SEC: gli stablecoin possono essere conteggiati come capitale netto dai broker-dealer
- 22 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti ha chiarito la scorsa settimana che i broker-dealer possono applicare un “haircut” del 2% sui stablecoin in portafoglio senza che ciò incontri obiezioni da parte dell’authority.
Prima di questo chiarimento c’era incertezza tra gli intermediari: alcuni ritenevano necessario applicare un haircut del 100% ai stablecoin ancorati al dollaro, escludendo quindi completamente quei token dal capitale netto regolamentare.
La precisazione è stata fornita dallo staff della Divisione Trading and Markets della SEC attraverso una nota FAQ relativa alle attività con asset crittografici e alla tecnologia dei registri distribuiti, volta a spiegare l’interpretazione normativa in contesti di mercato reali.
Hester Peirce said:
“A mio avviso, un haircut del 100% sarebbe inutilmente punitivo, alla luce degli asset di riserva che sostengono i payment stablecoin.”
Lo staff ha ricordato che la SEC richiede ai broker-dealer di mantenere livelli minimi di capitale netto per far fronte agli impegni finanziari e assorbire perdite potenziali derivanti da turbolenze di mercato e volatilità.
Per rendere l’effetto concreto: se un intermediario detiene 100 milioni di dollari in stablecoin, un haircut del 2% permette di computare 98 milioni ai fini dei requisiti di capitale netto.
Hester Peirce said:
“I stablecoin sono essenziali per eseguire transazioni sulle infrastrutture blockchain. L’utilizzo di stablecoin renderà possibile per i broker-dealer svolgere una gamma più ampia di attività connesse a titoli tokenizzati e ad altri asset crittografici.”
Secondo la dirigente, il chiarimento facilita la possibilità per gli intermediari di detenere stablecoin senza dover sostenere requisiti patrimoniali eccessivi, trattandoli in modo analogo a strumenti a basso rischio come i fondi del mercato monetario, che impiegano equivalenti di liquidità a basso rischio come i Titoli del Tesoro USA e i certificati di deposito.
Marc Baumann said:
“Questo è un passo importante. Wall Street ora può effettivamente detenere e usare stablecoin senza compromettere i propri rapporti patrimoniali.”
La reazione positiva di operatori del settore evidenzia come il chiarimento possa ridurre frizioni operative e contabili che finora hanno limitato l’adozione istituzionale degli asset digitali nei portafogli dei grandi intermediari.
Contesto del mercato e dimensioni dei stablecoin
Il mercato degli stablecoin ha conosciuto una crescita significativa negli ultimi anni, con capitalizzazioni che hanno oscillato intorno a diverse centinaia di miliardi di dollari. Dopo un picco registrato in un periodo recente, la capitalizzazione complessiva ha subito lievi flessioni, pur rimanendo elevata rispetto agli anni precedenti.
Un elemento rilevante per l’industria è stata l’approvazione di una normativa federale sugli stablecoin, entrata in vigore nella seconda metà del 2025, considerata una tappa importante per la regolamentazione del settore e suscettibile di influenzare la fiducia degli investitori istituzionali.
Donald Trump ha promulgato la legge nota come GENIUS relativa agli stablecoin nel luglio 2025, evento che ha segnato un punto di svolta normativo percepito come favorevole per lo sviluppo di servizi finanziari tokenizzati.
Al momento della firma la capitalizzazione di mercato degli stablecoin era già sostanziale e ha registrato un’ulteriore crescita nelle settimane successive; questo fenomeno ha richiamato l’attenzione sia dei sostenitori dell’innovazione sia dei responsabili della stabilità finanziaria.
Neel Kashkari said:
“Potrei inviare a ciascuno di voi 5 dollari con Venmo, PayPal o Zelle, quindi cosa può realmente offrire questa ‘magica’ stablecoin?”
Il punto sollevato dal presidente della Federal Reserve Bank of Minneapolis riflette scetticismo su casi d’uso immediati degli stablecoin rispetto ai sistemi di pagamento esistenti; tuttavia, altri osservatori evidenziano che le stablecoin possono facilitare transazioni programmabili, integrazione con mercati tokenizzati e operazioni cross-border a costi inferiori.
Dal punto di vista regolamentare, il tema centrale resta la capacità di garantire riserve trasparenti e liquidabili, procedure di rimborso chiare per gli utenti e adeguate salvaguardie contro rischi sistemici. Le autorità di vigilanza valutano l’impatto su liquidità, interferenze con la politica monetaria e possibili effetti sulla posizione internazionale del dollaro.
In prospettiva, la guida dello staff della SEC riduce alcune barriere pratiche all’utilizzo istituzionale degli stablecoin, ma non esaurisce le questioni regolamentari: potrebbero essere necessarie ulteriori precisazioni o interventi normativi formali per disciplinare procedure di custodia, audit delle riserve e requisiti patrimoniali specifici per le attività digitali.
Per gli operatori di mercato, il chiarimento rappresenta un incentivo a esplorare prodotti e servizi basati su tokenizzazione di titoli e pagamenti digitali; per i regolatori, resta l’obbligo di monitorare l’evoluzione dei rischi e assicurare un quadro normativo che contempli innovazione e tutela dei consumatori e della stabilità finanziaria.