L’Italia alza la posta sulla difesa aerea: la nuova generazione di samp/t costa 5,3 miliardi
- 19 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dopo il via libera in Commissione Affari Esteri e Difesa per il progetto relativo al caccia di sesta generazione, cresce l’attenzione parlamentare su un altro intervento destinato a rafforzare la difesa aerea nazionale: il programma pluriennale per l’ammodernamento, il rinnovamento e il potenziamento della capacità di difesa aerea e missilistica a protezione del territorio nazionale e della Nato, identificato con il riferimento d’atto SMD 32/2025, è attualmente all’esame delle commissioni competenti di Camera e Senato per il relativo parere.
Costo complessivo e fasi del programma
Nella documentazione tecnica il programma, avviato nel 2021 e aggiornato alla luce delle nuove esigenze operative e delle condizioni economiche del 2024, è quantificato in un onere complessivo pari a 5.341,87 milioni di euro. Il decreto precedente, identificato come SMD 11/2021, aveva stimato un impegno di poco superiore ai tre miliardi e riguardava la prima fase del progetto, oggi in fase di completamento.
La seconda fase oggetto dell’attuale provvedimento presenta un costo aggiuntivo di 2.291,87 milioni di euro e si configura come prosecuzione delle attività avviate con il decreto iniziale, finalizzata a consolidare e incrementare le capacità operative già pianificate.
Componenti e capacità oggetto dell’acquisizione
Il programma prevede, in particolare, l’acquisizione di batterie SAMP/T New Generation per l’Esercito e per l’Aeronautica, comprensive di veicoli per la mobilità tattica, moduli di supporto logistico e kit per il trasporto munizione, al fine di mantenere e potenziare la capacità di difesa aerea mobile.
Il pacchetto include inoltre l’acquisizione del radar Kronos Grand Mobile High Power con i relativi gruppi elettrogeni e veicoli di supporto, per garantire la continuità operativa delle batterie SAMP/T già in dotazione e per migliorare la sorveglianza radarica ad alta potenza.
Sono previste attività di sviluppo e qualifica per la gestione del doppio radar, l’integrazione del lanciatore e del missile CAMM-ER nelle batterie SAMP/T New Generation, oltre al rinnovamento del parco munizioni con l’acquisizione di missili Aster 15, Aster 30 B12 e Aster 30 B1-NT3, anche in versione addestrativa, a favore di Esercito, Marina e Aeronautica.
Il piano contempla la modernizzazione del parco esistente mediante l’adozione di kit di aggiornamento (ad esempio MLU4) e la trasformazione di alcune configurazioni nella cosiddetta Enhanced Capabilities, con interventi specifici per i missili in dotazione all’Esercito e alla Marina.
Il programma prevede inoltre il potenziamento del Centro Interforze Munizionamento Avanzato (CIMA) di Aulla sia in termini di infrastrutture sia di capacità di manutenzione, la realizzazione di una linea nazionale per l’integrazione del seeker Ka e un supporto logistico decennale per la manutenzione e il mantenimento delle condizioni operative dei sistemi e delle munizioni Aster 15 e 30.
Tempistiche e copertura finanziaria
La seconda fase avrà avvio nel corso dell’anno e, secondo la pianificazione allegata, è prevista in chiusura entro il 2039. Il finanziamento per un importo di 2.291,87 milioni di euro è previsto a carico dei capitoli di investimento del bilancio ordinario del Ministero della Difesa e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.
La scheda tecnica ricorda che l’amministrazione è vincolata a non superare gli importi indicati; qualora, durante l’esecuzione, emergessero esigenze che richiedano un incremento di spesa, sarà previsto un decreto integrativo con iter paritetico, finalizzato a garantire trasparenza sull’eventuale aumento dei costi.
Critiche e reazioni politiche
La proposta ha suscitato osservazioni da parte di alcuni gruppi parlamentari. In particolare il capogruppo di Avs in commissione Bilancio alla Camera, Marco Grimaldi, ha definito il decreto inaccettabile contestandone l’ulteriore aggravio sui conti pubblici.
Marco Grimaldi ha detto:
“Il programma SMD 32/2025 contenuto nel nuovo decreto ministeriale è l’ennesimo salto in avanti dell’economia di guerra che sta divorando il bilancio pubblico.”
Marco Grimaldi ha detto:
“Il Governo chiede altri 2,3 miliardi per le nuove batterie SAMP/T NG, mentre il costo complessivo del progetto è esploso da 3 a 5,4 miliardi senza alcuna spiegazione tecnica credibile.”
Marco Grimaldi ha detto:
“La Difesa parla di ‘nuove esigenze operative’ ma le batterie restano dieci: nessun aumento numerico, solo costi raddoppiati. Parliamo di almeno 60 lanciatrici, oltre 700 missili, nuovi impianti industriali e un consorzio produttivo a maggioranza francese.”
Le critiche sollevano questioni di trasparenza e di strategia industriale, richiedendo chiarimenti tecnici sulle motivazioni dell’aumento dei costi e sul coinvolgimento dei partner produttivi esteri. Sul fronte istituzionale, il confronto parlamentare nelle commissioni competenti servirà a valutare l’impatto finanziario e operativo del programma prima dell’eventuale approvazione definitiva.