Mattarella: il sovranismo assoluto sfida le regole, spetta all’Europa dire no

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto una lectio magistralis presso la Università di Salamanca incentrata sulle trasformazioni dell’ordine internazionale e sul ruolo che l’Unione Europea deve assumere di fronte alla progressiva erosione della cooperazione multilaterale.

Sergio Mattarella ha detto:

“L’ordine internazionale è, per sua natura, dinamico, nuovi protagonisti si affacciano, nuove sfide si presentano. Cosa può fare l’Europa a fronte della recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati? Accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla competizione? Tocca all’Europa saper dire di no.”

Sovranismo e insofferenza alle regole

Nel suo intervento il Presidente ha sottolineato come l’affievolirsi dell’impegno verso organismi multilaterali stia favorendo violazioni sistematiche dei diritti umani e indebolendo l’efficacia delle norme condivise. Ha descritto questo fenomeno come la manifestazione di un sentimento crescente di rifiuto delle regole pattuite, che mina la fiducia nelle istituzioni internazionali.

Sergio Mattarella ha aggiunto:

“La frequenza di violazioni sistematiche dei diritti umani, favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite, affievolisce l’efficacia dell’ordine internazionale e dei suoi principi.”

Secondo il Capo dello Stato, questa controtendenza si esprime anche attraverso un diffuso richiamo a un presunto “sovranismo assoluto” che pretende di ridurre il peso degli obblighi internazionali assunti liberamente dagli Stati, con conseguenze rilevanti sui sistemi di garanzia e sulle procedure di controllo multilaterale.

Il ruolo dell’Europa nella costruzione della pace

Richiamando la storia della costruzione europea, Mattarella ha auspicato il ritorno a un’aspirazione forte da parte dei leader politici: valorizzare l’Europa come pilastro essenziale per il mantenimento di relazioni pacifiche tra Stati e comunità.

Sergio Mattarella ha citato il preambolo del Trattato della Comunità del carbone e dell’acciaio del 1951:

“Convinti che il contributo che un’Europa organizzata e viva può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche”.

Il richiamo a quel testo è stato messo in relazione alla Carta di San Francisco, sottolineando come, già allora, la comunità internazionale avesse posto la promozione della pace e il rispetto dei diritti umani al centro di una missione comune. Per il Presidente, l’Unione Europea resta quindi un elemento chiave per preservare questi obiettivi e per rispondere alle nuove tensioni geopolitiche.

Difesa delle radici e resilienza della costruzione europea

Riflettendo sulle radici culturali e storiche del progetto europeo, Mattarella ha richiamato l’importanza delle fondamenta condivise, che a suo avviso costituiscono una riserva di resilienza contro le spinte disgregatrici provenienti da diversi fronti politici e sociali.

Sergio Mattarella ha citato Maria Zambrano:

“La nostra anima è attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono più grandi dei rami che vedono la luce.”

Dal richiamo alla filosofa è derivata l’affermazione che le istituzioni europee dispongono di risorse storiche e culturali sufficienti per resistere agli attacchi di chi propone lo smantellamento dell’integrazione: la difesa delle procedure, dei diritti e dei valori comuni resta un compito prioritario per le classi dirigenti nazionali ed europee.

Delegittimazione delle corti internazionali e conseguenze

Un punto centrale della lectio ha riguardato la crescente delegittimazione delle istanze giurisdizionali internazionali. Mattarella ha evidenziato come la negazione del valore del diritto internazionale e la minaccia alla funzione delle corti rappresentino una minaccia concreta all’ordine giuridico globale.

Sergio Mattarella ha osservato:

“Accade oggi che – in opposizione a quanto si afferma necessario per l’ordinata vita delle singole comunità nazionali – si assista alla delegittimazione delle Corti Internazionali e dei loro giudici, negando il valore del diritto internazionale, rimuovendo la storica scelta di civiltà di predisporre autorità preposte a verificarne il rispetto e a sanzionarne le violazioni.”

Questa tendenza, ha spiegato il Presidente, rischia di erodere meccanismi fondamentali per la prevenzione dei conflitti, per la tutela dei diritti e per la stabilità delle relazioni tra gli Stati. Per arginarla è necessaria una strategia multilivello che combini il rafforzamento delle istituzioni europee, il sostegno alle organizzazioni internazionali e il consolidamento di strumenti di cooperazione giudiziaria.

Nel concludere la lectio, è stato ribadito l’appello a favore di un impegno politico e culturale rinnovato: promuovere la centralità della legge internazionale, sostenere le istituzioni che la applicano e rilanciare l’idea di un’Europa protagonista nella costruzione di un ordine internazionale più solido e giusto.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.