Bitcoin in calo per la miopia a breve termine mentre il rally si affievolisce in vista dei dati sul lavoro negli Stati Uniti
- 6 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Le criptovalute hanno registrato una flessione mentre alcuni investitori approfittano del rimbalzo di metà settimana fino a circa 74.000 USD per incassare, e altri preferiscono asset meno rischiosi in un contesto geopolitico più teso in Medio Oriente.
Il Bitcoin (BTC) è sceso del 3,7% nelle ultime 24 ore, attestandosi poco sopra i 70.000 USD, mentre l’indice a 20 asset (CD20) ha perso il 3,5% man mano che il momentum del rally dei giorni precedenti si è attenuato. Nella giornata di mercoledì il Bitcoin aveva oltrepassato i 74.000 USD e rimane comunque oltre il 6% in rialzo su cinque giorni.
Illia Otychenko ha detto:
“La correzione riflette la pressione di vendita esercitata dai trader a breve termine che avevano comprato il recupero. Nonostante il recente rimbalzo, persiste una scarsa convinzione che il rally proseguirà.”
I mercati dei derivati mostrano segni di pessimismo crescente: i tassi di funding restano profondamente negativi, il che indica che i trader pagano per mantenere posizioni short. Tuttavia, la domanda di base non è scomparsa.
Si registrano flussi significativi di stablecoin verso gli exchange, ai livelli più alti del 2026, mentre i flussi verso gli ETF spot di bitcoin sono tornati positivi. Questo crea una situazione di conflitto nel mercato, con acquirenti spot istituzionali che accumulano Bitcoin e operatori sui derivati che aumentano le posizioni corte.
“Storicamente, quando l’accumulazione spot coincide con funding negativi, spesso si verifica uno short squeeze, in cui gli short sono costretti a chiudere le posizioni e il prezzo sale. Tuttavia, tale esito non è scontato.”
Impatto geopolitico ed energia
La situazione geopolitica rimane un elemento rilevante per i mercati. Il prezzo del Brent è salito di oltre il 22% nell’ultima settimana dopo attacchi e contromisure che hanno disturbato le forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio che convoglia circa il 20% dell’offerta globale di petrolio.
Bryan Tan ha detto:
“Il traffico di navi nello Stretto di Hormuz è ancora in calo del 92%, alcune banche segnalano che il petrolio potrebbe raggiungere i 100 USD, e la curva dei rendimenti si sta nuovamente appiattendo mentre il tratto breve rivaluta il rischio inflazionistico con il rendimento a 2 anni che risale al 3,51%.”
Il rincaro dell’energia alimenta i timori d’inflazione e induce i trader a rivedere le aspettative sui tagli dei tassi d’interesse. I mercati obbligazionari stanno già scontando questo cambio di scenario: i rendimenti dei Treasury statunitensi sono saliti mentre gli operatori prezzano il rischio che l’inflazione rimanga elevata. Sulla decisione della Federal Reserve peseranno inoltre i dati sull’occupazione USA previsti per oggi.
Cosa osservare questa settimana
Calendario macroeconomico: oggi è attesa la pubblicazione dei dati sul lavoro negli Stati Uniti per febbraio, con le stime che indicano un aumento netto degli occupati non agricoli intorno a 59.000 (precedente 130.000) e un tasso di disoccupazione stabile al 4,3%.
Sempre per febbraio si attendono i dati sulla retribuzione oraria media mensile, stimata intorno allo 0,3% (precedente 0,4%). Questi numeri influenzeranno le attese sulle mosse future della politica monetaria.
Eventi di mercato e token: sono previste alcune emissioni e sbloccchi di token, tra cui lo sblocco pianificato di circa il 2,72% della fornitura circolante di Hyperliquid (HYPE), valutato in termini aggregati a diverse centinaia di milioni di dollari.
Movimenti di mercato
All’ultimo rilevo il BTC è sceso a circa 70.398,30 USD (24 ore: -2,89%), mentre ETH è a circa 2.055,24 USD (24 ore: -3,01%). L’indice CD20 è sceso a 2.008,56 (-3,52% nelle 24 ore).
Altri indicatori: il tasso di staking composito di Ether è sceso di 8 punti base a 2,83%. Il tasso di funding su BTC su Binance è negativo a -0,011% (annualizzato circa -1,22%).
Valute e commodities: l’indice del dollaro DXY è intorno a 99,23; i futures sull’oro sono in rialzo mentre i futures sull’argento mostrano un aumento più marcato.
Mercati azionari globali: il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo, l’Hang Seng ha recuperato terreno, mentre gli indici americani hanno registrato chiusure contrastanti con il Dow Jones e lo S&P 500 in calo.
Dati on-chain e metriche tecniche
Dominanza e parametri tecnici: la dominanza di BTC è intorno al 59,47%. Il rapporto ETH/BTC è a 0,02917. L’hashrate su base mobile settimanale si mantiene sopra i 1.000 EH/s.
Analisi tecnica di mercato: il rapporto tra altcoin (esclusi i primi 10 per capitalizzazione) e Bitcoin mostra la probabilità di chiusura sopra la media esponenziale a 50 settimane, suggerendo assenza di breakout netto per le alt rispetto a BTC. L’assenza di divergenze significative negli RSI indica che è improbabile un rally sostenuto dell’universo altcoin nel breve periodo.
Azioni e società crypto
Nel settore delle azioni correlate alle criptovalute, segnaliamo alcuni movimenti: Coinbase Global (COIN) ha chiuso in ribasso, così come Galaxy Digital (GLXY), MARA Holdings, Riot Platforms e CleanSpark, mentre Core Scientific ha mostrato una chiusura positiva.
ETF e strategie di tesoreria: tra gli strumenti collegati al mining e alla tesoreria crypto, alcuni ETF e aziende che gestiscono posizioni in bitcoin o servizi di mining hanno registrato perdite giornaliere, rispecchiando la volatilità del mercato dei token e delle materie prime energetiche.
Flussi e detenzioni negli ETF spot
Flussi giornalieri e cumulativi: gli ETF spot su BTC hanno riportato flussi netti giornalieri negativi per circa 227,9 milioni di dollari, con flussi netti cumulativi che restano positivi nell’ordine di decine di miliardi e con detenzioni complessive intorno a 1,29 milioni di BTC.
Per gli ETF spot su ETH i flussi netti giornalieri risultano anch’essi negativi, con flussi cumulativi positivi e detenzioni totali nell’ordine di diversi milioni di ETH.
Conclusioni e implicazioni
Il mercato mostra segnali contrastanti: l’interesse istituzionale sul mercato spot convive con pressioni corte nel mercato dei derivati, mentre fattori esterni come il rialzo dei prezzi dell’energia e i dati macro statunitensi possono rapidamente influenzare la direzione dei prezzi. Gli operatori dovranno monitorare da vicino i flussi on-chain, i tassi di funding e gli sviluppi geopolitici per valutare il rischio di uno squeeze o di ulteriori movimenti correttivi.