Gasolio in rialzo: ecco dove aumentano di più

I prezzi dei carburanti in Italia hanno ripreso a salire dopo la breve riduzione legata al taglio delle accise varato la scorsa settimana: la diminuzione, visibile nelle stazioni a partire dal venerdì successivo, è stata rapidamente erosa durante il weekend con un aumento più marcato per il gasolio.

Andamento del diesel

La media nazionale del diesel è salita a 1,985 euro al litro, registrando un incremento di 0,004 euro rispetto ai valori rilevati venerdì 20 marzo. Si tratta, in sostanza, di un rimbalzo dopo la flessione registrata a seguito del decreto legge approvato in Consiglio dei ministri il 18 marzo.

La rialzata più consistente è stata segnalata nelle Marche (+0,034 euro al litro), dove tuttavia il prezzo medio rimane tra i più bassi del Paese (1,969 euro/litro). Incrementi significativi si sono osservati anche in Sardegna (+0,023 euro/litro) e Toscana (+0,021 euro/litro). Alcune regioni mantengono ancora la soglia psicologica dei 2 euro al litro: Molise (2,005 euro/litro), Campania (2,002 euro/litro) e Calabria (2,000 euro/litro).

Movimenti della benzina

L’aumento per la benzina è stato più contenuto: la media nazionale si è attestata a 1,723 euro al litro, circa 0,015 euro inferiore rispetto al 20 marzo, quindi ancora al di sotto dei livelli della settimana precedente. I rialzi si sono limitati a poche regioni, tra cui Marche e Veneto, dove però i prezzi restano tra i più competitivi.

Al contrario, i listini più elevati per la verde si registrano nel Sud: Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia e Molise presentano prezzi intorno o superiori a 1,740 euro/litro. Anche la Provincia di Bolzano mostra valori analoghi (1,740 euro/litro), pur con un calo di oltre 0,05 euro rispetto a venerdì scorso.

Effetto del taglio governativo

L’intervento del Governo, consistente in un taglio da 24,4 centesimi al litro che ha avuto un costo superiore a mezzo miliardo di euro, ha avuto un impatto limitato sul lungo periodo: gran parte della riduzione iniziale è stata recuperata nei giorni successivi, riducendo i benefici percepiti dagli automobilisti.

Rispetto ai prezzi massimi registrati giovedì scorso, i cali più significativi sono stati rilevati in Friuli Venezia Giulia e in Valle d’Aosta, con diminuzioni fino a 0,165 euro al litro per il diesel e 0,185 euro al litro per la benzina. In alcune regioni, invece, i benefici sono risultati più contenuti: in Campania la riduzione è stata di 0,135 euro per il diesel e 0,119 euro per la benzina, mentre in Molise si sono registrati cali di circa 0,10 euro per il diesel e 0,144 euro per la benzina.

Fattori e impatti

Dietro la dinamica dei prezzi operano diversi fattori: l’andamento delle quotazioni internazionali del greggio, i margini della raffinazione e della distribuzione, oltre alle oscillazioni del cambio. Le rilevazioni del ministero delle Imprese evidenziano quindi come le misure di contenimento possano attenuare temporaneamente gli aumenti ma non cancellare del tutto l’influenza dei mercati globali.

Sul piano sociale ed economico, oscillazioni ripetute dei prezzi dei carburanti possono incidere sui costi del trasporto, sulla pressione inflazionistica e, più in generale, sul bilancio delle famiglie e delle imprese. Per questo motivo le scelte di politica fiscale e interventi straordinari sul mercato energetico restano strumenti sensibili dal punto di vista politico e finanziario.

Consigli per gli utenti

In questo contesto conviene monitorare i listini locali, confrontare i prezzi tra diversi distributori e valutare, quando possibile, soluzioni alternative come il car pooling o l’uso del trasporto pubblico per ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi dei carburanti.



Author: Tony
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