Allarme Tajani: anticipati attacchi hacker russi contro siti di Milano-Cortina e ambasciate
- 4 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Antonio Tajani, intervenendo a Washington prima di partecipare a una riunione sui minerali critici, ha reso noto di aver contrastato un tentativo di intrusione informatica pianificato contro alcune strutture del ministero degli Esteri e contro siti connessi ai preparativi di Milano Cortina, inclusi alberghi di Cortina.
Attacco informatico preventivamente sventato
Secondo il ministro, l’azione è stata intercettata prima che si consumasse grazie al rafforzamento dei dispositivi di sicurezza interna del dicastero.
Antonio Tajani ha dichiarato:
“Abbiamo anticipato un attacco hacker a una serie di sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington, e anche ad alcuni siti di Milano Cortina, con gli alberghi di Cortina.”
Ha spiegato che il risultato è frutto anche della riorganizzazione della sicurezza interna del ministero, che ha permesso di individuare segnali di preparazione dell’azione e di neutralizzarla prima che si verificassero danni concreti.
Antonio Tajani ha precisato l’origine degli attacchi:
“Sono hacker russi”
La segnalazione sull’attribuzione della matrice accentua l’attenzione sulle dimensioni geopolitiche della sicurezza cibernetica: attacchi rivolti a istituzioni e a obiettivi legati a eventi internazionali possono avere conseguenze sulla diplomazia e sull’organizzazione logistica di manifestazioni ad alta visibilità.
Conferme e misure per la protezione digitale
Il ministro ha sottolineato l’importanza di potenziare la sicurezza informatica a livello istituzionale, richiamando l’attenzione sulla necessità di coordinamento tra ministeri, agenzie di sicurezza e partner internazionali per prevenire e rispondere a minacce di questa natura.
Queste dichiarazioni avvengono in un contesto in cui Stati e enti privati stanno incrementando investimenti e normative per la resilienza digitale, sia per proteggere infrastrutture critiche sia per salvaguardare informazioni sensibili legate a impegni internazionali.
Preoccupazioni per l’Iran e rischio di escalation nucleare
In occasione dello stesso incontro a Washington, il ministro ha anche commentato le tensioni internazionali legate all’Iran e ai tentativi diplomatici in corso, esprimendo la speranza che i negoziati multilaterali evitino un’escalation di tipo militare o nucleare.
Antonio Tajani ha detto:
“Ci auguriamo che le due trattative in corso, quella tra russi, ucraini e americani, possa andare a buon fine, così come ci auguriamo che possa andare a buon fine il colloquio tra americani e iraniani per scongiurare una guerra e scongelare un attacco.”
Ha poi richiamato l’attenzione sulla possibilità che il dialogo diplomatico prevenga l’uso della forza e sulla rilevanza delle risposte che arriveranno dall’Iran alle richieste poste dagli interlocutori internazionali.
Antonio Tajani ha aggiunto:
“Molto dipende da cosa risponderanno gli iraniani alle richieste americane; io sono in contatto con tutti i mediatori per appoggiare tutte le azioni di mediazione per impedire che sia la forza a prevalere sul dialogo. Quello che ci preoccupa è l’escalation nucleare da parte iraniana.”
Nel suo intervento il ministro ha auspicato il ritorno degli ispettori dell’Aiea in Iran come elemento di trasparenza e primo passo per ridurre le tensioni: il ricongiungimento con le verifiche internazionali rappresenta un meccanismo consolidato per monitorare attività nucleari e per fornire garanzie alla comunità internazionale.
Il richiamo al dialogo e agli strumenti di controllo riflette la posizione di chi ritiene che la mediazione diplomatica e gli organismi di verifica siano prioritari nella gestione delle crisi internazionali, sia per evitare conflitti armati sia per contenere rischi di proliferazione nucleare.
Le dichiarazioni del ministro evidenziano come le questioni di sicurezza digitale e di non proliferazione nucleare siano ormai intrecciate alla politica estera e richiedano un approccio coordinato a livello bilaterale e multilaterale.