Nuove regole per una vera parità retributiva

Il provvedimento intende garantire la parità retributiva tra uomini e donne che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, introducendo obblighi di maggiore trasparenza per i datori di lavoro e strumenti di tutela per le lavoratrici soggette a trattamenti salariali discriminatori.

Si tratta dello schema di decreto legislativo attuativo della direttiva Ue 2023/970, che ha ricevuto il primo via libera dal Consiglio dei Ministri il 5 febbraio e ora avvierà l’esame nelle commissioni parlamentari prima di tornare in Cdm per l’approvazione definitiva entro il prossimo 7 giugno.

Ambito di applicazione

Le nuove norme si applicano ai datori di lavoro che instaurano rapporti di lavoro subordinato, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, compreso il lavoro a orario ridotto e le posizioni dirigenziali. Restano esclusi dal campo di applicazione i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico.

La disciplina riguarda inoltre i candidati che partecipano a procedure di selezione per un impiego, con l’obiettivo di prevenire discriminazioni già nella fase di accesso al mercato del lavoro.

Trasparenza e accesso alle informazioni

Il testo prevede un meccanismo di pubblicità interna che obbliga i datori di lavoro a rendere noti i criteri utilizzati per determinare i livelli retributivi e le progressioni economiche all’interno dell’organizzazione. Tale adempimento è facoltativo per le imprese con meno di 50 dipendenti.

I lavoratori avranno il diritto di ottenere informazioni sui livelli retributivi medi, distinti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Non è previsto un diritto generalizzato di accesso al livello retributivo individuale di un collega.

Il datore di lavoro è tenuto a fornire una risposta scritta entro due mesi dalla richiesta del lavoratore, indicando le informazioni disponibili e, se del caso, le motivazioni della scelta.

Limitazioni all’uso delle informazioni

Le informazioni ottenute dal lavoratore, diverse dalla propria retribuzione o dal proprio livello, non possono essere utilizzate per fini estranei all’esercizio del diritto alla parità retributiva e non devono consentire di risalire alle condizioni economiche individuali di altri dipendenti.

Un decreto del Ministero del Lavoro definirà le modalità tecniche di raccolta, aggregazione ed esposizione dei dati, in coerenza con le norme sulla protezione dei dati personali e con l’obiettivo di evitare la diffusione di informazioni sensibili.

Resta comunque impregiudicato il diritto del singolo lavoratore a rendere pubblica la propria retribuzione, senza che il datore di lavoro possa impedirlo.

Tutele e rimedi per i lavoratori

Lo schema prevede l’introduzione di meccanismi di tutela contro trattamenti salariali discriminatori, volti a proteggere i lavoratori che segnalano disparità retributive o che esercitano il diritto di accesso alle informazioni.

Tra le misure attese vi sono la protezione contro ritorsioni disciplinari o professionali, procedure semplificate per l’accertamento della discriminazione e strumenti per ottenere risarcimenti o adeguamenti retributivi. Tali strumenti saranno specificati nelle norme attuative e nei regolamenti amministrativi competenti.

Iter legislativo e possibili effetti

Dopo il primo via libera governativo lo schema di decreto legislativo è destinato all’esame delle commissioni parlamentari, che potranno proporre modifiche tecniche e sostanziali prima del ritorno in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva entro il termine indicato dal Governo.

L’entrata in vigore delle nuove regole comporterà per i datori di lavoro adeguamenti amministrativi e organizzativi, in particolare per quanto riguarda la documentazione dei criteri retributivi, la formazione delle risorse umane e la governance delle politiche salariali.

Dal punto di vista sociale e politico, la normativa mira a ridurre il divario retributivo di genere, aumentando la trasparenza e facilitando l’accesso alla giustizia per le vittime di discriminazione. L’efficacia delle misure dipenderà però dall’attuazione pratica e dai chiarimenti che verranno forniti con i decreti attuativi.

In conclusione, il provvedimento intende rafforzare gli strumenti per la parità salariale attraverso obblighi di trasparenza, limiti all’uso delle informazioni e misure di tutela che dovranno essere definiti nei passaggi normativi successivi.



Author: Tony
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