Michael Burry avverte che il crollo del bitcoin potrebbe scatenare un’ondata di vendite da 1 miliardo di dollari di oro e argento

Michael Burry, noto per aver previsto la crisi finanziaria del 2008, ha lanciato un avvertimento sui potenziali effetti a catena provocati dal recente ribasso di Bitcoin, che nelle ultime settimane è sceso da livelli intorno ai 76.000 dollari. Secondo Burry, la caduta del mercato cripto potrebbe aver costretto investitori istituzionali e tesorieri aziendali a smobilizzare posizioni in altre attività, con ripercussioni sulle materie prime preziose.

Effetti sulle materie prime preziose

Nel suo post, Burry ha indicato una dinamica che avrebbe portato alla liquidazione di posizioni in oro e argento alla fine del mese: la perdita su investimenti cripto avrebbe generato la necessità di reperire liquidità vendendo asset profittevoli, compresi contratti futures tokenizzati sulle materie prime.

Michael Burry ha scritto:

“Sembra che fino a un miliardo di dollari in metalli preziosi siano stati liquidati alla fine del mese a causa del calo dei prezzi delle criptovalute.”

Questa tesi collega il movimento dei mercati cripto con oscillazioni nei prezzi delle commodity: vendite forzate o prese di profitto su posizioni tokenizzate possono aggravare i ribassi, soprattutto quando la liquidità è ridotta.

Fondamenta e rischi di Bitcoin

Negli ultimi giorni Bitcoin è sceso brevemente sotto i 73.000 dollari, segnando un calo significativo rispetto ai massimi recenti. Per Burry, questo movimento mette in luce una debolezza strutturale del mercato cripto e crea rischi per società con esposizioni rilevanti.

Michael Burry ha detto:

“Non esiste una ragione d’uso organica che giustifichi un rallentamento o un arresto nella discesa di Bitcoin.”

Secondo l’analisi, senza un’adozione d’uso ampia o funzioni intrinseche che sostengano il valore, Bitcoin rimarrebbe principalmente un asset speculativo: la volatilità diventerebbe così il fattore dominante per il prezzo.

Michael Burry ha avvertito:

“Se il prezzo scendesse a 50.000 dollari, le società minerarie potrebbero trovarsi sull’orlo del fallimento, e il mercato per i futures su metalli tokenizzati potrebbe collassare in un buco nero senza acquirenti.”

Con una riduzione dei prezzi fino a livelli non sostenibili per l’industria mineraria, molte società potrebbero subire stress finanziario significativo, con conseguenti rischi di contagio verso controparti e fondi esposti.

Michael Burry ha inoltre puntualizzato:

“Non c’è nulla di permanente negli asset di tesoreria.”

Con questa osservazione, Burry mette in dubbio l’idea che gli investimenti aziendali o istituzionali in Bitcoin possano fungere da supporto stabile e duraturo per il prezzo: in scenari di stress, anche asset detenuti in bilanci consolidati possono essere smobilizzati.

Implicazioni per investitori e istituzioni

La recente fase rialzista di Bitcoin era stata alimentata dal lancio di ETF spot e da un’ondata di interesse istituzionale. Tuttavia, secondo Burry, questi elementi possono rappresentare impulsi transitori piuttosto che segnali di adozione duratura. La presenza di operatori istituzionali rende il mercato più grande ma non necessariamente meno vulnerabile a fenomeni di deleveraging.

Se la caduta del prezzo dovesse innescare vendite forzate, le conseguenze potrebbero propagarsi oltre il comparto cripto: fondi e tesorerie aziendali potrebbero dover liquidare posizioni in strumenti correlati, colpendo la liquidità dei mercati e amplificando la volatilità su prodotti come i futures tokenizzati e gli ETF.

Per gli attori di mercato, le principali aree di attenzione includono la valutazione della leva finanziaria, la qualità della controparte, la capacità di assorbire perdite e la trasparenza sui processi di custodia. Le autorità di vigilanza e i gestori di rischio potrebbero inoltre intensificare i controlli sulle esposizioni aziendali a strumenti non convenzionali.

In conclusione, l’avvertimento di Michael Burry solleva interrogativi concreti sulla stabilità dei mercati in caso di un deterioramento prolungato dei prezzi cripto: valutazioni prudenti e stress test più rigorosi sulle esposizioni rimangono strumenti chiave per limitare rischi sistemici potenziali.