Designatore degli arbitri Rocchi indagato per frode: avrebbe favorito l’Inter

Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri per Serie A e Serie B, è indagato dalla Procura di Milano con l’ipotesi di concorso in frode sportiva in relazione a episodi verificatisi durante i campionati 2023/2024 e 2024/2025, con presunte interferenze avvenute nella sala Var di Lissone.

I tre episodi contestati

Secondo l’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, gli episodi oggetto di contestazione sarebbero tre. Il primo riguarda la presunta «combinazione» della designazione dell’arbitro Colombo per la partita BolognaInter del 20 aprile 2024.

Il secondo episodio riguarda la scelta del direttore di gara Doveri per una semifinale di Coppa Italia del 2025, anch’essa contestata perché ritenuta idonea a favorire la società Inter.

Il terzo elemento d’accusa concerne una presunta interferenza nella gestione del Var durante UdineseParma, quando l’operatore Var Paterna sarebbe entrato in contatto visivo o comunicativo con persone esterne attraverso le vetrate della sala Var di Lissone, invitando poi l’arbitro Maresca a effettuare un controllo video sul campo.

Partite e dinamiche al vaglio

Nel fascicolo sono indicate diverse partite sotto esame, tra cui la sfida UdineseParma del 1° marzo 2025, decisa da un calcio di rigore trasformato da Thauvin, e l’incontro InterVerona di gennaio 2024, terminato 2-1 per i nerazzurri.

Le contestazioni mirano a verificare se vi siano stati interventi della direzione tecnica arbitrale finalizzati a influenzare valutazioni del Var o le designazioni dei direttori di gara, con particolare riferimento alla possibilità che il designatore abbia chiamato la sala Var per suggerire all’arbitro un on-field review non inizialmente previsto.

Le dichiarazioni dell’indagato e del legale

Gianluca Rocchi ha ricevuto un avviso di garanzia e ha reso una dichiarazione di fiducia nell’azione giudiziaria:

“Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente e ho piena fiducia nella magistratura.”

L’avvocato difensore Antonio D’Avirro ha riferito di conoscere da anni il suo assistito, definendolo una persona seria e corretta; al momento preferisce non rilasciare ulteriori commenti prima di esaminare gli atti, e ha confermato che Rocchi contesterà le contestazioni in sede di convocazione in Procura.

Intervento della Procura generale dello Sport

Il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, ha richiesto alla direzione della Procura della Federcalcio, guidata da Giuseppe Chiné, una relazione urgente sugli atti che erano stati precedentemente valutati dall’organo sportivo. La richiesta mira a chiarire eventuali omissioni o elementi non valutati nella fase interna federale.

La Procura della Federcalcio è l’organo incaricato dei profili disciplinari all’interno del sistema sportivo nazionale; la sua relazione potrà influire sulle decisioni federali, ma non sostituisce le indagini penali condotte dalla magistratura ordinaria.

Implicazioni sportive e istituzionali

Un’indagine su figure di vertice del sistema arbitrale solleva questioni immediate di governance e trasparenza. Se confermate, le accuse metterebbero in discussione i meccanismi di nomina e controllo delle designazioni arbitrali e potrebbero indurre la Federcalcio e l’AIA (Associazione Italiana Arbitri) a rivedere procedure e controlli interni.

Dal punto di vista disciplinare, oltre alle possibili sanzioni sportive, l’esito delle indagini penali potrebbe determinare azioni amministrative e cambi nella governance tecnica degli arbitri. Sul piano reputazionale, club, sponsor e broadcaster osserveranno con attenzione l’evoluzione del caso.

Contesto più ampio e conseguenze pratiche

Le verifiche sulla correttezza delle procedure arbitrali hanno ripercussioni che vanno oltre il mero aspetto sportivo: possono incidere sul valore percepito dei campionati, sulla fiducia degli investitori e sulle dinamiche dei mercati legati al calcio, come scommesse, diritti televisivi e sponsorizzazioni.

Per le società di calcio, un contenzioso prolungato e controversie pubbliche possono tradursi in rischi economici e in una possibile revisione delle relazioni contrattuali con partner commerciali; per gli operatori televisivi e le piattaforme di streaming, l’affidabilità competitiva del prodotto-lega è un elemento chiave per il mantenimento degli abbonati.

Prossime fasi procedurali

La procedura giudiziaria proseguirà con l’acquisizione degli atti, le audizioni degli indagati e il confronto delle registrazioni e delle comunicazioni della sala Var. Parallelamente, la Procura della Federcalcio valuterà se avviare procedimenti disciplinari autonomi.

È probabile che nelle prossime settimane emergano nuovi elementi investigativi che potranno chiarire la portata delle eventuali responsabilità e stabilire se si è trattato di singoli comportamenti o di pratiche più sistemiche.

In sintesi

  • Il coinvolgimento di figure tecniche di primo piano può ridurre la fiducia degli investitori nel prodotto-calcio nazionale, aumentando la necessità per club e leghe di dimostrare trasparenza per proteggere i ricavi derivanti da diritti tv e sponsorizzazioni.
  • I potenziali procedimenti disciplinari e penali aggiungono un elemento di rischio reputazionale che potrebbe tradursi in premi di rischio più alti per club e operatori del settore, con impatti sui costi del finanziamento e sulle valutazioni societarie.
  • Un irrigidimento delle regole e dei controlli sugli arbitri potrebbe migliorare la stabilità a medio termine del campionato, ma richiederà investimenti in sistemi di governance, audit e formazione che le istituzioni calcistiche dovranno finanziare.