Borsa in crisi: a Piazza Affari crolla Stellantis, Europa apre debole
- 6 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Le borse europee hanno avviato la seduta in tono prudente mentre procede la stagione delle trimestrali, con risultati societari e prospettive che continuano a guidare la volatilità sui mercati.
Gli indici del Vecchio Continente presentano cali contenuti e, nel complesso, stanno mostrando una tenuta migliore rispetto a Wall Street, che ha registrato perdite più nette nelle ultime sedute a causa dei timori legati alle valutazioni dei titoli tecnologici e agli effetti degli ingenti investimenti nell’AI.
Nei primi scambi Francoforte cede circa lo 0,2%, Parigi lo 0,37% e Amsterdam lo 0,3%. La performance peggiore è quella di Milano, appesantita dal forte ribasso di Stellantis, che sconta l’annuncio di oneri straordinari e significative uscite di cassa nei prossimi anni; la società ha inoltre sospeso la distribuzione del dividendo. Lo spread si è portato sopra i 63 punti base.
Andamento di Wall Street e fattori di rischio
Wall Street ha chiuso la seduta con perdite marcate, soprattutto sul segmento tecnologico, in un contesto in cui gli investitori si stanno mostrando cauti in vista dei prossimi dati sull’occupazione e delle prossime trimestrali che potranno fornire indicazioni sulle strategie di investimento delle grandi piattaforme tecnologiche.
La combinazione di dati sul lavoro, volatilità nei metalli preziosi e nel Bitcoin e timori sulle stime di crescita degli utili ha favorito un atteggiamento di risk off, con ricoperture di posizioni rischiose e spostamento verso asset più difensivi.
Tra i risultati societari che hanno impattato i mercati, Amazon ha comunicato utili e ricavi del trimestre leggermente sotto le attese in termini di utile per azione, mentre ha fornito previsioni di spesa molto consistenti per gli anni a venire. Gli investitori hanno reagito con apprensione alle indicazioni su piani di investimento molto aggressivi che ridisegnano le aspettative sulla redditività futura del gruppo.
Nel complesso i principali hyperscaler — cioè le grandi piattaforme cloud e tecnologiche quali Amazon, Microsoft, Alphabet (con Google) e Meta — prevedono livelli di spesa aggregata estremamente elevati per sostenere infrastrutture e sviluppo dell’intelligenza artificiale, fattore che sta alimentando dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nel breve termine.
Nelle contrattazioni after hours Amazon è arrivata a registrare perdite significative, riflettendo le preoccupazioni del mercato sui margini e sui timori di un aumento della competizione sugli investimenti infrastrutturali.
Materie prime e cambi
Sul fronte delle materie prime il petrolio mostra una dinamica positiva: il Brent si muove su livelli superiori ai 68 dollari al barile mentre il WTI è intorno ai 64 dollari, sostenuti da aspettative su domanda e adeguamenti dell’offerta.
I metalli preziosi sono tornati a mostrare forza relativa: l’oro è in rialzo di circa l’1,7% e l’argento evidenzia un recupero dopo le forti vendite della vigilia. Il Bitcoin resta sotto pressione, scambiando al di sotto dei 65.000 dollari dopo un minimo intraday vicino ai 60.000 dollari, livelli che indicano nervosismo tra gli investitori sulle asset class più speculative.
Sul mercato dei cambi l’euro si scambia in area 1,18 contro il dollaro, mentre le coppie con lo yen mostrano oscillazioni limitate; gli operatori continuano ad attende segnali dalle comunicazioni delle banche centrali e dai dati macro per valutare il possibile impatto sui tassi e sulla liquidità.
Situazione sui mercati asiatici
I listini asiatici hanno risentito della ritrovata avversione al rischio dopo le perdite registrate a Wall Street: prevale la discesa dei titoli legati alla tecnologia e ai semiconduttori, mentre alcuni listini cinesi risultano contrastati.
Seul ha mostrato la performance negativa peggiore, con un calo intorno al 2,5%, in parte perché il mercato coreano è strettamente legato al settore dei semiconduttori e alle attese sugli investimenti in AI. Pesanti anche Sydney (-2%) e Hong Kong (-1,1%), mentre i listini cinesi appaiono in ordine sparso, con Shenzhen in lieve progresso e Shanghai in moderata flessione.
L’andamento dei mercati asiatici evidenzia come i piani di spesa dei colossi tecnologici e le incertezze sulla redditività dei grandi investimenti abbiano ormai un impatto globale, influenzando flussi di capitale, valutazioni settoriali e, indirettamente, le strategie delle autorità di politica monetaria.