Bitcoin non perde contro l’oro: sta affrontando una stretta di liquidità che il metallo giallo non ha mai conosciuto — rassegna mattutina sull’Asia

Buongiorno, Asia. Ecco un riepilogo delle principali notizie finanziarie emerse durante le ore di mercato statunitensi e una panoramica dei movimenti più rilevanti, con qualche spunto di contesto sui fattori strutturali che influenzano il mercato delle criptovalute e dei metalli.

Negli ultimi giorni si è riacceso il dibattito su quale asset stia prevalendo come rifugio: Bitcoin o oro. La discussione è spesso incentrata sui prezzi, ma, secondo osservatori di mercato, i fattori di liquidità e la struttura degli scambi contano più del semplice confronto numerico.

Darius Sit, cofondatore e managing partner di QCP Capital, desk di trading con sede a Singapore e tra i più attivi in Asia, sottolinea come il confronto sia fuorviante se svolto solo sul valore di mercato.

Darius Sit said:

“Se si confronta Bitcoin con l’oro, non è un paragone tra equivalenti… è quasi come mettere a confronto un topo e un elefante.”

Con questa metafora, Sit evidenzia che esistono forze di mercato idiosincratiche diverse che influenzano i prezzi nel breve termine, mentre sul lungo periodo la narrativa dei due asset conserva somiglianze rilevanti, soprattutto in termini di ruolo come riserva di valore o collaterale.

La dominanza dell’oro deriva da una domanda sovrana consolidata, da una struttura di mercato profondamente radicata e da una scala di capitalizzazione molto ampia. Le fluttuazioni giornaliere dell’oro possono essere, in alcuni casi, comparabili all’intera capitalizzazione di mercato di criptovalute come Bitcoin, rendendo le divergenze di breve periodo più un problema di leva e liquidità che una sentenza sulla validità della tesi d’investimento.

Secondo Sit, un punto di discontinuità significativo non è stato tanto il rally dell’oro quanto l’episodio di deleveraging avvenuto il 10 ottobre — spesso indicato come 10/10 — che ha tracciato una linea netta tra Bitcoin e il resto dell’ecosistema digitale, mostrando come le pratiche di mitigazione del credito divergano drasticamente quando la leva si rompe.

Darius Sit said:

“Il 10 ottobre ha rivelato che c’è una linea molto chiara nella liquidità tra il mondo crypto, gli altcoin e Bitcoin.”

La lezione principale emersa dal 10/10 è stata la scoperta della reale profondità di mercato solo dopo che le vendite forzate avevano ‘ripulito’ i libri: ciò che è rimasto è un paesaggio più sottile, dove i movimenti di prezzo possono essere molto accentuati in entrambe le direzioni.

Un altro tema centrale riguarda il modo in cui le piattaforme gestiscono il rischio di credito. Nei mercati tradizionali, strutture a più livelli — broker, camere di compensazione e meccanismi di garanzia — tendono ad assorbire gli shock prima che le perdite raggiungano gli utenti finali. Le piattaforme native del mondo crypto, per contro, possono funzionare come singoli punti di falla, facendo affidamento su capitale azionario, fondi assicurativi e, nei casi estremi, su processi di perdita socializzata.

Darius Sit said:

“Il momento in cui si attiva la perdita socializzata, la piattaforma perde fiducia. La volatilità non è il problema; il problema è che i trader non riescono a prevedere come saranno gestite le liquidazioni e il rischio di controparte in una situazione di stress.”

Per perdita socializzata si intende la situazione in cui il fondo assicurativo di uno exchange non è sufficiente a coprire posizioni fallite, costringendo la piattaforma a chiudere posizioni profittevoli per coprire il deficit, facendo così pagare i vincitori per le perdite altrui. Questo meccanismo ha avuto un ruolo evidente durante il collasso di mercato del 10/10.

La percezione di regole inconsistenti — con alcuni prodotti o controparti apparentemente protette e altri soggetti alle perdite — dura più a lungo della semplice correzione dei prezzi. I mercati possono ricostruire leva e volumi in tempi relativamente rapidi, ma la fiducia nella governance delle liquidazioni è più lenta a tornare.

Il risultato è un panorama frammentato: Bitcoin mantiene credibilità grazie a una liquidità più profonda e a un uso più chiaro come collaterale, mentre il complesso degli altcoin opera con uno sconto strutturale legato più al design delle piattaforme e alla fiducia tra controparti che alla sola direzione macroeconomica.

Nella visione di Sit, Bitcoin continua a comportarsi come una copertura inflazionistica di lungo periodo e come forma di collaterale sempre più leggibile, mentre l’universo degli altcoin è più direttamente soggetto alla governance delle piattaforme e alla profondità degli order book rispetto alle sole narrative macro.

Darius Sit said:

“Quando qualcosa ha scarsa liquidità, può scendere molto. Può anche salire molto.”

Movimenti di mercato

BTC: Bitcoin ha mostrato oscillazioni violente, registrando un progresso vicino al 5% nell’ultima ora dopo una caduta alimentata da liquidazioni verso la zona di supporto tra i 58.000 e i 60.000 dollari. Indicatori di momentum come l’RSI segnalavano condizioni storicamente ipervendute, spesso antecedenti a rimbalzi tecnici di sollievo.

ETH: Ether è tornato a scambiare intorno a 1.895 dollari, recuperando circa il 7% in un’ora dopo una fase di vendite forzate. La volatilità ha spinto i rimbalzi di breve termine nonostante perdite a doppia cifra nelle ultime 24 ore.

Oro: l’oro ha registrato una flessione intorno al 3,7%, attestandosi approssimativamente sui 4.740 dollari l’oncia in una fase di presa di profitto e avversione al rischio. Gli analisti sottolineano però che il trend di medio-lungo periodo resta supportato dagli acquisti delle Banche centrali, da tensioni legate al debito e alla fiducia valutaria e da previsioni che lasciano spazio a scenari con prezzi più elevati entro il 2026.

Nikkei 225: il Nikkei 225 è scivolato di circa l’1%, estendendo una serie negativa di tre giorni mentre una correzione dei titoli tecnologici a Wall Street ha trascinato i mercati asiatici. Indici come il Kospi della Corea del Sud hanno accusato perdite significative, mentre le piazze di Hong Kong e della Australia hanno subito pressioni in un contesto di risk-off che ha interessato anche metalli più volatili come l’argento.

Altre notizie dal settore crypto

Sul fronte regolamentare e istituzionale si registra attenzione crescente sulla governance delle piattaforme e sulla trasparenza nei meccanismi di gestione del rischio. Rappresentanti del Tesoro degli Stati Uniti e altri osservatori hanno messo in evidenza frizioni tra chi spinge per una maggiore struttura regolamentare e chi difende approcci più laschi, contribuendo al dibattito su come ridurre il rischio sistemico.

Contestualmente, alcune società attive nel mining e nella custodia delle criptovalute hanno mostrato perdite patrimoniali rilevanti dopo la correzione dei prezzi, mettendo sotto stress bilanci e linee di credito e richiamando l’attenzione sul bisogno di pratiche di risk management più robuste e trasparenti.

Gli operatori dovrebbero monitorare in particolare le regole di liquidazione delle singole piattaforme, la solidità dei fondi assicurativi, l’eventuale ricomposizione della leva di mercato e le decisioni delle Banche centrali riguardo alla gestione delle riserve, elementi che determineranno il profilo di rischio e le opportunità sull’orizzonte di medio periodo.