Salone del Mobile resiste: la guerra in Iran non ferma espositori e visitatori
- 25 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La partecipazione al Salone del Mobile è sotto osservazione dopo le tensioni nell’area del Golfo; le aziende espositrici segnalano cautela fra i visitatori provenienti da quella regione ma, per ora, non emerge una fuga generalizzata di buyer internazionali.
La voce delle aziende
Fabiana Scavolini ha detto:
“Al momento non registriamo disdette dai clienti dell’area del Golfo: molti preferiscono aspettare e monitorare l’evolversi della situazione. Nonostante le incertezze sui collegamenti aerei, rimaniamo fiduciosi che riusciranno a partecipare al Salone.”
Davide Malberti, amministratore delegato di Rimadesio, ha detto:
“Non abbiamo evidenza di cancellazioni ufficiali da parte dei buyer internazionali. Piuttosto si nota un atteggiamento più prudente, con richieste di aggiornamenti soprattutto da operatori del Golfo e di alcuni mercati asiatici; nel complesso la situazione resta stabile.”
Beniamino Garofalo ha detto:
“Non abbiamo riscontri di disdette formali, ma prevediamo una minore affluenza di clienti e architetti provenienti dall’area del Golfo.”
Jamila Abdallah, responsabile Middle East di Listone Giordano, ha detto:
“C’è un clima di attesa: i dealer hanno confermato la loro presenza, mentre i designer sono divisi tra chi farà di tutto per venire a Milano e chi ha già rimandato al prossimo anno. Il problema riguarda soprattutto gli operatori degli Emirati, preoccupati di non poter rientrare.”
Massimiliano Messina, presidente di Flou, ha detto:
“Molti clienti dell’area del Golfo hanno annullato per timore di non riuscire a rientrare; stiamo attivando soluzioni per facilitare gli spostamenti. Al tempo stesso segnaliamo una ripresa dalla Cina e un interesse crescente dal Sud America, in vista dell’accordo con il Mercosur. Non credo che il Salone sarà sottotono, anche se mancheranno operatori importanti.”
Export e crisi in Medio Oriente
Le imprese italiane guardano con preoccupazione agli effetti più ampi del conflitto: dopo la quasi chiusura del mercato russo, il rallentamento della domanda in Cina e le incertezze sui flussi verso gli Stati Uniti causate da misure commerciali, il Medio Oriente era diventato negli ultimi anni uno dei mercati più dinamici e appetibili per gli investimenti del settore dell’arredo.
Nel periodo gennaio-novembre il comparto dell’arredo ha registrato, secondo le rilevazioni dell’industria, un notevole valore di esportazioni verso la regione: circa 1,8 miliardi di euro complessivi, con quasi 432 milioni indirizzati agli Emirati e 205 milioni all’Arabia Saudita. A Riyadh è inoltre previsto uno spin-off del Salone che ha già avuto una ‘edizione zero’ di successo.
Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, ha detto:
“La preoccupazione è forte, ma al momento non registriamo segnali evidenti di rallentamento generalizzato. Si osserva piuttosto un rallentamento nelle trattative su alcuni progetti in corso nella regione, non cancellazioni definitive. Ovviamente molto dipenderà dalla durata del conflitto: se persisterà, nel medio-lungo termine si potranno avere aumenti dei costi di trasporto e difficoltà logistiche per mantenere le scorte, a causa dell’allungamento dei tempi di consegna.”
Le conseguenze potenziali di un conflitto prolungato includono l’aumento dei premi assicurativi sul trasporto marittimo, possibili deviazioni delle rotte (con impatti sui tempi e sui costi), oltre a difficoltà di approvvigionamento e di pianificazione per le aziende che operano con logiche just‑in‑time. Tali fattori possono ripercuotersi sulla competitività delle esportazioni italiane, sul pricing e sulle relazioni commerciali consolidate con partner del Medio Oriente.
Per mitigare questi rischi, le imprese stanno valutando misure operative e commerciali: diversificazione dei mercati di sbocco, rafforzamento delle scorte strategiche, incrementi della capacità logistica alternativa e dialogo con operatori di trasporto, assicuratori e camere di commercio. Anche le associazioni di categoria come FederlegnoArredo svolgono un ruolo di monitoraggio e supporto per le imprese nel coordinare azioni di assistenza e informazione sui rischi e sulle opportunità.