Il sindaco di Vancouver Ken Sim vede la proposta di riserve in btc bocciata da leggi comunali e provinciali

Una relazione tecnica conclude che il piano del sindaco Ken Sim di utilizzare le riserve della città per investire in Bitcoin non è consentito dall’attuale quadro normativo previsto dal Vancouver Charter e dal Municipal Finance Authority Act della provincia di British Columbia.

La sintesi, predisposta per il dibattito del consiglio comunale, raccomanda di archiviare una mozione del 2024 che puntava a rendere Vancouver una città «amica del bitcoin», dopo che i funzionari hanno ritenuto la proposta incompatibile con le regole sugli investimenti pubblici contenute nella carta municipale.

Lo staff ha scritto:

“Si è giunti alla determinazione conclusiva che, ai sensi del Vancouver Charter, il Bitcoin non è un asset ammesso per gli investimenti della Città.”

Quadro normativo che vincola gli investimenti municipali

Il nucleo della decisione è rappresentato dalle limitazioni poste dal Vancouver Charter, in particolare dalla Sezione 201, che autorizza l’investimento di fondi inattivi solo in una ristretta categoria di strumenti di natura conservativa. Tra questi vi sono titoli governativi federali o provinciali, obbligazioni garantite dallo Stato, debito municipale, investimenti garantiti dalle banche, depositi presso cooperative di credito e specifici veicoli di investimento collettivo.

Il Municipal Finance Authority Act della provincia rafforza ulteriormente questo orientamento, limitando i pool di investimento municipali a asset a basso rischio come obbligazioni, titoli municipali, depositi bancari e carta commerciale con elevato rating.

La normativa definisce i valori ammessi come bond, debentures, certificati di deposito e cambiali/promissory notes, evidenziando un sistema costruito attorno a rendimenti fissi e equivalenti di liquidità. Azioni, materie prime e criptovalute non rientrano in queste categorie.

Accettazione di criptovalute per tributi e tariffe: questione aperta

Resta però un punto circoscritto ma significativo: la relazione non chiarisce del tutto se la città possa perseguire obiettivi di immagine collegati alla tecnologia accettando Bitcoin come metodo di pagamento per imposte o tariffe, a condizione che la criptovaluta venga convertita immediatamente in dollari canadesi.

La distinzione giuridica fondamentale è tra le regole che disciplinano gli investimenti delle riserve pubbliche e quelle che regolano le modalità di incasso dei pagamenti. Il Vancouver Charter regola espressamente dove e come la Città può impiegare i fondi inattivi, ma non detta in modo altrettanto chiaro le procedure operative per l’elaborazione dei pagamenti ricevuti.

Dal punto di vista operativo, l’accettazione di criptovalute richiederebbe valutazioni su aspetti pratici e di compliance: rapporti con fornitori di conversione istantanea, gestione della volatilità, registrazioni contabili, controllo antiriciclaggio e trasparenza verso i contribuenti. Anche se la conversione immediata mitiga l’esposizione al rischio di mercato, permangono scelte amministrative che potrebbero richiedere un atto formale del Consiglio comunale o adeguamenti procedurali.

Implicazioni istituzionali e pratiche

La decisione dello staff riflette una lettura prudente delle responsabilità di gestione delle finanze pubbliche: proteggere il capitale delle riserve e rispettare i vincoli stabiliti dalla legge provinciale sono priorità che condizionano fortemente qualsiasi proposta innovativa.

Per modificare l’attuale limitazione sarebbero necessarie azioni a livello legislativo o di policy: ciò potrebbe includere emendamenti del Vancouver Charter o chiarimenti normativi da parte della provincia di British Columbia, oltre a una valutazione politica sul rapporto tra innovazione digitale e prudenza finanziaria.

A livello pratico, anche l’adozione di soluzioni ibride — ad esempio l’accettazione dei pagamenti in criptovaluta con conversione automatica in valuta fiat — richiederebbe procedure chiare, accordi contrattuali con fornitori specializzati e verifiche sul rispetto delle normative fiscali e antiriciclaggio.

Considerazioni finali

In sintesi, la relazione dello staff conclude che, allo stato attuale, investire le riserve pubbliche in Bitcoin non è consentito dal quadro giuridico vigente. Tuttavia, la possibilità di utilizzare la criptovaluta come mezzo di pagamento, con conversione immediata in dollari canadesi, rimane un tema tecnico e politico ancora aperto che richiederebbe scelte amministrative precise e, eventualmente, interventi normativi.