Exor snellisce il gruppo e punta a un investimento in stile Philips
- 24 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Exor ha annunciato una revisione della propria struttura patrimoniale e dispone ora di una liquidità disponibile pari a circa 3,5 miliardi di euro, preannunciando l’intenzione di realizzare «un nuovo investimento significativo, per dimensione e ambizione analogo a quello in Philips». La comunicazione compare nella lettera agli azionisti che accompagna i conti relativi al 2025, anno in cui il valore complessivo degli asset del gruppo è diminuito del 13% attestandosi a 33 miliardi di euro. La missiva è stata diffusa il 23 marzo, dopo l’annuncio della cessione del gruppo editoriale Gedi a un gruppo greco.
Liquidità per investimenti a 3,5 miliardi
John Elkann ha scritto:
“Stiamo aumentando la nostra liquidità disponibile per investimenti a oltre 3,5 miliardi di euro. Questo ci pone in una posizione solida per perseguire un nuovo investimento significativo, per dimensione e ambizione, analogo a quello in Philips.”
John Elkann ha aggiunto:
“Stiamo semplificando il nostro portafoglio, affinando le nostre priorità e concentrandoci su società di maggiori dimensioni, dove riteniamo che Exor possa creare il maggior valore.”
John Elkann ha inoltre dichiarato:
“Abbiamo firmato accordi per la dismissione delle nostre partecipazioni in Iveco Group, Gedi, Lifenet e Nuo. Queste quattro operazioni dovrebbero generare proventi per 2 miliardi di euro nel corso dell’anno, con un multiplo complessivo superiore a 1,4x sul capitale investito.”
La holding controllata dalla famiglia Agnelli prosegue così nella strategia di concentrazione su asset di dimensioni maggiori, allineando il portafoglio agli obiettivi di creazione di valore nel medio-lungo periodo. Il piano di dismissioni mira a liberare risorse finanziarie da impiegare in operazioni di maggiore impatto strategico e a riqualificare il profilo di rischio del gruppo.
John Elkann ha scritto ancora, descrivendo il contesto:
“Il 2025 è stato un anno difficile per Exor. Il 2026 sarà un altro anno impegnativo. Tuttavia, siamo fiduciosi nel percorso che ci attende e pronti a costruire. Continueremo a sostenere e a incoraggiare le nostre società, affiancandole come partner allo stesso tempo di supporto e di stimolo critico nella ricerca di un successo duraturo.”
Nel documento agli azionisti si sottolinea come, sul piano esterno, la volatilità dei mercati globali, tensioni sui dazi e incertezze regolamentari abbiano complicato l’attività di molte partecipate. Sul piano interno, alcune società del gruppo hanno dovuto affrontare criticità legate a decisioni operative e strategiche prese in passato.
John Elkann ha concluso:
“Dalle mie recenti conversazioni con i leader aziendali su come si stanno posizionando nell’attuale contesto, il messaggio ricorrente è stato improntato alla cautela. Le società più lungimiranti stanno scegliendo di ridurre l’esposizione al rischio, preservare il capitale e attendere che la situazione diventi più chiara. Questo rafforza la nostra posizione secondo cui questo è il momento di salvaguardare la liquidità ed essere pronti ad agire con decisione quando si presenteranno le giuste opportunità.”
Secondo la lettera, nella selezione dei compratori per le società cedute l’obiettivo non è stato soltanto massimizzare il prezzo: è stata valutata la capacità degli acquirenti di sostenere lo sviluppo futuro delle attività, assicurando continuità e prospettive di crescita.
Per fornire un contesto più ampio, va ricordato che Exor detiene partecipazioni in settori strategici come l’automotive (con Stellantis), il lusso e le prestazioni sportive (Ferrari), il settore industriale e delle macchine agricole (CNH) e lo sport professionistico (Juventus). Le decisioni di riallocazione del capitale hanno quindi riflessi potenzialmente rilevanti sul tessuto industriale italiano e sull’orientamento degli investimenti nel prossimo biennio.
Il Nav scende del 13% a 33 miliardi, perdita per 3,7 miliardi
I dati di bilancio evidenziano una contrazione del valore netto degli asset (Nav) pari al 13%, con il valore complessivo sceso a circa 33 miliardi di euro per l’esercizio 2025. Il conto economico riflette una perdita netta di circa 3,7 miliardi, riconducibile a svalutazioni, movimenti di mercato e risultati operativi di alcune partecipate.
Le ragioni del calo del Nav sono molteplici: da un lato la volatilità dei mercati azionari e la revisione al ribasso delle valutazioni di settore; dall’altro, in alcuni casi, il manifestarsi di problematicità gestionali e la necessità di interventi di ristrutturazione. Tali dinamiche hanno indotto la direzione a privilegiare la liquidità e la flessibilità finanziaria in vista di opportunità future.
Il quadro finanziario emerge dunque contraddistinto da sfide immediate ma anche da scelte strategiche orientate al medio-lungo termine: la diminuzione del valore degli asset aumenta la rilevanza della disciplina di investimento e della selezione rigorosa delle operazioni. La disponibilità di circa 3,5 miliardi di liquidità offre a Exor un margine operativo per cogliere acquisizioni rilevanti o per sostenere iniziative di riorientamento del portafoglio quando le condizioni di mercato saranno più favorevoli.
Gli sviluppi annunciati continueranno a essere monitorati dagli investitori e dagli stakeholder per valutarne l’impatto sul posizionamento competitivo delle partecipate e sulle prospettive di rendimento del capitale nel prossimo ciclo economico.