Lancini: padri, lavoro e tecnologia nella crisi della funzione adulta

Più che una crisi del singolo genitore si tratta di un mancato funzionamento della figura adulta in una società che sollecita figli e figlie ad adattarsi rapidamente, ma fatica a riconoscere bisogni emotivi e a offrire prospettive per il futuro.

Declino delle istituzioni e trasformazione dei ruoli

Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro, osserva che la questione della perdita di autorevolezza paterna è in discussione da decenni, collegata al progressivo indebolimento delle istituzioni che svolgevano funzioni educative riconosciute.

Matteo Lancini ha detto:

“Della crisi dell’autorità paterna si parla dagli inizi degli anni Sessanta.”

Nel passato, lo svolgimento della funzione educativa era distribuito tra Stato, Chiesa, scuola e modelli familiari tradizionali; il loro progressivo cambiamento ha ridefinito ruoli e responsabilità, lasciando un vuoto interpretativo su quale debba essere oggi la funzione paterna.

Il mancato riconoscimento dei bisogni emotivi

Secondo l’analisi, il problema principale non è soltanto la ridefinizione dei ruoli, ma la mancanza di una funzione collettiva che riconosca e legittimi i bisogni emotivi fondamentali di bambini e adolescenti.

Matteo Lancini ha detto:

“È mancata una funzione di riconoscimento dei bisogni base di bambini e adolescenti e delle emozioni base: la paura, la tristezza, la rabbia.”

Gli adulti spesso dichiarano di ascoltare di più rispetto alle generazioni precedenti, ma quel dialogo risulta intermittente: un ascolto parziale che non sempre si traduce in accompagnamento o protezione emotiva. In parallelo si richiede ai minori una autonomia precoce per esigenze produttive delle famiglie, con impatti sulla possibilità di esperienza reale e di crescita graduale.

Natalità, lavoro e costruzione dell’identità

La questione si estende alla dimensione demografica e alla progettualità di coppia: la diminuzione delle nascite oggi è spesso il risultato di scelte individuali inserite in un contesto sociale profondamente cambiato.

Matteo Lancini ha detto:

“La diminuzione della natalità è per la prima volta una scelta e non l’effetto di guerre o carestie.”

Il lavoro, una volta fondamento di identità e stabilità, non è più sufficiente a garantire sicurezza e progetti di lungo periodo per molte persone. Ne deriva una riduzione della capacità di trasmettere eredità simboliche e materiali ai figli, con conseguenze sulla pianificazione familiare e sociale.

Tecnologia, ambiente ‘onlife’ e controllo genitoriale

La tecnologia non va intesa come un semplice strumento esterno, ma come l’ambiente in cui crescono le nuove generazioni: una realtà onlife dove i confini tra esperienza reale e digitale sono sovrapposti.

Matteo Lancini ha detto:

“La tecnologia non è un oggetto ma è l’ambiente in cui i ragazzi crescono, una società onlife, dove non c’è distinzione tra vita reale e virtuale.”

In questo contesto il tema centrale per genitori e istituzioni non è soltanto «educare al digitale», ma interrogarsi sui limiti del controllo adulto e sul crescente fenomeno che Lancini definisce come sequestro del corpo dei figli: monitoraggio continuo che sostituisce la possibilità di esperienze autonome e corporee.

Matteo Lancini ha detto:

“Perché i padri oggi non aiutino i ragazzi a rioccupare le strade. Poi ci lamentiamo se usano troppo Internet. È una dissociazione degli adulti.”

Ripensare la funzione adulta: implicazioni politiche e sociali

La sfida proposta implica una rinnovata attenzione delle politiche pubbliche: servizi per la famiglia, welfare che favorisca conciliazione lavoro-vita privata, scuole e spazi urbani progettati per l’infanzia e l’adolescenza. Queste misure possono contribuire a ricostruire percorsi di riconoscimento e sostegno alla crescita.

Interventi mirati dovrebbero includere supporto psicologico accessibile, programmi educativi che valorizzino l’esperienza sociale all’aperto e incentivazione di pratiche di genitorialità condivisa che restituiscano tempo e presenza agli adulti.

Matteo Lancini ha detto:

“Oggi una funzione, se vogliamo chiamarla paterna, sarebbe quella di riconsegnare il corpo dei figli alla società.”

Matteo Lancini ha detto:

“Esci e speriamo che torni.”

Ripristinare spazi di autonomia e partecipazione sociale per le nuove generazioni richiede scelte collettive: politiche urbane, scolastiche e del lavoro orientate a restituire ai giovani la possibilità di sperimentare, fallire e costruire percorsi di identità. Solo così la funzione adulta potrà tornare a svolgere un ruolo di guida, protezione e trasmissione.



Author: Tony
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