Bitcoin crolla a $65.000, Solana, XRP e Dogecoin perdono il 6%
- 28 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il tentativo di Bitcoin di riconquistare la soglia dei $70.000 all’inizio della settimana è durato soltanto circa 48 ore.
Nelle prime ore di contrattazione asiatica il prezzo è scivolato verso i $65.735, con una perdita del 3% nelle ultime 24 ore e del 2,8% nella settimana.
Le altcoin hanno sofferto in misura maggiore: Solana ha perso il 6,7%, Ether il 6,2%, Dogecoin il 5,1% e XRP il 4%. La caduta ha portato la maggior parte dei token principali in territorio negativo su base settimanale, cancellando l’outperformance delle altcoin che era stata il segnale più positivo della settimana. Tra i grandi, meglio si è difesa BNB, in calo solo del 2,5%.
Cosa ha innescato la correzione
Il fattore scatenante è stato familiare: la seduta statunitense di venerdì ha visto un indebolimento dei mercati azionari, con l’S&P 500 in calo dello 0,4%, il Nasdaq 100 giù dello 0,3% e il Dow Jones in calo dell’1,1%.
Il titolo Nvidia, ancora alle prese con la digestione delle reazioni agli utili, ha ceduto un ulteriore 4,2%. Inoltre un incremento inatteso dei prezzi alla produzione pari allo 0,5% ha alimentato i timori inflazionistici e la possibilità che la Federal Reserve mantenga i tassi più alti più a lungo del previsto.
Le massicce riduzioni di personale annunciate da Block Inc. hanno poi intensificato l’ansia sui mercati, suggerendo che l’impatto dell’intelligenza artificiale potrebbe iniziare a ridistribuire occupazione e investimenti oltre il solo campo tecnologico.
La criptovaluta ha seguito il ribasso delle azioni ma con ampiezza maggiore: una flessione dello 0,4% nell’S&P si è tradotta in un calo del 3% per Bitcoin e in perdite superiori al 6% per molte altcoin. La leva finanziaria che era rientrata nel mercato durante il rimbalzo di mercoledì è stata eliminata nella discesa successiva.
Flussi istituzionali e ruolo degli ETF
I dati sui flussi istituzionali restano tuttavia robusti: gli ETF spot bitcoin statunitensi hanno registrato afflussi per circa $1,1 miliardi in tre giorni, mettendoli sulla strada per la miglior settimana da mesi.
Dom Harz ha detto:
“L’analisi eccessiva dei movimenti di prezzo a brevissimo termine è fuorviante. La volatilità di Bitcoin non sorprende, soprattutto per gli investitori early che hanno già vissuto cicli precedenti. Ciò che cambia è il tipo di capitale che ora sostiene questa asset class emergente.”
Gli afflussi verso gli ETF sono importanti perché indicano interesse istituzionale e migliorano la base di domanda accessibile agli investitori tradizionali, ma non bastano da soli a neutralizzare le pressioni macroeconomiche e di mercato.
Riserve di stablecoin e liquidità di mercato
I dati di CryptoQuant mostrano che le riserve di USDT sugli exchange sono scese da $60 miliardi a $51,1 miliardi negli ultimi due mesi. La società ha avvertito che un’ulteriore discesa al di sotto di $50 miliardi potrebbe innescare una “vasta ondata di vendite”.
Le riserve di stablecoin sugli exchange sono un indicatore cruciale di liquidità: livelli più bassi significano meno capacità immediata di convertire denaro fiat in criptovalute senza impattare i prezzi, aumentando la probabilità di movimenti bruschi in caso di stress di mercato.
Posizioni corte e dinamiche su Bitcoin ed Ethereum
Le azioni di MicroStrategy, società nota per l’acquisto di Bitcoin finanziato con debito, sono tra quelle con il maggiore volume di posizioni short tra le grandi aziende statunitensi. Il dato riflette i timori degli investitori sulla sostenibilità di strategie basate su indebitamento per accumulare criptovalute, che possono amplificare il rischio di liquidazioni forzate in fasi di mercato avverse.
Sul fronte Ethereum, alcuni grandi detentori hanno iniziato a vendere in perdita. La società denominata ETHZilla ha ufficialmente abbandonato la strategia di accumulo di Ether e si è riconvertita presentando un progetto orientato agli asset “tokenizzati” del mondo reale.
Questi movimenti evidenziano come sia le strategie basate su leva sia le rotazioni tra classi di asset possano modificare rapidamente l’offerta e la domanda sul mercato crypto.
Prospettive e punti di attenzione
Bitcoin si trova ora nuovamente al centro del range tra $60.000 e $70.000 in cui è rimasto intrappolato dall’evento di volatilità del 5 febbraio. Il rimbalzo di mercoledì ha confermato che la parte alta del range funge da resistenza; la domanda aperta è se il supporto inferiore reggerà nei prossimi giorni.
I fattori da osservare a breve termine includono i dati macro americani (inflazione e prezzi alla produzione), le decisioni e le comunicazioni della Federal Reserve, i flussi verso gli ETF, i livelli di liquidità espressi dalle riserve di stablecoin e le posizioni a leva aperte sul mercato. Anche sviluppi regolamentari e notizie sul settore tecnologico possono determinare accelerazioni o inversioni di tendenza.
In sintesi, la dinamica recente mostra una convivenza di domanda istituzionale crescente e rischi macro-finanziari che possono causare oscillazioni ampie. Per gli investitori e gli operatori di mercato ciò implica la necessità di monitorare sia gli indicatori on-chain sia i segnali provenienti dai mercati tradizionali per valutare il rischio di ulteriori correzioni o l’eventuale ripresa del rally.