Bitcoin in calo per la miopia a breve termine mentre il rally si affievolisce in vista dei dati sul lavoro negli Stati Uniti

Le criptovalute hanno registrato una flessione mentre alcuni investitori approfittano del rimbalzo di metà settimana fino a circa 74.000 USD per incassare, e altri preferiscono asset meno rischiosi in un contesto geopolitico più teso in Medio Oriente.

Il Bitcoin (BTC) è sceso del 3,7% nelle ultime 24 ore, attestandosi poco sopra i 70.000 USD, mentre l’indice a 20 asset (CD20) ha perso il 3,5% man mano che il momentum del rally dei giorni precedenti si è attenuato. Nella giornata di mercoledì il Bitcoin aveva oltrepassato i 74.000 USD e rimane comunque oltre il 6% in rialzo su cinque giorni.

Illia Otychenko ha detto:

“La correzione riflette la pressione di vendita esercitata dai trader a breve termine che avevano comprato il recupero. Nonostante il recente rimbalzo, persiste una scarsa convinzione che il rally proseguirà.”

I mercati dei derivati mostrano segni di pessimismo crescente: i tassi di funding restano profondamente negativi, il che indica che i trader pagano per mantenere posizioni short. Tuttavia, la domanda di base non è scomparsa.

Si registrano flussi significativi di stablecoin verso gli exchange, ai livelli più alti del 2026, mentre i flussi verso gli ETF spot di bitcoin sono tornati positivi. Questo crea una situazione di conflitto nel mercato, con acquirenti spot istituzionali che accumulano Bitcoin e operatori sui derivati che aumentano le posizioni corte.

“Storicamente, quando l’accumulazione spot coincide con funding negativi, spesso si verifica uno short squeeze, in cui gli short sono costretti a chiudere le posizioni e il prezzo sale. Tuttavia, tale esito non è scontato.”

Impatto geopolitico ed energia

La situazione geopolitica rimane un elemento rilevante per i mercati. Il prezzo del Brent è salito di oltre il 22% nell’ultima settimana dopo attacchi e contromisure che hanno disturbato le forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio che convoglia circa il 20% dell’offerta globale di petrolio.

Bryan Tan ha detto:

“Il traffico di navi nello Stretto di Hormuz è ancora in calo del 92%, alcune banche segnalano che il petrolio potrebbe raggiungere i 100 USD, e la curva dei rendimenti si sta nuovamente appiattendo mentre il tratto breve rivaluta il rischio inflazionistico con il rendimento a 2 anni che risale al 3,51%.”

Il rincaro dell’energia alimenta i timori d’inflazione e induce i trader a rivedere le aspettative sui tagli dei tassi d’interesse. I mercati obbligazionari stanno già scontando questo cambio di scenario: i rendimenti dei Treasury statunitensi sono saliti mentre gli operatori prezzano il rischio che l’inflazione rimanga elevata. Sulla decisione della Federal Reserve peseranno inoltre i dati sull’occupazione USA previsti per oggi.

Cosa osservare questa settimana

Calendario macroeconomico: oggi è attesa la pubblicazione dei dati sul lavoro negli Stati Uniti per febbraio, con le stime che indicano un aumento netto degli occupati non agricoli intorno a 59.000 (precedente 130.000) e un tasso di disoccupazione stabile al 4,3%.

Sempre per febbraio si attendono i dati sulla retribuzione oraria media mensile, stimata intorno allo 0,3% (precedente 0,4%). Questi numeri influenzeranno le attese sulle mosse future della politica monetaria.

Eventi di mercato e token: sono previste alcune emissioni e sbloccchi di token, tra cui lo sblocco pianificato di circa il 2,72% della fornitura circolante di Hyperliquid (HYPE), valutato in termini aggregati a diverse centinaia di milioni di dollari.

Movimenti di mercato

All’ultimo rilevo il BTC è sceso a circa 70.398,30 USD (24 ore: -2,89%), mentre ETH è a circa 2.055,24 USD (24 ore: -3,01%). L’indice CD20 è sceso a 2.008,56 (-3,52% nelle 24 ore).

Altri indicatori: il tasso di staking composito di Ether è sceso di 8 punti base a 2,83%. Il tasso di funding su BTC su Binance è negativo a -0,011% (annualizzato circa -1,22%).

Valute e commodities: l’indice del dollaro DXY è intorno a 99,23; i futures sull’oro sono in rialzo mentre i futures sull’argento mostrano un aumento più marcato.

Mercati azionari globali: il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo, l’Hang Seng ha recuperato terreno, mentre gli indici americani hanno registrato chiusure contrastanti con il Dow Jones e lo S&P 500 in calo.

Dati on-chain e metriche tecniche

Dominanza e parametri tecnici: la dominanza di BTC è intorno al 59,47%. Il rapporto ETH/BTC è a 0,02917. L’hashrate su base mobile settimanale si mantiene sopra i 1.000 EH/s.

Analisi tecnica di mercato: il rapporto tra altcoin (esclusi i primi 10 per capitalizzazione) e Bitcoin mostra la probabilità di chiusura sopra la media esponenziale a 50 settimane, suggerendo assenza di breakout netto per le alt rispetto a BTC. L’assenza di divergenze significative negli RSI indica che è improbabile un rally sostenuto dell’universo altcoin nel breve periodo.

Azioni e società crypto

Nel settore delle azioni correlate alle criptovalute, segnaliamo alcuni movimenti: Coinbase Global (COIN) ha chiuso in ribasso, così come Galaxy Digital (GLXY), MARA Holdings, Riot Platforms e CleanSpark, mentre Core Scientific ha mostrato una chiusura positiva.

ETF e strategie di tesoreria: tra gli strumenti collegati al mining e alla tesoreria crypto, alcuni ETF e aziende che gestiscono posizioni in bitcoin o servizi di mining hanno registrato perdite giornaliere, rispecchiando la volatilità del mercato dei token e delle materie prime energetiche.

Flussi e detenzioni negli ETF spot

Flussi giornalieri e cumulativi: gli ETF spot su BTC hanno riportato flussi netti giornalieri negativi per circa 227,9 milioni di dollari, con flussi netti cumulativi che restano positivi nell’ordine di decine di miliardi e con detenzioni complessive intorno a 1,29 milioni di BTC.

Per gli ETF spot su ETH i flussi netti giornalieri risultano anch’essi negativi, con flussi cumulativi positivi e detenzioni totali nell’ordine di diversi milioni di ETH.

Conclusioni e implicazioni

Il mercato mostra segnali contrastanti: l’interesse istituzionale sul mercato spot convive con pressioni corte nel mercato dei derivati, mentre fattori esterni come il rialzo dei prezzi dell’energia e i dati macro statunitensi possono rapidamente influenzare la direzione dei prezzi. Gli operatori dovranno monitorare da vicino i flussi on-chain, i tassi di funding e gli sviluppi geopolitici per valutare il rischio di uno squeeze o di ulteriori movimenti correttivi.