Cosa succede a bitcoin dopo gli attacchi dell’Iran alle basi degli Stati Uniti: btc a rischio ribasso

Quello che è iniziato come un attacco attribuito a Israele all’Iran è rapidamente degenerato, diventando una delle più ampie crisi militari in Medio Oriente degli ultimi decenni e generando rischi per i mercati finanziari, comprese le criptovalute.

Dettagli dell’escalation

Secondo fonti diffuse, l’Iran ha lanciato ondate di missili e droni che hanno preso di mira non solo Israele, ma anche basi e interessi degli Stati Uniti nel Golfo.

Diversi Paesi del Golfo hanno segnalato eventi di sicurezza: il Bahrain ha confermato che una base militare americana è stata colpita, mentre il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di aver intercettato missili in transito sul loro territorio. Esplosioni sono state udite nella città di Dubai, e il Bahrain ha chiuso temporaneamente il proprio spazio aereo. Un’agenzia iraniana semi-ufficiale ha avvertito che tutte le basi e gli interessi statunitensi nella regione potrebbero essere presi di mira.

Donald Trump ha detto:

“Gli Stati Uniti hanno iniziato importanti operazioni di combattimento in Iran mirate a eliminare l’inventario missilistico del Paese, la sua marina e le infrastrutture nucleari. Le vite di coraggiosi eroi americani possono andare perse e potremmo avere vittime. Questo succede spesso in guerra.”

Risposta dei mercati e andamento delle criptovalute

La crisi ha avuto riflessi immediati sui mercati: la Bitcoin era già scesa sotto i $64.000 in risposta ai primi attacchi e si è mantenuta sopra i $63.000 mentre si è sviluppata la fase di ritorsione. Questa relativa tenuta, almeno nel brevissimo termine, ha ragioni prevalentemente tecniche.

Nel fine settimana la liquidità è ridotta e molte posizioni con leva — che avrebbero amplificato una caduta — erano già state chiuse nella correzione della settimana precedente, quando il prezzo è sceso da circa $70.000. Questi fattori hanno parzialmente attutito le oscillazioni iniziali.

Il vero banco di prova arriverà con la riapertura dei mercati tradizionali: Bitcoin è uno degli asset liquidi che resta negoziabile nel weekend, mentre azioni, petrolio e obbligazioni possono reagire soltanto con i contratti futures della domenica sera o all’apertura di lunedì. Se questi mercati segnassero gap ribassisti marcati, potremmo osservare una seconda ondata di vendita su ampia scala, con i gestori di portafoglio che de-riskano simultaneamente su tutte le classi di attività.

In tale scenario, il percorso verso $60.000 o livelli inferiori diventerà plausibile come prossimo supporto significativo.

Storicamente, le precedenti escalation in Medio Oriente hanno mostrato un modello ricorrente: un calo iniziale di Bitcoin alla notizia, seguito da una ripresa una volta che i mercati tradizionali assorbono le informazioni e la situazione sembra contenuta — accaduto in episodi del 2020 e in successive tensioni regionali.

Questa volta, tuttavia, la tesi della contenibilità è più difficile da sostenere. Colpi e detonazioni in aree come Dubai, il Kuwait e il Bahrain segnalano un’escalation che travalica uno scontro bilaterale, coinvolgendo regioni con elevata rilevanza economica e logistica a livello globale.

Il rischio principale è lineare: un allargamento del conflitto potrebbe far salire rapidamente i prezzi del petrolio, innescando avversione al rischio a livello mondiale e perdite più profonde anche per le criptovalute. Nonostante venga talvolta definita “oro digitale”, la Bitcoin si è storicamente comportata più come un asset correlato al rischio che come un porto sicuro consolidato.

Il supporto intorno a $60.000, che ha retto durante precedenti turbolenze e scariche di leva finanziaria, sarà messo alla prova in circostanze più severe e con rischi sistemici maggiori rispetto a una semplice pulizia delle posizioni a leva.

Gli osservatori dei mercati consigliano cautela: monitorare i flussi di notizie, l’andamento del prezzo del petrolio e le aperture dei mercati tradizionali nelle prossime sessioni sarà fondamentale per valutare la profondità e la durata dell’impatto sui portafogli e sulle criptovalute.