Ex direttore finanziario condannato a due anni di carcere per aver dirottato 35 milioni in un progetto crypto

Nevin Shetty è stato condannato per wire fraud dopo aver trasferito segretamente circa 35 milioni di dollari dalla società per cui lavorava a una piattaforma di criptovalute di sua proprietà, destinando quei fondi a investimenti in ambito DeFi. Un giudice di Seattle gli ha inflitto una pena detentiva di due anni.

Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha affermato:

“ha trasferito segretamente circa 35 milioni di dollari di fondi aziendali a una piattaforma di criptovalute che controllava come attività parallela.”

I trasferimenti sono stati instradati verso la piattaforma denominata HighTower Treasury nel 2022, prima di un significativo calo del mercato delle criptovalute, evento che ha portato alla scoperta dell’operazione irregolare. La vicenda è emersa quando le perdite derivanti dagli investimenti hanno reso evidente la mancanza di quei fondi nei conti della società.

Dettagli del reato

Secondo l’accusa, Nevin Shetty, all’epoca direttore finanziario della startup con sede a Seattle, è riuscito a spostare la somma senza che dirigenti o membri del consiglio fossero al corrente. I soldi sono stati impiegati in protocolli di prestito ad alto rendimento nel settore DeFi, che promettevano rendimenti superiori al 20%.

Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha spiegato:

“gli investimenti in criptovalute fatti con i fondi sottratti hanno iniziato a perdere valore e, entro il 13 maggio 2022, il valore di quegli investimenti era praticamente azzerato.”

Dopo il collasso degli investimenti, e quando i 35 milioni di dollari erano ormai praticamente esauriti, Nevin Shetty raccontò l’accaduto a due altri dirigenti dell’azienda. Subito dopo è stato licenziato e, nel maggio 2023, è stato formalmente incriminato per wire fraud. In novembre 2025, al termine di un processo con giuria durato nove giorni, è stato giudicato colpevole su quattro capi d’accusa.

Oltre alla pena detentiva di due anni, il giudice ha disposto il rimborso dei fondi sottratti e una libertà vigilata di tre anni al termine della detenzione. Queste misure sono volte a recuperare le somme perdute e a garantire un periodo di controllo post-carcerazione sull’ex dirigente.

Contesto e implicazioni

Il caso di Nevin Shetty si colloca in un periodo di forte turbolenza per il settore delle criptovalute: quei trasferimenti avvennero pochi mesi prima del collasso dell’exchange FTX, evento che ha intensificato l’attenzione regolatoria e giudiziaria sul mercato cripto. L’ex amministratore delegato di FTX, Sam “SBF” Bankman-Fried, è stato condannato a 25 anni di carcere nel 2024 e ha presentato ricorso contro la sentenza.

Dal punto di vista legale, la vicenda sottolinea come il reato di wire fraud venga applicato anche a operazioni finanziarie su piattaforme digitali e come la mancanza di controlli interni e governance aziendale possa esporre le società a gravi perdite. Il ruolo del direttore finanziario comporta obblighi fiduciari che, se violati, possono portare a conseguenze penali e civili.

Dal punto di vista operativo, il caso evidenzia i rischi associati agli investimenti in DeFi: elevata volatilità, esposizione a protocolli non regolamentati e problemi di custodia che possono rendere difficoltoso il recupero dei fondi. Le autorità e gli osservatori del mercato richiedono da tempo misure più stringenti di trasparenza e controllo per le imprese che gestiscono capitali dei clienti o risorse aziendali.

La sentenza nei confronti di Nevin Shetty rappresenta un monito per le imprese tecnologiche e i loro organi di controllo: rafforzare le procedure di audit interno, separare chiaramente le attività personali da quelle aziendali e garantire che qualsiasi investimento sia approvato e tracciabile. Queste misure sono essenziali per prevenire abusi e tutelare azionisti, dipendenti e stakeholder.