Paradigm punta su ia e robotica con un fondo da 1,5 miliardi di dollari
- 28 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Paradigm sta cercando di raccogliere $1,5 miliardi per un nuovo fondo destinato a investire in società attive nell’ambito dell’intelligenza artificiale, della robotica e di altre tecnologie di frontiera, secondo fonti vicine alla società.
Secondo le stesse fonti, la società manterrà gli investimenti nel settore crypto ma impiegherà il suo team tecnico di investimento esistente anche per valutare operazioni in imprese di tecnologie avanzate.
La società con sede a San Francisco dichiara, in base alle ultime segnalazioni regolamentari, un patrimonio gestito pari a circa $12,7 miliardi. Nel novembre 2021 aveva lanciato un fondo di punta da $2,5 miliardi, che all’epoca era considerato il più grande fondo dedicato alle criptovalute; nel 2024 ha inoltre annunciato un terzo fondo da $850 milioni focalizzato su progetti crypto in fase iniziale.
I responsabili della società avrebbero motivato la nuova iniziativa con la volontà di non essere vincolati da limiti che potrebbero far perdere opportunità d’investimento appetibili, consentendo una maggiore flessibilità strategica tra crypto e tecnologie emergenti.
Esiste inoltre una sovrapposizione operativa e tecnologica tra l’ecosistema delle criptovalute e quello dell’AI, per esempio con fenomeni come i cosiddetti agentic payments, ovvero transazioni eseguite da agenti autonomi basati sull’intelligenza artificiale.
Contesto e precedenti esplorazioni nell’intelligenza artificiale
La società ha ammesso di aver sperimentato l’AI e la sua convergenza con il mondo delle criptovalute già da alcuni anni. Nel 2023 si erano notate modifiche linguistiche ai materiali pubblici dell’azienda, che avevano alimentato speculazioni su un possibile spostamento di focus; i vertici hanno però precisato che si trattava di esplorazioni piuttosto che di un abbandono del settore crypto.
Matt Huang ha scritto:
“Non siamo mai stati così entusiasti delle criptovalute e continuiamo a investire in tutte le fasi, ma gli sviluppi nell’AI sono troppo interessanti per essere ignorati. Sembra di moda presentare ‘crypto vs AI’ come una competizione a somma zero. Noi non la vediamo così: entrambe le aree sono rilevanti e avranno molte sovrapposizioni. Siamo entusiasti di proseguire l’esplorazione.”
Recentemente la società ha anche collaborato con OpenAI per il rilascio di EVMbench, un benchmark progettato per valutare la capacità di diversi modelli di intelligenza artificiale di individuare e correggere vulnerabilità nei smart contract. Il progetto è un esempio concreto di come l’AI possa essere applicata alla sicurezza degli ambienti di esecuzione basati su EVM (Ethereum Virtual Machine) e ad altri protocolli di contratti programmabili.
Dati sul flusso di capitale verso l’AI e implicazioni per il mercato
Secondo analisi istituzionali recenti, nel 2025 gli investimenti di venture capital in società di AI hanno raggiunto circa $258,7 miliardi, pari al 61% di tutto il capitale di rischio raccolto nello stesso periodo, raddoppiando la quota rispetto al 2022. Il segmento della generative AI ha rappresentato circa il 14% degli investimenti in AI, con le società del United States che hanno attratto la parte più consistente del capitale.
Lo spostamento di risorse verso l’AI ha diverse implicazioni: può favorire la nascita di sinergie tecnologiche tra startup crypto e AI, aumentare la concorrenza per il capitale di rischio e sollevare questioni regolamentari riguardo alla supervisione di sistemi autonomi che gestiscono transazioni finanziarie. Per gli investitori istituzionali e per gli limited partners, la diversificazione tra settori può ridurre il rischio concentrato ma comporta anche la necessità di competenze tecniche e di governance più estese.
Per gli operatori del mercato, il nuovo fondo potrebbe accelerare l’integrazione fra tecnologie decentralizzate e strumenti basati su AI, offrendo risorse e know‑how per progetti che richiedono competenze sia in crittografia che in apprendimento automatico avanzato.
Resta da vedere come evolveranno le decisioni di allocazione del capitale e quale impatto concreto avranno queste mosse sul panorama delle startup e sulle dinamiche di regolamentazione nei prossimi mesi.