Con l’intelligenza artificiale, boicottiamo i prodotti Usa

Colpire un Paese tramite i suoi interessi economici evitando prodotti di sua produzione è una forma di protesta nota da tempo, utilizzata in diverse fasi della storia contemporanea. Negli ultimi anni questa pratica è riemersa in alcune aree del Nord Europa, diretta in particolare verso le politiche commerciali e strategiche dei Stati Uniti.

Ciò che distingue l’ondata più recente è l’uso di strumenti digitali avanzati, in particolare l’uso della intelligenza artificiale, per identificare la provenienza e la catena di proprietà dei prodotti, rendendo il boicottaggio più mirato e informato.

Genesi dell’iniziativa

La storia dietro questa innovazione tecnologica parte dall’iniziativa personale di Ian Rosenfeldt, creatore della app Made O’Meter, la prima applicazione danese che combina riconoscimento delle immagini e ricerche automatizzate per stabilire se un prodotto è collegabile agli interessi economici di uno specifico Paese.

Ian Rosenfeldt ha raccontato:

“Lavoro in un’azienda di marketing digitale e mi occupo di sviluppo commerciale. Stavo sperimentando come l’intelligenza artificiale potesse riconoscere prodotti senza il codice a barre, e quando furono introdotti dazi verso Messico e Canada ho pensato che fosse ingiusto. Mi sono quindi unito a un gruppo di boicottaggio per capire cosa fosse possibile fare, perché è difficile evitare un prodotto quando non si conosce la sua reale catena proprietaria.”

Rosenfeldt spiega che il codice a barre fornisce indicazioni limitate, riferendosi spesso all’ultimo anello della filiera, mentre l’informazione utile per un boicottaggio responsabile richiede di risalire ai proprietari dei marchi e ai beneficiari economici delle vendite.

Il funzionamento di Made O’Meter

La app, nata nel marzo dell’anno scorso come progetto privato al di fuori dell’attività imprenditoriale principale di Rosenfeldt (è cofondatore di InboundCPH), utilizza algoritmi di riconoscimento visivo per identificare prodotti a partire da una fotografia o dall’immissione del nome commerciale.

Dopo la fase iniziale la piattaforma è stata ripubblicata per correggere imprecisioni che compromettevano l’efficacia della ricerca: oggi l’utente può fotografare un articolo o inserire il nome e ottenere informazioni su produttore, distributore e, quando possibile, su chi detiene il marchio o trae profitto dalla vendita.

La app è distribuita gratuitamente e non ha scopo di lucro; il mantenimento comporta comunque costi operativi, motivo per cui gli sviluppatori chiedono sostegno volontario da parte degli utenti e dei simpatizzanti.

Impatto politico ed economico

Strumenti come Made O’Meter possono incidere sulle dinamiche di consumo e sulle strategie aziendali, aumentando la pressione per maggiore trasparenza nella filiera e nella proprietà dei marchi. In contesti di tensione commerciale, questi strumenti amplificano la capacità dei cittadini di tradurre motivazioni politiche in scelte di acquisto.

L’effetto può essere duplice: da un lato favorire scelte più consapevoli dei consumatori; dall’altro spingere le imprese a modificare pratiche di comunicazione e strutture societarie per limitare l’esposizione a campagne di boicottaggio. Anche le istituzioni nazionali e sovranazionali, responsabili delle politiche commerciali e della concorrenza, potrebbero trovarsi a dover valutare nuove normative sulla trasparenza dei proprietari effettivi dei marchi.

Limiti, privacy e prospettive

Nonostante i progressi tecnologici, rimangono limiti significativi: le informazioni sulla proprietà reale di un brand possono essere complesse da ricostruire quando sono coinvolte holding, partecipazioni incrociate o strutture societarie internazionali. Inoltre, la qualità delle risposte dipende dalla qualità dei dati accessibili pubblicamente.

Sul fronte della privacy e dell’etica, progetti di questo tipo devono gestire con attenzione i dati degli utenti e l’affidabilità delle fonti usate per le verifiche. Errori di attribuzione o informazioni incomplete possono compromettere la credibilità dell’iniziativa e avere implicazioni legali per chi la gestisce.

In prospettiva, la combinazione tra ricerca automatizzata e database più completi potrebbe rendere strumenti come Made O’Meter utili non solo per boicottaggi politici, ma anche per consumatori attenti alla sostenibilità, ai diritti dei lavoratori e alla responsabilità sociale delle imprese. Il potenziale impatto dipenderà però dalla collaborazione tra sviluppatori, operatori economici e autorità pubbliche per migliorare l’accesso ai dati e la loro qualità.

In sintesi, l’uso dell’intelligenza artificiale per tracciare proprietà e interessi economici apre scenari nuovi nelle pratiche di protesta e nelle scelte d’acquisto, ma richiede parallelamente garanzie di trasparenza, accuratezza e tutela dei diritti degli utenti.



Author: Tony
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