attrattività per nuovi traffici e un migliore posizionamento nei network logistici internazionali.

Damaso Zanardo, presidente dell’ITS Marco Polo e dell’Accademia Logistica & Mare, ha dichiarato:

“Ascoltare le imprese è fondamentale per comprendere i loro piani di sviluppo e le esigenze di assunzione nei prossimi anni. Sulla base di queste prospettive possiamo aggiornare i percorsi formativi esistenti o idearne di nuovi, in modo da preparare i giovani al mondo del lavoro del futuro.”

La posizione del management dell’istituto ribadisce la centralità del dialogo continuo con le imprese: solo attraverso un confronto costante è possibile rendere i programmi didattici aderenti alle tecnologie emergenti e alle nuove professionalità richieste dal mercato, contribuendo così alla resilienza e alla crescita del sistema produttivo regionale.