Ecco come l’impennata del prezzo di Bitcoin potrebbe essere alimentata da software di intelligenza artificiale che rubano posti di lavoro

Bitcoin in un mondo dominato dall’intelligenza artificiale dipende più dalle politiche macroeconomiche che da aspetti puramente tecnici.

Secondo una nota di Greg Cipolaro, responsabile globale della ricerca presso la società di servizi finanziari e infrastrutture NYDIG, l’impatto dell’intelligenza artificiale su Bitcoin passerà soprattutto attraverso canali macroeconomici e gli effetti sull’occupazione.

Variabili macroeconomiche chiave

Le variabili che contano sono la crescita economica, l’occupazione, i tassi d’interesse reali e la liquidità. Il valore del Bitcoin si trova in ultima istanza a valle di queste forze.

Se l’automazione dovesse ridurre posti di lavoro e salari, la domanda dei consumatori potrebbe indebolirsi e, in scenari più gravi, il calo dei redditi potrebbe mettere sotto pressione la capacità di rimborso dei debiti e deprimere i prezzi degli asset.

Già nelle scelte aziendali recenti si sono viste riduzioni di organico motivate da efficienze legate all’AI: ad esempio, una società fintech guidata da Jack Dorsey ha ridotto significativamente il personale, citando l’automazione come fattore che ha reso superflue alcune posizioni.

In risposta a un forte indebolimento della domanda, i decisori politici potrebbero agire con tagli ai tassi o con misure fiscali espansive per stabilizzare l’economia; questa ondata di liquidità storicamente ha sostenuto asset come il Bitcoin, che spesso risponde ai cambiamenti nella massa monetaria globale.

Al contrario, se l’AI aumentasse la produttività e la crescita senza provocare grandi perdite occupazionali, i tassi reali potrebbero salire e le banche centrali mantenere una politica monetaria restrittiva.

Storicamente tassi reali più elevati hanno pesato sul Bitcoin perché aumentano il costo-opportunità di detenere asset non fruttiferi e rendono meno attraenti gli investimenti rischiosi.

Come la tecnologia ha trasformato il lavoro in passato

Le preoccupazioni sull’AI ricordano momenti precedenti di grande trasformazione produttiva: la macchina a vapore che sostituì il lavoro manuale, l’elettrificazione che ridefinì interi settori, e più tardi i computer e la rete che automatizzarono compiti amministrativi e rivoluzionarono commercio, media e finanza.

Ogni ondata tecnologica alimentò timori di disoccupazione permanente. Tuttavia, la domanda aggregata non crollò: la produttività aumentò e nacquero nuovi settori che assorbirono una parte della forza lavoro dislocata, pur con transizioni spesso difficili.

Oggi esistono settori impensabili prima dell’avvento di internet, come il cloud computing, che mostrano come l’innovazione possa creare opportunità nuove oltre a distruggere occupazione tradizionale.

Greg Cipolaro sostiene che l’AI potrebbe seguire una dinamica simile: come tecnologia general purpose richiederà riorganizzazioni dei flussi di lavoro e investimenti complementari, ampliando nel tempo la capacità produttiva più che ridurla.

Greg Cipolaro ha scritto:

“L’implicazione non è che la discontinuità sarà indolore, ma che la risposta di equilibrio alle nuove tecnologie è storicamente integrazione, non obsolescenza.”

Greg Cipolaro ha aggiunto:

“La reazione della società all’intelligenza artificiale probabilmente seguirà lo stesso modello.”

Implicazioni per i pagamenti e l’adozione

Un canale potenziale di diffusione del Bitcoin riguarda i cosiddetti pagamenti agentici, cioè transazioni in cui software o dispositivi pagano altri software senza intervento umano, realizzando il paradigma macchina-a-macchina evocato fin dagli albori della criptovaluta.

Tuttavia, gli incentivi per una diffusione su larga scala non sono ancora pienamente allineati: le carte di credito offrono programmi di premi e credito a breve termine che molte soluzioni basate su stablecoin o su Bitcoin non replicano oggi in modo completo.

Perché l’adozione aumenti occorrono infrastrutture, incentivi economici e regolamentazione chiara che rendano i pagamenti agentici sicuri e convenienti rispetto alle soluzioni tradizionali.

Conclusione: la politica monetaria decide

In definitiva, la crescita dell’AI porta con sé scenari diversi: uno shock deflazionistico che richieda una nuova espansione monetaria e fiscale, oppure un boom di produttività che innalzi i rendimenti reali. In entrambi i casi, il prezzo del Bitcoin reagirà in funzione delle politiche delle banche centrali, delle variazioni della liquidità e dell’evoluzione della domanda.

La variabile davvero decisiva sarà la risposta umana e istituzionale alla trasformazione: decisioni di politica economica, strutture regolamentari e scelte aziendali determineranno quanto l’AI accelererà o mitigherà gli effetti sui mercati finanziari e sulle criptovalute.