Bitcoin balza del 5% a $71.000 mentre Trump rinvia l’escalation contro l’Iran
- 23 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I mercati delle criptovalute hanno registrato un forte rialzo lunedì dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la sospensione per cinque giorni di attacchi contro le centrali elettriche in Iran, decisione che ha temporaneamente attenuato i timori di un’ulteriore escalation nel Medio Oriente.
Donald Trump ha dichiarato:
“Abbiamo avuto conversazioni molto buone e produttive riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente.”
La sospensione di cinque giorni non rappresenta una fine delle ostilità: Iran continua a colpire obiettivi nel Golfo e anche Israele dovrebbe concordare la tregua perché diventi effettiva. A distanza di alcune ore, un’agenzia di informazione iraniana ha smentito che si siano tenuti colloqui tra le parti, contribuendo a un parziale ritracciamento dei guadagni iniziali nei mercati.
Reazione dei mercati
La notizia ha innescato un rapido movimento sui prezzi delle attività rischiose: il prezzo di Bitcoin è salito da livelli inferiori a 68.000 dollari nella notte fino a oltre 71.000 dollari nelle prime ore di contrattazione negli Stati Uniti, per poi stabilizzarsi vicino a 70.000 dollari dopo la smentita iraniana.
Anche altre criptovalute hanno mostrato forti oscillazioni: Ether, Dogecoin, Solana e Chainlink hanno registrato aumenti fino al 5% nelle 24 ore, per poi cedere parte dei rialzi nei momenti successivi.
Materie prime, rendimento dei titoli e valuta
Tra le materie prime, l’oro ha recuperato gran parte delle perdite iniziali, registrando un calo contenuto sul giorno e riassorbendo parte della volatilità. L’indice del dollaro statunitense ha registrato un leggero indebolimento, contribuendo a una maggiore propensione al rischio a breve termine.
I rendimenti obbligazionari sono scesi a livello globale: il rendimento del decennale statunitense ha subito una flessione significativa, mentre il prezzo del petrolio ha registrato una forte correzione, con il WTI in ribasso e il Brent che ha ceduto terreno rispetto ai livelli precedenti. Le contrazioni dei listini petroliferi hanno inoltre scatenato liquidazioni sui contratti tokenizzati di petrolio, con dati che mostrano perdite per decine di milioni di dollari, concentrate principalmente su posizioni long.
I dati sulle liquidazioni rilevati su piattaforme specializzate indicano movimenti significativi: circa 62 milioni di dollari sono stati liquidati su contratti legati al Brent, con la maggior parte delle perdite che hanno interessato posizioni long su mercati di scambio specializzati come Hyperliquid e monitoraggi riportati anche da fornitori di dati come CoinGlass.
Titoli legati alle criptovalute
Sul fronte azionario, società a esposizione crypto hanno mostrato variazioni positive nelle contrattazioni pre-market: Galaxy Digital e Coinbase hanno registrato rialzi intorno al 2%, mentre MicroStrategy (nota per essere il maggiore detentore aziendale di Bitcoin) ha guadagnato oltre il 3%.
Opzioni, volatilità e sentiment degli operatori
Nonostante la reazione iniziale orientata al rischio e la discesa dei prezzi energetici, il mercato delle opzioni legate a Bitcoin mantiene un profilo difensivo.
I contratti put su piattaforme di derivati come Deribit sono stati scambiati con un premio di volatilità rispetto alle call, pari a circa 8–10 punti di volatilità per le scadenze fino a fine giugno, secondo i dati forniti da Amberdata. Un andamento simile è stato osservato anche nelle opzioni su Ether, elemento che indica come molti operatori restino prudenti.
In sintesi, il rapido incremento iniziale dei prezzi riflette una reazione alla possibilità di una temporanea de-escalation nel conflitto, ma la successiva smentita e la persistenza dei rischi geopolitici hanno indotto gli investitori a mantenere un atteggiamento cauto, preparandosi a eventuali nuove oscillazioni sui mercati finanziari ed energetici a livello globale.