Bitcoin schizza a $68.000 mentre i mercati tradizionali crollano
- 3 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I modesti guadagni registrati ieri in borsa, in risposta all’esplosione di un nuovo conflitto in Medio Oriente nel corso del weekend, sembrano essere stati per il momento un falso segnale: i mercati tornano a mostrare nervosismo e vendite generalizzate.
Andamento degli indici azionari
A metà mattinata negli orari di contrattazione del Stati Uniti, il Nasdaq è sui minimi di seduta con un calo di circa il 2,5%, mentre il S&P 500 cede il 2,3%.
Le borse europee subiscono perdite ancora più marcate, con il IBEX 35 della Spagna in ribasso intorno al 5,2% e il DAX della Germania che scende di circa il 4,1%.
Materie prime e petrolio
Dopo aver toccato livelli storici nelle settimane precedenti al conflitto, anche i metalli preziosi registrano forti ribassi: il oro perde circa il 4,3%, l’argento il 7,5% e il platino oltre l’11%.
Il greggio mantiene la corsa: il WTI mette a segno un ulteriore rialzo vicino all’8%, attestandosi intorno ai 77 dollari al barile, spinto dalle preoccupazioni per l’offerta e le tensioni geopolitiche.
Cripto: resistenza relativa ma titoli correlati soffrono
Nonostante un trend decrescente durato circa cinque mesi, i mercati crypto mostrano oggi una relativa tenuta: il bitcoin viene scambiato intorno a 68.000 dollari, in calo dell’1% nelle ultime 24 ore ma più di due punti percentuali sopra i minimi di giornata.
Anche altre criptovalute, pur rimanendo in territorio negativo nelle 24 ore, hanno recuperato dai peggiori livelli intraday: è il caso di ether, solana e XRP.
Al contrario, i titoli collegati al settore crypto sono sotto pressione: le azioni della piattaforma di trading Robinhood scendono del 7%, Coinbase perde il 5%, mentre MicroStrategy e la piattaforma Bullish calano ciascuna di circa il 4%. L’emittente di stablecoin Circle resiste meglio, ma registra comunque una flessione intorno all’1%.
James Butterfill, responsabile ricerca presso CoinShares, ha osservato:
“Storicamente il bitcoin, unico asset liquido negoziato anche nei fine settimana, ha assorbito gli shock durante le fasi di riduzione forzata del rischio. Questa volta l’evoluzione dei prezzi è stata costruttiva: il bitcoin è salito nonostante l’aumento dell’instabilità … Questa divergenza è significativa. L’assenza di liquidazioni rilevanti nonostante il rialzo dei rendimenti e le tensioni geopolitiche suggerisce che il posizionamento è stato adattato rispetto a episodi precedenti.”
Contesto e implicazioni
La reazione mista dei mercati riflette dinamiche complesse: da un lato la preoccupazione sull’offerta energetica sostiene i prezzi del petrolio, dall’altro il rialzo dei rendimenti e la riduzione degli acquisti riflettono una preferenza per la liquidità che penalizza asset considerati più rischiosi.
Per gli operatori finanziari e le istituzioni monetarie, il protrarsi delle tensioni geopolitiche rappresenta un fattore da monitorare, poiché può influenzare inflazione, condizioni di finanziamento e scelte di portafoglio a livello globale. In questo quadro, la resilienza relativa di alcuni segmenti del mercato crypto e la frenata dei metalli preziosi sollevano interrogativi sul comportamento degli investitori e sulla natura dei flussi di capitale nelle fasi di stress.