Le crepe nel credito privato di BlackRock e Blue Owl potrebbero mettere a rischio i mercati delle criptovalute e della defi
- 6 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Crepe nel mercato globale del private credit stanno allarmando gli investitori, con il rischio che lo stress si propaghi anche ai mercati delle criptovalute.
Secondo quanto riferito dai mercati, il fondo di private credit di BlackRock da 26 miliardi di dollari ha iniziato a limitare i prelievi in risposta a un aumento delle richieste di rimborso.
La situazione segue tensioni analoghe emerse in altri gestori: Blue Owl ha venduto prestiti per 1,4 miliardi di dollari il mese scorso per soddisfare rimborsi e risulterebbe esposta a un istituto creditizio immobiliare crollato nel Regno Unito.
Le quotazioni di importanti asset manager come Apollo Global Management, Ares Management e KKR hanno registrato cali significativi, estendendo una fase negativa già in corso nel 2026.
Contesto e dimensione del mercato del private credit
Il private credit comprende prestiti concessi da entità non bancarie a società private o operazioni di leveraged finance e ha conosciuto una rapida espansione negli ultimi anni.
Il mercato globale del private credit è stimato nell’ordine di alcuni trilioni di dollari: valutazioni di settore indicano una dimensione vicino ai 3,5 trilioni di dollari nel 2025, mentre i dati on‑chain relativi ai prodotti tokenizzati rimangono ancora molto più ridotti, nell’ordine di pochi miliardi.
Rischi bancari e possibili ricadute sulle criptovalute
La crescente esposizione del sistema bancario verso fornitori di private credit amplifica il canale di trasmissione del rischio. Stime di mercato indicano che le banche negli Stati Uniti hanno concesso centinaia di miliardi di dollari di finanziamenti a questi operatori e ai fondi di private equity, creando potenziali vulnerabilità se dovessero materializzarsi perdite su larga scala.
Andreja Cobeljic di AMINA Bank ha scritto in una nota via email:
“Preso isolatamente, questo sarebbe gestibile.”
“Ma se emergesse nel bel mezzo di un evento più ampio di deleveraging globale, insieme a uno shock energetico e al crollo delle aspettative sui tagli dei tassi, la situazione cambia.”
“Per gli asset a rischio, incluse le criptovalute, una liquidazione disordinata rappresenterebbe uno shock di secondo ordine significativo che i prezzi attuali non riflettono.”
Se la pressione sui rimborsi costringesse i fondi di private credit a dismettere posizioni rapidamente, ciò potrebbe innescare un deleveraging più ampio tra classi di attivo, con effetti a catena anche sui mercati digitali come il bitcoin e altri asset tokenizzati.
Tokenizzazione e trasmissione del rischio sulle blockchain
Una seconda via di contagio passa direttamente dalle infrastrutture blockchain: prodotti di credito privato tokenizzati — ovvero prestiti o fondi confezionati e emessi come token su blockchain pubbliche — sono cresciuti insieme alla più ampia tendenza verso gli RWA (real‑world assets).
Teddy Pornprinya, co‑fondatore del protocollo di RWA Plume, ha detto:
“Le istituzioni stanno entrando nel mondo crypto, ma spesso con prodotti che neppure i partecipanti più orientati a DeFi comprendono appieno.”
I prodotti di credito legati al mondo reale possono nascondere rischi complessi, come oscillazioni significative del valore patrimoniale netto e rendimenti lordi che non riflettono appieno commissioni o rischio di credito, aspetti che possono non essere immediatamente evidenti agli investitori crypto.
Un precedente operativo illustra la dinamica di trasmissione: la bancarotta del fornitore di componenti auto First Brands Group nel 2025 ha inciso su una strategia di private credit gestita da Fasanara Capital.
Una versione tokenizzata della strategia, chiamata mF‑ONE, era stata emessa sulla piattaforma Midas RWA e utilizzata come collaterale per prestiti sul protocollo Morpho. Quando il fondo sottostante ha svalutato l’esposizione legata alla bancarotta, il valore netto del token è sceso di circa il 2%, avvicinando posizioni altamente leverage alla liquidazione e comprimendo la liquidità sulla piattaforma.
In quel caso i lender hanno evitato perdite dirette, ma l’episodio ha evidenziato come il credito off‑chain tokenizzato e impiegato come garanzia in ambienti DeFi possa trasferire stress tradizionale direttamente sui mercati on‑chain.
Implicazioni per regolatori e investitori
La combinazione di leve finanziarie, prodotti complessi e un crescente incrocio tra mercati tradizionali e on‑chain solleva questioni di vigilanza e gestione del rischio.
I regolatori potrebbero intensificare il monitoraggio delle esposizioni incrociate tra banche, gestori alternativi e piattaforme di finanza decentralizzata, valutando misure per migliorare la trasparenza dei prodotti tokenizzati e la resilienza delle infrastrutture di mercato.
Per gli investitori, lo scenario suggerisce l’importanza di controllare liquidità, concentrazione del credito e livello di leva nelle proprie esposizioni, oltre a chiedere maggiore chiarezza sulla natura dei rischi associati agli strumenti tokenizzati.
Resta cruciale seguire l’evoluzione delle condizioni di mercato e delle politiche macroeconomiche, poiché un peggioramento coordinato del credito e delle aspettative sui tassi potrebbe amplificare gli effetti economici e finanziari ben oltre il segmento del private credit.