Le società di tokenizzazione dell’UE sollecitano modifiche alle regole pilota dlt
- 6 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un gruppo di operatori europei attivi nella tokenizzazione ha chiesto con urgenza ai legislatori dell’UE una modifica rapida del DLT Pilot Regime, avvertendo che i limiti sugli asset ammissibili, i tetti di volume e le licenze a durata determinata stanno impedendo la scalabilità dei mercati on‑chain regolamentati, mentre gli Stati Uniti avanzano verso una tokenizzazione su scala industriale e regolamenti che favoriscono il regolamento quasi istantaneo.
La richiesta è stata formalizzata in una lettera congiunta preparata in vista di un dibattito parlamentare, sottoscritta da società e infrastrutture di mercato tra cui Securitize, 21X, Boerse Stuttgart Group, Lise, OpenBrick, STX e Axiology. Le aziende sollecitano interventi mirati al fine di rendere il quadro sperimentale europeo più adatto ad ospitare mercati regolamentati tokenizzati in crescita.
Richieste operative al DLT Pilot Regime
Le società hanno proposto un intervento tecnico circoscritto che mantenga intatte le tutele per gli investitori ma rimuova vincoli che oggi limitano l’adozione. In particolare suggeriscono di ampliare la tipologia di asset ammessi, innalzare i limiti di emissione e togliere la scadenza di sei anni per le licenze pilota, così da consentire agli operatori regolamentati di scalare prodotti già attivi in altre giurisdizioni.
Le aziende hanno scritto:
“Senza un’azione tempestiva sul DLT Pilot Regime, l’UE rischia di perdere rilevanza di mercato. L’inerzia strutturale di questo pacchetto posticipa un’applicazione efficace almeno fino al 2030, creando non una battuta d’arresto temporanea ma una vulnerabilità strategica critica.”
Rischi competitivi e spostamento della liquidità
Nel documento viene sottolineato che, se l’Europa rimane vincolata dalle attuali restrizioni, la liquidità globale potrebbe migrare in modo permanente verso i mercati statunitensi man mano che le infrastrutture di regolamento on‑chain si consolidano. Le aziende considerano fattibile un aggiornamento tecnico autonomo della normativa sperimentale senza riaprire la riforma complessiva della struttura di mercato europea.
Le aziende hanno aggiunto:
“La liquidità globale non aspetterà.”
Quadro regolamentare e iniziative negli Stati Uniti
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno chiarito aspetti normativi essenziali per la tokenizzazione, indicando come titoli tokenizzati possano essere emessi, custoditi e regolati all’interno delle infrastrutture tradizionali di mercato. Questo approccio mira a integrare gli asset blockchain nel perimetro normativo esistente invece di considerarli come una classe del tutto separata.
La Commissione per i Titoli e gli Scambi (SEC), tramite la Divisione Trading and Markets, ha descritto come i broker‑dealer possano svolgere attività di custody su azioni e obbligazioni tokenizzate rispettando le regole di protezione del cliente vigenti. Nello stesso periodo è stata autorizzata, con una no‑action letter, l’operatività di una società controllata del Depository Trust & Clearing Corporation (DTCC) per avviare un servizio che tokenizza attività reali già custodite presso il Depository Trust Company.
Successivamente la SEC ha pubblicato linee guida che distinguono due categorie di titoli tokenizzati — quelli tokenizzati direttamente dall’emittente e quelli tokenizzati da terze parti non affiliate — per offrire maggiore certezza giuridica alle imprese che esplorano queste soluzioni.
Parallelamente, le principali borse statunitensi hanno avviato sperimentazioni: il Nasdaq ha indicato che ottenere l’approvazione della SEC per la quotazione di azioni tokenizzate è una priorità, mentre il New York Stock Exchange (NYSE) sta sviluppando una piattaforma per il trading di azioni e ETF tokenizzati, progettata per supportare negoziazioni 24/7 e regolamenti quasi istantanei tramite sistemi post‑trade basati su blockchain, soggetta a via libera regolamentare.
Implicazioni per l’Europa e possibili evoluzioni
Dal punto di vista istituzionale, le proposte avanzate dalle aziende mirano a una correzione tecnica che potrebbe essere adottata rapidamente dagli organi legislativi senza dover rimettere in discussione il più ampio pacchetto di integrazione e supervisione dei mercati dell’UE. Tale intervento richiederebbe coordinamento tra Parlamento, Consiglio e autorità di vigilanza come ESMA per mantenere l’equilibrio tra innovazione e protezione degli investitori.
Se attuate, le modifiche suggerite potrebbero facilitare la nascita di mercati regolamentati tokenizzati in Europa, sostenendo sia l’emissione che il regolamento digitale di strumenti finanziari e beni reali tokenizzati (RWA), e contribuendo a preservare la competitività dell’euro nei mercati dei capitali globali.
In assenza di interventi rapidi, invece, gli osservatori avvertono che l’Europa rischia di trovarsi in una posizione subordinata rispetto a giurisdizioni che stanno accelerando l’integrazione tra infrastrutture tradizionali e tecnologie distribuite, con impatti su liquidità, innovazione finanziaria e attrattività per emittenti e investitori internazionali.