Tvl di defi resiste alla svendita delle criptovalute mentre i cacciatori di rendimento restano saldi

Il recente calo diffuso dei mercati crypto e le ondate di liquidazioni forzate non hanno impedito al valore totale bloccato nel settore DeFi di mostrare una sorprendente tenuta, segnale che molti operatori continuano a cercare rendimenti nonostante il clima ribassista.

Nel corso dell’ultima settimana i principali asset digitali come BTC, ETH, XRP e SOL sono scesi a livelli pluriennali; in particolare ETH ha perso oltre il 20% del proprio valore in sette giorni. Tuttavia, questo calo dei prezzi non si è tradotto in deflussi massicci dai protocolli decentralizzati: il TVL complessivo è sceso da circa 120 miliardi di dollari a 105 miliardi, una riduzione del 12% che comunque rappresenta una performance migliore rispetto al mercato nel suo complesso.

La diminuzione del TVL appare imputabile principalmente alla svalutazione degli asset sottostanti, piuttosto che a una fuga coordinata di liquidità da parte degli utenti. I dati on-chain indicano che la quantità di ether impiegata nel mercato DeFi è aumentata: si è passati da circa 22,6 milioni di ETH all’inizio dell’anno a 25,3 milioni, con un incremento di circa 1,6 milioni solo nell’ultima settimana.

Liquidazioni on-chain contenute

In episodi precedenti di turbolenza il settore decentralizzato aveva mostrato maggiore fragilità, con picchi di liquidazioni on-chain molto elevati che avevano innescato effetti a catena. Oggi, invece, le stime del rischio indicano una esposizione liquidabile relativamente limitata nel breve termine.

La quantità di posizioni potenzialmente liquidabile a una distanza di prezzo del 20% dall’attuale è stimata in circa 53 milioni di dollari. Alcuni protocolli di prestito algoritmico, come Compound, vedono le posizioni diventare vulnerabili solo se il prezzo di ETH scende al di sotto di 1.800 dollari; l’area di rischio più significativa rimane tuttavia tra 1.200 e 1.400 dollari, dove si concentra un volume di posizioni liquidabili stimato in circa un miliardo di dollari.

Segnali di maturazione del settore

Il confronto con il passato è utile per comprendere il progresso: nel 2022 il collasso di Terra e della relativa stablecoin algoritmica UST provocò una crisi di fiducia che portò il TVL da circa 142 miliardi a 52 miliardi di dollari tra aprile e giugno, con ampie ricadute sull’intero ecosistema.

Oggi, al contrario, il rischio ribassista sembra più contenuto, i rendimenti offerti risultano più sostenibili e gli afflussi netti mostrano segnali di aumento. Questo suggerisce un percorso di maturazione sostenuto da fattori quali una maggiore diversificazione dei collaterali, meccanismi di liquidazione e oracoli più robusti, servizi di custodia e soluzioni per l’infrastruttura che facilitano l’ingresso di investitori istituzionali.

Dal punto di vista regolamentare e macroeconomico, la resilienza del DeFi solleva sia opportunità sia questioni di vigilanza: un settore più solido può incentivare ulteriori investimenti professionali, ma attira anche l’attenzione delle autorità preposte al controllo del rischio sistemico e della protezione degli investitori. Chiarezza normativa e standard di gestione del rischio saranno elementi chiave per sostenere l’adozione istituzionale senza compromettere la stabilità del mercato.

In sintesi, nonostante la forte pressione sui prezzi degli asset crypto, il mercato decentralizzato mostra segni di resilienza e progressiva maturazione. Ciò non elimina la necessità di monitorare l’evoluzione dei prezzi e la solidità del collateral, ma indica che oggi il settore è meglio attrezzato per assorbire shock rispetto ai cicli precedenti.