Azioni inseguono il precedente crollo di Bitcoin a 60.000 dollari mentre i rendimenti obbligazionari schizzano
- 23 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha iniziato l’anno in modo debole, mentre i mercati azionari sembravano ancora sostenuti; ora però il rialzo dei rendimenti obbligazionari sta erodendo le valutazioni e il margine di manovra degli investitori azionari.
Nei primi cinque settimane dell’anno il prezzo del BTC è sceso da circa 90.000 dollari a quasi 60.000 dollari, secondo i dati di mercato, segnalando una forte disconnessione rispetto all’andamento dei principali indici azionari.
In parallelo, il S&P 500 e il Nasdaq viaggiavano sui massimi o vicino ai record, inducendo gli analisti a interrogarsi su quanto potesse durare questa divergenza: se sarebbe stato il Bitcoin a risalire rapidamente o le azioni a subire un adeguamento. Sembra emergere il secondo scenario.
Rialzo dei rendimenti e impatto sui mercati
Dall’inizio del conflitto in Iran, il 28 febbraio, i timori legati all’inflazione e il progressivo sbiadire delle aspettative su tagli dei tassi da parte delle autorità monetarie hanno spinto verso l’alto i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, comprimendo la propensione al rischio sui mercati azionari.
Il rendimento del 10-year U.S. Treasury è salito a livelli non visti da inizio agosto, mentre il rendimento a due anni del Treasury ha registrato un aumento ancora più marcato in termini di punti base. L’aumento dei rendimenti governativi funge da riferimento per i tassi “risk-free” e influisce sui costi di finanziamento nell’economia.
Quando i rendimenti salgono, gli istituti di credito tendono ad adeguare i tassi sui prestiti per mantenere i margini, con un effetto automatico sui costi di finanziamento per imprese e famiglie. Questo processo riduce la disponibilità al rischio e rende gli investimenti azionari meno attraenti rispetto ad attività meno volatili.
Segnali dal mercato: futures e correlazioni
I contratti futures collegati al Nasdaq hanno registrato sedute in calo, toccando livelli che non si vedevano dallo scorso settembre, e analogamente i futures sull’S&P 500 sono scesi a valori minimi simili.
Alcuni osservatori del mercato hanno notato una somiglianza nella sequenza dei prezzi fra i principali indici azionari e l’andamento del Bitcoin nelle fasi che hanno preceduto il calo della criptovaluta. Tale somiglianza alimenta la preoccupazione che il ribasso del BTC possa essere un indicatore anticipatore di un ridimensionamento più ampio anche per le azioni.
Inoltre, la volatilità sui mercati delle materie prime può propagarsi verso gli indici azionari: se le fluttuazioni dei prezzi delle commodity aumentano significativamente, l’effetto può riflettersi sui bilanci societari e sul sentiment degli investitori.
Situazione del Bitcoin e mercato delle opzioni
Dopo il forte crollo dei mesi iniziali, il BTC si è stabilizzato nelle settimane successive, oscillando principalmente tra 65.000 e 75.000 dollari; al momento della rilevazione il prezzo era intorno a 68.790 dollari.
Nonostante questa maggiore stabilità di prezzo, il mercato delle opzioni riflette un livello molto alto di avversione al rischio: la domanda di put — contratti che proteggono dalla discesa dei prezzi — ha raggiunto livelli record, indicando che molti investitori cercano protezione contro possibili ulteriori ribassi.
Mike McGlone ha osservato:
“Il Bitcoin è stato la punta dell’iceberg degli asset rischiosi, e il suo crollo potrebbe rappresentare i primi segnali di un ritracciamento più ampio, soprattutto se l’aumento della volatilità nelle materie prime si trasmette ai mercati azionari.”
In termini pratici, un forte orientamento verso le put aumenta i costi impliciti delle coperture (implied volatility skew) e può amplificare i movimenti di prezzo durante fasi di stress, rendendo più impegnativo interpretare se la stabilità di breve periodo del BTC sia sostenibile o semplicemente una pausa prima di ulteriori oscillazioni.
Per gli operatori tradizionali, la sequenza degli eventi degli ultimi mesi sottolinea l’importanza di monitorare contemporaneamente i mercati delle criptovalute, i rendimenti governativi e le aspettative sui tassi monetari: l’interazione tra questi fattori determina gran parte del rischio sistemico e delle opportunità di investimento nel breve e medio termine.