Industria metalmeccanica in frenata nel 2025: automotive in caduta, export in forte rallentamento

Le tensioni geopolitiche continuano a incidere in modo significativo sull’attività industriale, riverberandosi sulla catena di approvvigionamento, sui costi energetici e sulle strategie di esportazione delle imprese.

Dopo un biennio difficile per il settore, il 2025 ha mostrato una dinamica produttiva altalenante che non ha permesso un recupero strutturale: sulla base dei dati grezzi la produzione complessiva ha registrato una contrazione tendenziale media dell’1%.

Nel comparto metalmeccanico la produzione è diminuita in media dello 0,9% rispetto al 2024, penalizzata soprattutto dalla brusca flessione del settore Automotive, che ha segnato una caduta del -11,1%.

Confrontando i dati a livello comunitario, la produzione metalmeccanica nella media dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea è risultata sostanzialmente stabile (+0,2%); tra i principali competitor solo la Germania ha fatto peggio, con un -1,9%.

Un’indagine congiunturale presentata da Federmeccanica mostra che nel quarto trimestre la produzione metalmeccanica è calata dello 0,8% rispetto al terzo trimestre, periodo in cui si era osservata una crescita dell’1,6%.

Nel confronto tendenziale il quarto trimestre 2025 ha segnato un aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, dopo il +3,2% rilevato nel terzo trimestre, ma questi incrementi non sono stati sufficienti a compensare le perdite molto consistenti registrate nei primi due trimestri dell’anno.

Dinamiche produttive

Nel dettaglio dei settori metalmeccanici, al calo complessivo del 2025 ha contribuito in misura rilevante la contrazione nella fabbricazione di Autoveicoli e rimorchi, con un decremento del -11,1% rispetto al 2024.

Altri comparti che hanno registrato diminuzioni sono stati i Prodotti in metallo (-1,1%), le Macchine e apparecchi elettrici (-0,6%) e le Macchine e apparecchi meccanici (-0,5%).

In controtendenza, la produzione è aumentata nell’intero 2025 per la Metallurgia (+3,0%), per il comparto dei Computer, apparecchi radio-tv e strumenti di precisione (+1,9%) e per gli Altri mezzi di trasporto (+1,6%).

Export e commercio estero

Le esportazioni del settore metalmeccanico sono cresciute in valore del 2,9% rispetto al 2024; nello specifico le vendite verso paesi dell’Unione Europea sono aumentate dell’1,9% mentre quelle dirette verso paesi extra UE sono salite del 4,1%.

Nonostante il segno positivo, il ritmo di crescita resta distante dagli incrementi a doppia cifra osservati in passato: le forti tensioni geopolitiche e le politiche commerciali adottate da paesi come gli Stati Uniti, tra annunci, introduzione, revisioni e incertezza sui dazi, rappresentano un ostacolo significativo al ritorno a livelli elevati di espansione dell’export.

Anche le importazioni sono aumentate, contribuendo comunque a mantenere un saldo positivo della bilancia commerciale del settore pari a 52,1 miliardi di euro; gli incrementi in valore dell’interscambio sono stati influenzati in misura importante dalla crescita dei valori medi unitari.

Prospettive e implicazioni

La situazione pone sfide immediate per le imprese: la compressione della domanda in alcuni segmenti, l’aumento dei costi energetici e l’incertezza sui flussi commerciali richiedono strategie di diversificazione dei mercati e rafforzamento delle catene di fornitura.

Dal punto di vista delle politiche pubbliche, è necessario un mix di misure che favorisca la transizione tecnologica, la digitalizzazione e l’efficienza energetica delle imprese, oltre a strumenti di supporto all’internazionalizzazione e alla partecipazione a negoziati commerciali multilaterali.

Le associazioni di categoria come Federmeccanica insieme alle istituzioni nazionali ed europee possono giocare un ruolo cruciale nel monitorare gli effetti delle politiche commerciali internazionali, nel sostenere le imprese nelle attività di adattamento e nel facilitare investimenti in innovazione e formazione per migliorare la competitività sul medio-lungo periodo.



Author: Tony
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