Elizabeth Warren lancia l’allarme: l’accordo sulle criptovalute di Trump con uno sceicco spia
- 1 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Elizabeth Warren ha chiesto audizioni del Congresso dopo la pubblicazione di nuove rivelazioni secondo le quali il principale responsabile dei servizi di intelligence degli Emirati Arabi Uniti avrebbe acquisito quasi il 50% di una società crypto legata all’era Trump.
Dettagli della transazione
Secondo un’inchiesta giornalistica, un’entità finanziata da Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan — consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti — avrebbe acquistato in maniera riservata una partecipazione del 49% in World Liberty Financial per 500 milioni di dollari pochi giorni prima dell’insediamento di Donald Trump.
L’accordo, formalizzato attraverso un contratto firmato da Eric Trump, avrebbe composto flussi di cassa che includono circa 187 milioni di dollari diretti a entità riconducibili alla famiglia Trump e almeno 31 milioni di dollari destinati a società legate a Steve Witkoff, figura che in quel periodo aveva ricevuto ruoli di rappresentanza per il Medio Oriente.
La transazione sarebbe avvenuta alcuni mesi prima che l’amministrazione statunitense autorizzasse la vendita di chip avanzati per l’intelligenza artificiale agli Emirati Arabi Uniti, tecnologia che era stata in precedenza soggetta a restrizioni per ragioni di sicurezza nazionale connesse alla società di intelligenza artificiale G42, legata a figure vicine a Tahnoon.
Richieste di audizioni e verifiche
La senatrice Elizabeth Warren, membro di spicco della Commissione bancaria del Senato, ha chiesto che funzionari e soggetti coinvolti vengano convocati per chiarire le dinamiche dell’operazione e possibili conflitti di interesse.
Elizabeth Warren ha dichiarato:
“Si tratta di corruzione, semplice e scontata. L’amministrazione deve rivedere la decisione che ha permesso la vendita di chip sensibili agli Emirati Arabi Uniti. Steve Witkoff, i funzionari che hanno autorizzato queste operazioni e altri devono testimoniare davanti al Congresso: le prove indicano che la sicurezza nazionale americana potrebbe essere stata sacrificata per avvantaggiare una società crypto collegata al Presidente. Il Congresso deve intervenire e porre fine a questa situazione.”
Precedentemente, la deputata Elissa Slotkin e altri legislatori avevano già sollecitato indagini per verificare se Donald Trump, i suoi familiari e dirigenti vicini avessero tratto vantaggio da accordi crypto esteri che potevano incidere sull’accesso a tecnologie statunitensi sensibili.
Risposta della Casa Bianca
La portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha fornito una versione dei fatti sulla posizione del Presidente e sulla gestione dei suoi asset.
“Il Presidente agisce esclusivamente nell’interesse del pubblico americano; i suoi beni sono collocati in un trust amministrato dai suoi figli. Non sussistono conflitti di interesse.”
Il legale della Casa Bianca, David Warrington, ha inoltre respinto l’ipotesi di coinvolgimento diretto del Presidente in affari privati che interferiscano con i suoi doveri costituzionali.
“Il Presidente non è coinvolto in operazioni commerciali che possano compromettere le sue responsabilità costituzionali. I soggetti citati sostengono di aver rispettato le norme etiche e si sono dissociati dalle partecipazioni che avrebbero potuto creare conflitti.”
Implicazioni per la sicurezza nazionale
Gli elementi emersi sollevano questioni complesse riguardo alle modalità con cui decisioni commerciali e politiche estere si intersecano, specialmente quando riguardano tecnologie dual-use come i chip per l’intelligenza artificiale. Le autorizzazioni alle esportazioni di componenti avanzati passano per agenzie federali e processi di valutazione della sicurezza nazionale concepiti per prevenire trasferimenti che possano avvantaggiare attori con legami a servizi di intelligence stranieri.
Un’indagine del Congresso avrebbe il mandato di chiarire diversi aspetti: i criteri adottati per approvare la vendita dei chip, eventuali pressioni o influssi esterni, la provenienza e la destinazione effettiva dei proventi della transazione crypto e se funzionari pubblici abbiano beneficiato personalmente.
Prossimi sviluppi e trasparenza
La vicenda potrebbe tradursi in audizioni pubbliche e richieste di documentazione presso le agenzie competenti; al tempo stesso solleva la necessità di rafforzare regole di trasparenza e controllo sui legami finanziari tra operatori privati e rappresentanti politici o governativi.
Nel frattempo, i legislatori che hanno sollevato il caso intendono proseguire con richieste di informazioni e possibili convocazioni per assicurare che le valutazioni sulla sicurezza nazionale e le norme etiche siano state applicate correttamente.