CIRO lancia il nuovo modello di custodia per le criptovalute delle piattaforme di trading Canadesi
- 3 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Per rispondere in modo più rapido alle criticità del settore crypto, come il fallimento di QuadrigaCX, il principale ente regolatore dell’industria degli investimenti in Canada ha introdotto nuove norme più stringenti sulla custodia degli asset digitali.
Il nuovo Digital Asset Custody Framework, promosso dall’ente autoregolatore dell’industria degli investimenti, mira a consentire interventi più tempestivi contro rischi quali attacchi informatici, frodi, carenze di governance e insolvenze che in passato hanno esposto gli investitori a perdite rilevanti.
CIRO ha dichiarato:
“Molte delle aspettative contenute nel quadro sono state sviluppate in stretta consultazione con le piattaforme di scambio di cripto-asset e i loro custodi e riflettono pratiche già in vigore. Le considerazioni sulla transizione saranno applicate caso per caso. Il nuovo quadro fornisce anche un equilibrio tra flessibilità e gestione del rischio, supportando l’innovazione e garantendo allo stesso tempo una solida protezione degli investitori.”
Motivazioni e contesto storico
Il fallimento di QuadrigaCX nel 2019 resta uno degli episodi più noti nella storia delle criptovalute in Canada, con circa 123 milioni di dollari ancora non rendicontati. Alla morte dell’amministratore delegato, Gerald Cotten, sono emerse inesattezze sui fondi dei clienti e successive indagini hanno indicato un coinvolgimento operativo del cofondatore Michael Patryn nei periodi in cui si sono verificate presunte appropriazioni indebite.
Alexandra Williams ha detto:
“La custodia rappresenta uno dei punti di rischio più critici nell’ecosistema crypto.”
Caratteristiche principali del nuovo quadro
Il quadro introduce una struttura graduata e basata sul rischio che consente alle imprese di diversificare e rafforzare gli accordi di custodia, pur mantenendo misure robuste a tutela degli investitori. Tale approccio riconosce la varietà di modelli operativi e mira a fornire linee guida proporzionate in funzione della complessità e dell’esposizione al rischio.
Tra gli elementi previsti ci sono requisiti per la separazione dei fondi dei clienti, controlli sui processi di governance dei custodi, misure di sicurezza informatica e procedure per la gestione delle crisi e delle insolvenze, pensati per ridurre la probabilità che eventi simili al caso di QuadrigaCX si ripetano.
Segnali precoci e aggiornamento delle aspettative
Il regolatore ha precisato che monitorerà attentamente i rischi emergenti legati alla custodia e alla sicurezza informatica, le ricorrenze di problemi di supervisione tra le diverse imprese e gli spostamenti nelle pratiche di mercato, considerandoli indizi che potrebbero richiedere un aggiornamento delle aspettative regolamentari.
CIRO ha aggiunto:
“Se vediamo che le aspettative non sono più allineate a come il rischio di custodia si manifesta nella pratica, CIRO aggiornerà proattivamente il quadro, invece di attendere che si verifichi un nuovo fallimento.”
Posizione regolamentare del Canada e ruolo dell’ente autoregolatore
Canada ha adottato un approccio prudente alla regolamentazione delle criptovalute, includendo le piattaforme di scambio nell’ambito delle norme sui valori mobiliari esistenti e ponendo l’accento sulla protezione degli investitori mediante requisiti di registrazione, custodia e trasparenza informativa.
Negli ultimi anni sono emerse iniziative federali sulle stablecoin e una volontà di ampliare il ruolo di vigilanza della Bank of Canada, segnali che indicano un graduale spostamento verso un quadro nazionale più organico per gli asset digitali.
CIRO è un organismo autoregolatore che stabilisce standard per i dealer di investimenti, i dealer di fondi comuni e le attività di negoziazione in Canada, dotato di poteri quasi-giurisdizionali per investigare comportamenti scorretti e applicare sanzioni disciplinari, incluse multe, sospensioni e divieti permanenti.
Implicazioni per il settore e prospettive
L’introduzione del Digital Asset Custody Framework rappresenta un tentativo di bilanciare due obiettivi concorrenti: favorire l’innovazione nel mercato delle risorse digitali e al tempo stesso innalzare le garanzie per gli investitori. Per le imprese del settore ciò potrà tradursi in oneri di compliance maggiori, ma anche in una maggiore fiducia da parte dei clienti se le misure ridurranno l’incidenza di eventi avversi.
Il quadro lascia anche spazio a transizioni e aggiustamenti mirati, con considerazioni applicate caso per caso, e prevede meccanismi di revisione proattiva per adattarsi a evoluzioni tecniche e pratiche di mercato.
Nel complesso, la nuova regolamentazione dovrebbe contribuire a rafforzare la resilienza del sistema finanziario rispetto ai rischi specifici degli asset digitali, pur richiedendo un’attenta supervisione per valutare gli effetti pratici sulle imprese e sugli investitori.