Un hedge fund nascosto ha scatenato il crollo di bitcoin a 60.000 dollari?
- 6 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il crollo di Bitcoin fino a quasi 60.000 dollari giovedì — una perdita vicina al 30% nell’arco di sette giorni — ha spinto operatori e analisti su X a formulare diverse ipotesi sulle cause, sostenendo che la svendita non sia stata dovuta solo a fattori macro o a un generale avversione al rischio, ma a una combinazione di elementi che hanno prodotto la peggiore giornata singola per il mercato crypto dai tempi del tracollo di FTX nel 2022.
Teorie principali emerse tra i trader
Più voci di mercato hanno descritto il movimento come improvviso e “forzato”, con pochi segnali preliminari che avessero permesso agli altri operatori di prepararsi. Tra le ipotesi ricorrenti si è parlato di vendite massicce orchestrate da grandi entità sovrane o di un improvviso dissesto nei conti patrimoniali di uno o più exchange.
Flood ha scritto:
“Questa è la vendita più feroce che ho visto in anni: la sensazione era di un’azione forzata e indiscriminata.”
Tra le possibilità citate dagli osservatori figurano, in particolare, la vendita segreta di oltre 10 miliardi di dollari da parte di uno Stato sovrano (con paesi ipotizzati come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Russia o Cina) oppure il collasso di un’entità che manteneva decine di miliardi di Bitcoin sul proprio bilancio, costretta a liquidare posizioni.
Ipotesi su grandi operatori e meccanismi di leva
Franklin Bi, general partner di Pantera Capital, ha proposto una ricostruzione più dettagliata, ipotizzando che il venditore potesse essere un grande attore con base in Asia e pochi controparti native crypto, fattore che avrebbe reso più difficile individuarne le mosse sul mercato.
“La mia ipotesi è che non si tratti di una società di trading focalizzata sulle crypto ma di un soggetto importante al di fuori dell’ecosistema crypto, probabilmente con sede in Asia, con pochissime controparti native nel settore. Per questo motivo nessuno lo ha rilevato rapidamente. Operava con leva e faceva market-making su Binance -> unwind di carry trade in JPY -> crisi di liquidità totale -> concessa una tregua di circa 90 giorni -> tentativo fallito di recuperare con trade su oro/argento -> disperato unwind questa settimana.”
Secondo questa ricostruzione, una posizione leva esposta su Binance avrebbe innescato un effetto a catena: lo sganciamento di carry trade in JPY ha eroso la liquidità, il tentativo di recuperare con asset tradizionali come oro e argento è fallito e la successiva liquidazione forzata ha amplificato il crollo.
Preoccupazioni sulla sicurezza quantistica
Charles Edwards, fondatore di Capriole, ha invece sollevato una questione diversa, sostenendo che la caduta dei prezzi potrebbe finalmente incentivare un’attenzione seria ai rischi legati alla sicurezza quantistica di Bitcoin.
“50.000 dollari non sono così lontani ora. Ero serio quando l’anno scorso dissi che il prezzo avrebbe dovuto scendere per incentivare un’attenzione adeguata alla sicurezza quantistica di Bitcoin. Questo è il primo progresso promettente che abbiamo visto finora. Spero sinceramente che Michael Saylor sia serio nel costituire un team per la sicurezza di Bitcoin ben finanziato.”
Edwards ha sottolineato come l’implementazione di misure tecniche e l’allocazione di risorse dedicate siano necessarie per mitigare minacce potenziali derivanti dall’evoluzione della computazione quantistica, indicando il 2026 come un anno in cui questo lavoro dovrebbe essere avviato con impegno.
Il possibile ruolo degli ETF e delle opzioni
Parker White, COO e CIO di DeFi Development Corp., ha richiamato l’attenzione su attività anomale rilevate nell’ETF spot su Bitcoin gestito da BlackRock (IBIT), citando un giorno di scambi record pari a 10,7 miliardi di dollari e premi sulle opzioni intorno ai 900 milioni di dollari, pattern che secondo lui è più coerente con una liquidazione guidata da opzioni che con un normale unwind di leva tipico dei soggetti nativi crypto.
“L’ultimo pezzo di evidenza personale è che conosco diversi hedge fund con base a Hong Kong che detenevano DFDV, che ha registrato la sua peggior giornata negativa di sempre, con un calo significativo del NAV modificato. È plausibile che uno di questi fondi fosse collegato all’attore che ha scatenato IBIT.”
“Non ho prove certe, solo intuizioni e briciole di informazioni, ma è molto plausibile: un fondo potrebbe aver corso un’operazione di opzioni molto leva su IBIT (opzioni call fuori dal denaro con gamma estremamente alta) finanziata in JPY. L’esplosione del 10 ottobre potrebbe aver fatto saltare un buco nel loro bilancio; hanno provato a recuperare aggiungendo leva aspettandosi un rimbalzo ‘ovvio’. Man mano che le perdite aumentavano e i costi di finanziamento in JPY salivano, sono diventati più disperati e hanno puntato sull’operazione su argento. Quando anche quella è scoppiata, la situazione è diventata critica e l’ultimo impulso su BTC li ha finiti.”
Questa ricostruzione collega volumi eccezionali sugli ETF, esposizioni complesse in opzioni e uso di leva finanziaria in valute estere, tracciando uno scenario in cui perdite su strumenti correlati provocano vendite forzate sul mercato spot di Bitcoin.
Comportamento del mercato e implicazioni per la liquidità
Nei sette giorni successivi al picco, la discesa di BTC non è stata un calo graduale ma caratterizzata da vuoti di liquidità e movimenti intraday molto accentuati. I livelli riportano Bitcoin verso prezzi visti a fine 2024, mentre la profondità degli scambi appare ridotta su molte piazze.
La contrazione della liquidità ha messo sotto pressione anche le altcoins, con il sentiment che è sceso a valori paragonabili al periodo post-FTX. In questo contesto gli operatori trattano ogni rimbalzo con cautela, aspettando segnali chiari di riposizionamento dei flussi e delle esposizioni prima di tornare ad acquistare con decisione.
In assenza di evidenze definitive, le spiegazioni restano multiple e non mutualmente esclusive: vendite sovrane, dissesti patrimoniali, unwind di posizioni complesse legate a ETF e opzioni, e preoccupazioni strutturali come la sicurezza quantistica possono aver convergito nel creare un evento di ampia portata. Il mercato ora attende maggiore trasparenza sulle controparti coinvolte e segnali di ripristino della liquidità per stabilizzare i prezzi.