Analisti di mercato si scontrano: Bitcoin verso la peggiore striscia negativa di cinque mesi dal 2018

Bitcoin sta per registrare la sua peggiore serie di cali mensili dal 2018: con pochi giorni alla chiusura di febbraio, BTC è in procinto di segnare il quinto mese consecutivo in perdita, scendendo di oltre il 25% da inizio anno e incamminandosi verso il primo doppio calo di gennaio e febbraio nella storia della criptovaluta.

Il rapporto tra Bitcoin e oro è sceso a 12,288 once a febbraio, registrando un ribasso del 70% negli ultimi 14 mesi. Inoltre, il mese corrente si avvia a diventare il peggiore da giugno 2022, quando il collasso di Terra‑Luna fece precipitare il prezzo di circa un terzo; con Bitcoin attorno ai 64.000 dollari, il calo di febbraio è vicino al 20%.

Ricalibrazione all’interno di un cambio di regime

Mati Greenspan ha detto:

“Quello che vediamo non è solo debolezza. È una rivalutazione all’interno di un cambio strutturale di regime.”

Secondo Mati Greenspan, analista senior e fondatore di Quantum Economics, le ragioni immediate dello storno—come flussi dagli ETF, timori macroeconomici e tensioni commerciali—possono spiegarne il tempismo, ma non il movimento più profondo: si tratta di un ripensamento generale del modo in cui i mercati valutano gli asset rischiosi in un contesto di incertezza elevata.

Bitcoin è inoltre vicino a registrare la quinta settimana consecutiva di cali, una sequenza che non si vedeva da marzo‑maggio 2022. Le tensioni geopolitiche hanno rafforzato il dollaro USA e il petrolio, irrigidendo le condizioni finanziarie e pesando sugli asset rischiosi.

Relazione disomogenea con le azioni

Questa fase è caratterizzata da una relazione anomala tra Bitcoin e le azioni: mentre i listini statunitensi hanno mostrato una relativa resilienza, BTC ha sottoperformato nettamente, evidenziando un periodo di instabilità nella sua tradizionale correlazione con gli asset rischiosi.

Confronto delle argomentazioni in campo

Jonatan Randin ha detto:

Bitcoin al momento non ha un narrativo chiaro e viene schiacciato da entrambi i lati.”

Secondo Jonatan Randin, analista senior di PrimeXBT, i fattori macro sono rilevanti: nelle ultime cinque settimane si sono registrati deflussi per circa 3,8 miliardi di dollari dagli ETF, le tensioni tariffarie sono in aumento e la Federal Reserve non ha ancora indicato tagli dei tassi imminenti.

Nel frattempo, l’oro ha catturato flussi da rifugio e le azioni hanno beneficiato dell’impulso legato all’intelligenza artificiale, mentre Bitcoin è rimasto indietro: dall’autunno scorso l’oro è salito di circa il 48% mentre BTC ha perso circa il 41% nello stesso periodo, un segnale che molti investitori continuano a considerare BTC come un asset sensibile alla liquidità più che come “oro digitale”.

Jonatan Randin ha detto:

“La correlazione a 20 giorni tra BTC e Nasdaq è passata da -0,68 a +0,72 tra l’inizio e la metà di febbraio. Non è una decorrelazione, è instabilità.”

Randin osserva che quando il tono “risk‑on” funziona e un singolo asset resta indietro, spesso si tratta di debolezza piuttosto che di forza; la variabilità delle correlazioni riflette un mercato in fase di riassestamento.

Decorrelazioni e rivalutazione

Mati Greenspan ha detto:

“Quando le correlazioni si rompono durante i cambi di regime, raramente è casuale. È una ricalibrazione precoce.”

Secondo Greenspan, se le azioni continuano a essere trattate come esposizione ciclica alla crescita mentre Bitcoin inizia a comportarsi più come una copertura sovrana, la divergenza potrebbe avere un significato strutturalmente rialzista. Tuttavia, la transizione è complessa e non lineare.

Jonatan Randin ha detto:

Bitcoin è sceso del 52% dai massimi di ottobre. Potrebbe sembrare molto, ma in bear market storici con ribassi superiori all’80% potremmo essere realisticamente solo a metà correzione.”

Randin ricorda che, nonostante il RSI settimanale abbia raggiunto livelli storicamente bassi e che indirizzi accumulativi abbiano assorbito circa 372.000 BTC da fine dicembre, segnali tipicamente associati ai minimi ciclici in passato sono stati talvolta seguiti da ulteriori ribassi del 30–40% prima che si formasse un minimo definitivo.

Indicatori tecnici e livelli chiave

Mati Greenspan ha detto:

“Quando il sentimento diventa così uniformemente negativo mentre i fondamentali a lungo termine restano intatti, le inversioni tendono a essere brusche.”

Fino a quando Bitcoin non riuscirà a recuperare la fascia tra 68.000–72.000 dollari, secondo Randin la sequenza negativa potrebbe proseguire in modo graduale piuttosto che interrompersi nettamente. Ha indicato i 60.000 dollari come supporto chiave a breve termine, con la media mobile a 200 settimane attorno ai 58.500 dollari poco più sotto.

Prospettive e quadro complessivo

Lo scenario resta divisivo: alcuni analisti mettono in guardia sulla possibilità che il ribasso non sia concluso, richiamando esempi storici di bear market prolungati; altri sottolineano che parte del pessimismo potrebbe già essere scontato e che, se i fondamentali a lungo termine rimangono solidi, un rimbalzo potrebbe essere rapido.

Mati Greenspan ha detto:

“La narrazione strutturale si estende su decenni: non si limita a mesi di perdite.”

Nel complesso, il mercato appare in una fase di riconsiderazione della valutazione del rischio e del ruolo di Bitcoin nei portafogli: il risultato dipenderà dall’evoluzione delle condizioni macro, dalle decisioni di politica monetaria e dai flussi dagli ETF, oltre che dagli sviluppi geopolitici che continuano a influenzare la liquidità e le correlazioni tra asset.