Cinque exchange di criptovalute aiutano la Russia a sfuggire alle sanzioni, secondo Elliptic
- 23 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Secondo un’indagine di Elliptic, cinque piattaforme di scambio di criptovalute avrebbero favorito lo spostamento di risorse legate alla Russia aggirando sanzioni internazionali, colmando il vuoto lasciato dopo la chiusura del sito di Garantex lo scorso anno.
Il report indica che le piattaforme Bitpapa, ABCeX, Exmo, Rapira e Aifory Pro agevolano conversioni da rublo a criptovalute, consentendo poi trasferimenti transfrontalieri “senza passare per intermediari” e la successiva conversione in altre valute fiat.
Secondo l’analisi, nonostante la pressione normativa crescente, diverse di queste piattaforme — alcune con registrazioni formali al di fuori della Federazione Russa — continuano a facilitare volumi rilevanti di operatività in criptovalute collegata a soggetti sanzionati.
L’emergere di questa rete di scambi è stato favorito dalla rimozione del sito di Garantex in marzo, dopo che la piattaforma era stata pesantemente sanzionata nel 2022 per aver agevolato transazioni illecite e per aver contribuito all’elusione delle misure imposte in risposta all’invasione dell’ Ucraina.
Analisi indipendenti hanno inoltre documentato come le sanzioni abbiano inciso sui flussi in criptovalute, con valori complessivi destinati a indirizzi ritenuti illeciti che hanno raggiunto livelli storici nel 2025, per effetto di volumi eccezionali associati anche a stati-nazione.
Le piattaforme identificate
Bitpapa è l’unica delle cinque piattaforme che risulta già oggetto di sanzioni: l’ufficio di controllo delle sanzioni del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, noto come OFAC, l’ha designata nel marzo 2024 per il coinvolgimento in operazioni di elusione delle misure restrittive.
Secondo il report, circa il 9,7% dei fondi in uscita da Bitpapa sarebbe diretto verso destinatari soggetti a sanzioni; l’analisi osserva inoltre pratiche di gestione dei wallet che includono una continua rotazione degli indirizzi al fine di ostacolare l’applicazione delle sanzioni.
ABCeX sarebbe operativa con un ufficio nella Federation Tower di Mosca, la stessa sede dove in passato aveva lavorato Garantex, e avrebbe gestito almeno 11 miliardi di dollari in transazioni cripto, con flussi significativi diretti a Garantex e a Aifory Pro.
Nella scoperta più rilevante, l’analisi sostiene che Exmo mantenga attività in territorio russo nonostante dichiarazioni pubbliche di disimpegno, dopo la cessione delle operazioni locali alla società nota come Exmo.me.
Il report segnala che Exmo.com e Exmo.me condividono la medesima infrastruttura di wallet custodial, consentendo così il co-mingling di fondi tra la piattaforma rivolta al mercato russo e quella rivolta ai mercati occidentali, e che sono state registrate transazioni dirette per oltre 19,5 milioni di dollari verso soggetti sanzionati.
Rapira, con base nel Georgia e un ufficio a Mosca, sarebbe stata coinvolta in transazioni dirette per oltre 72 milioni di dollari con Grinex, la piattaforma ritenuta successore di Garantex e anch’essa oggetto di attenzione per i collegamenti con attività sanzionate.
Aifory Pro, che opera nei mercati di Mosca, Dubai e Türkiye, è descritta come una piattaforma che “esplicitamente facilita la elusione delle restrizioni sui servizi”, offrendo tra l’altro carte di pagamento virtuali denominate in USDT che permetterebbero acquisti di servizi esteri altrimenti bloccati sul territorio russo.
Implicazioni regolamentari e geopolitiche
La capacità di convertire valuta locale in criptovalute e di trasferire rapidamente valore oltre i confini senza intermediari tradizionali crea difficoltà significative per l’efficacia delle sanzioni economiche, con potenziali ricadute su politiche di sicurezza e sull’applicazione del diritto internazionale.
Autorità finanziarie e istituzioni internazionali stanno valutando misure più stringenti: tra queste figurano sanzioni mirate contro piattaforme, obblighi rafforzati di AML/KYC per gli exchange, standard condivisi per il controllo dei wallet custodial e intensificazione della cooperazione tra enti di vigilanza a livello sovranazionale.
Allo stesso tempo, a livello interno, il Ministero delle Finanze e la Banca Centrale russa hanno sollecitato una rapida definizione normativa sulle criptovalute per dare risposte a un’adozione che appare in aumento tra i residenti, mentre l’Unione Europea ha considerato misure volte a vietare le transazioni cripto con la Federazione Russa come strumento per chiudere i canali tecnologici utilizzabili per l’elusione delle sanzioni.
Dati e tendenze di mercato
Le indagini di mercato hanno evidenziato numeri senza precedenti: il valore complessivo di criptovalute ricevute da indirizzi ritenuti illeciti ha raggiunto cifre storiche nel 2025, trainate da volumi associati a Stati e a reti complesse di trasferimento che sfruttano molteplici piattaforme e servizi di conversione.
La chiusura forzata di attori chiave come Garantex ha creato spazi che altri operatori, talvolta con presenza fisica o legami indiretti con la Russia, hanno rapidamente occupato, dimostrando come l’ecosistema trovi soluzioni alternative se non esiste un’azione coordinata e continuativa di contrasto.
Possibili risposte per autorità e settore privato
Le contromisure efficaci richiedono un mix di strumenti regolamentari e operativi: l’applicazione di sanzioni mirate, il sequestro o il congelamento di wallet collegati a reti illecite, la responsabilizzazione dei provider di wallet custodial e dei servizi di pagamento virtuali, e lo scambio tempestivo di informazioni tra autorità competenti.
Dal lato del settore, gli exchange internazionali e i fornitori di infrastrutture dovrebbero rafforzare i controlli sulle controparti, migliorare i sistemi di tracciamento delle transazioni e collaborare con le autorità per identificare e limitare pratiche che facilitano l’elusione delle sanzioni.
Un approccio coordinato, che combini norme chiare, capacità tecnologiche di investigazione e cooperazione internazionale, è considerato essenziale per ridurre la vulnerabilità delle misure restrittive all’uso strumentale delle criptovalute.
Conclusioni
L’analisi mette in luce come alcune piattaforme abbiano sfruttato la complessità tecnica e la frammentazione regolamentare per mantenere canali finanziari attivi verso soggetti sotto sanzione. Il fenomeno solleva questioni centrali per la politica economica e la sicurezza internazionale, evidenziando la necessità di risposte multilivello e di maggiore trasparenza nell’ecosistema cripto.
Le autorità, gli operatori del mercato e gli organismi internazionali continueranno a monitorare l’evoluzione di queste reti per individuare interventi idonei a ripristinare l’efficacia delle sanzioni e a prevenire l’uso improprio delle tecnologie digitali a fini illeciti.