Duecentoquaranta milioni per rilanciare la coesione europea
- 5 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha illustrato le priorità del territorio in materia di politica di coesione europea nel corso di un incontro con il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea e responsabile delle politiche di coesione, Raffaele Fitto, durante una missione istituzionale a Bruxelles.
La delegazione guidata da Angelilli, su delega del presidente Francesco Rocca, ha partecipato a un vertice promosso dalle Power Regions of Europe presso la sede del Stato Libero della Baviera, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione della politica di coesione per il periodo 2028-2034.
Politiche europee vicine ai cittadini
Roberta Angelilli ha dichiarato:
“Sosteniamo pienamente il position paper delle Power Regions of Europe. Le sfide geopolitiche e macroeconomiche richiedono una risposta europea più incisiva, senza però indebolire il ruolo centrale delle regioni. La politica di coesione deve essere più efficiente e concreta, rispettando il principio di sussidiarietà e mantenendo le politiche europee vicine ai cittadini, alle imprese e ai territori.”
La vicepresidente ha sottolineato la necessità di conciliare una strategia comune europea con l’autonomia regionale, affinché le misure decise a livello comunitario possano tradursi in risultati tangibili nei territori.
Le priorità per il Lazio
La Regione Lazio ha evidenziato tre linee prioritarie per il prossimo ciclo di programmazione: un quadro finanziario certo, il riconoscimento dell’autonomia regionale nell’attuazione delle strategie, e la semplificazione delle norme per ridurre gli oneri amministrativi.
Il primo punto riguarda un quadro finanziario chiaro e garantito: gli investimenti strutturali a lungo termine richiedono stanziamenti prevedibili e sostenuti per tutte le regioni, per evitare squilibri e favorire una crescita omogenea.
Il secondo aspetto pone l’accento sull’autonomia delle regioni: l’Unione può definire priorità strategiche, ma sono le autorità regionali che devono avere la capacità operativa di tradurre quelle priorità in progetti concreti, evitando una centralizzazione eccessiva che rischi di appesantire la governance.
Infine, la semplificazione delle regole e la riduzione degli oneri burocratici sono ritenute essenziali per accelerare l’attuazione dei progetti; a ciò si aggiunge la richiesta di un maggiore supporto tecnico da parte della Commissione Europea.
Gli incontri della Regione Lazio
Durante la missione a Bruxelles la delegazione della Regione Lazio ha svolto un’agenda intensa di confronti istituzionali, finalizzati a costruire intese operative sui temi strategici per il territorio.
In mattinata la vicepresidente ha incontrato il Gabinetto della commissaria Ekaterina Zaharieva. Sono stati inoltre programmati colloqui con le Direzioni Generali competenti in materia di difesa, spazio ed energia, con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea, con l’Agenzia ICE e con Confindustria, per coordinare interventi in ambito industriale, commerciale e infrastrutturale.
Dialogo strategico
Roberta Angelilli ha concluso ringraziando l’interlocutore per l’approccio adottato:
“Ringrazio il vicepresidente Raffaele Fitto per aver rassicurato l’assemblea circa l’impegno a mantenere le regioni al centro dell’agenda europea, sia nella riforma della politica di coesione sia nel dibattito sul quadro finanziario 2028-2034. Per la prima volta è stato avviato un dialogo strategico con le regioni, che permette di condividere le strategie e rendere il territorio parte attiva del processo decisionale.”
Nel suo intervento finale Angelilli ha ricordato il risultato pratico ottenuto con la Revisione di metà periodo (mid term review): grazie al metodo di confronto con la Commissione, la Regione Lazio potrà attivare nuove progettualità per oltre 240 milioni di euro destinate a housing sociale, competitività e efficientamento idrico, aumentando l’impatto degli interventi sul territorio.
Il confronto avviato tra istituzioni europee e rappresentanti regionali assume così anche una dimensione tecnica e operativa, mirata a rendere la politica di coesione uno strumento più efficace per rispondere alle sfide demografiche, infrastrutturali ed economiche dei prossimi anni.