BlackRock scommette miliardi: i fondi tokenizzati possono rivoluzionare Wall Street come internet ha rivoluzionato la posta

Larry Fink, presidente e amministratore delegato di BlackRock, ha utilizzato la sua lettera annuale agli azionisti per sostenere che le risorse digitali e la tokenizzazione potrebbero contribuire ad aggiornare il sistema finanziario, avvertendo al contempo che il modello economico dei Stati Uniti sta escludendo troppi cittadini dai benefici della crescita.

Larry Fink ha scritto:

“Il capitalismo funziona, ma non per un numero sufficiente di persone.”

Nella lettera Fink descrive un sistema che ha trasferito la maggior parte dei guadagni a chi già possiede asset, mentre gran parte dei lavoratori è rimasta esclusa dall’accumulo di valore generato dai mercati. Questo squilibrio si inserisce in un quadro più ampio che comprende crescente disuguaglianza, elevato debito pubblico e scarsa partecipazione ai mercati dei capitali, fattori che mettono sotto pressione il modello finanziario tradizionale.

La proposta: tokenizzazione come strumento di inclusione

Il nucleo della proposta di Fink è l’impiego della tokenizzazione e della distribuzione digitale per ampliare l’accesso agli investimenti e migliorare l’efficienza dei mercati. Secondo la sua visione, rendere l’ownership degli asset tracciabile su registri digitali può rendere più rapidi e meno costosi l’emissione, lo scambio e l’accesso a fondi, obbligazioni e altri titoli.

Larry Fink ha scritto:

“Metà della popolazione mondiale porta un wallet digitale sul proprio telefono. Immaginate se quel medesimo wallet potesse anche permettervi di investire in un ampio insieme di società per il lungo termine — con la stessa facilità con cui inviate un pagamento.”

Nella pratica ciò significherebbe che un wallet digitale regolamentato potrebbe detenere non solo pagamenti, ma anche obbligazioni tokenizzate, ETF e quote frazionate di asset reali come infrastrutture o credito privato, favorendo così la partecipazione di una platea più ampia di risparmiatori.

Il ruolo degli operatori e i numeri di mercato

La lettera sottolinea anche l’impegno di BlackRock nello spazio digitale: la società afferma di aver costruito una posizione iniziale significativa, con quasi 150 miliardi di dollari collegati a mercati digitali. Tra gli strumenti citati vi sono il USD Institutional Digital Liquidity Fund (BUIDL), indicato come il più grande fondo tokenizzato al mondo, oltre a riserve in stablecoin e prodotti negoziati in borsa legati ad asset digitali.

Questi dati illustrano come gli operatori istituzionali stiano sperimentando infrastrutture digitali che combinano la scalabilità tecnologica con esigenze di conformità e custodia professionale.

Rischi, regole e intervento delle autorità

Fink invita i responsabili politici a costruire rapidamente ma in sicurezza il ponte tra finanza tradizionale e innovazione digitale. Tra le priorità indicate vi sono chiare tutele per gli investitori, standard per il rischio di controparte e verifiche sull’identità digitale per limitare i rischi di finanziamento illecito.

Dal punto di vista regolamentare, la sfida consiste nel definire norme che preservino la stabilità del sistema e la protezione dei risparmiatori senza soffocare lo sviluppo tecnologico. Ciò richiede coordinamento tra autorità nazionali, banche centrali e supervisori dei mercati per stabilire limiti prudenziali, regole di trasparenza e requisiti di capitale adeguati alle nuove forme di intermediazione.

Implicazioni per le politiche pubbliche e la previdenza

Nel documento Fink osserva inoltre che banche, imprese e governi non possono più da soli finanziare grandi riconversioni economiche — come il rilancio della manifattura o l’espansione delle forniture energetiche — e che il sistema dovrà trovare nuove modalità di mobilitazione del capitale privato.

Sul tema della previdenza, Social Security è indicata come un pilastro essenziale della protezione sociale ma potenzialmente bisognosa di riforme strutturali per garantirne la sostenibilità. Tra le opzioni ipotizzate c’è l’idea di esporre in parte il sistema ai rendimenti di lungo periodo dei mercati, con meccanismi di salvaguardia per ridurre la volatilità dei redditi pensionistici.

In questo contesto la tokenizzazione viene dipinta non come una scommessa sul clamore del momento, ma come un possibile miglioramento delle infrastrutture finanziarie che potrebbe facilitare la partecipazione degli individui ai mercati di capitale, trasformando spettatori in investitori.

Conclusioni: modernizzare senza rinunciare alla tutela

Il messaggio complessivo di Larry Fink è che il sistema finanziario necessita di un aggiornamento per affrontare le crescenti disuguaglianze e le nuove esigenze di investimento dell’economia reale. Le risorse digitali e la tokenizzazione possono essere parte di questa trasformazione, a patto che vengano accompagnate da regole chiare, protezioni efficaci e infrastrutture di mercato robuste.