CFTC fa causa a New York per aver tentato di estendere le leggi sul gioco d’azzardo ai mercati predittivi
- 26 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha avviato una causa contro lo Stato di New York per impedire che le norme statali sul gioco d’azzardo vengano applicate alle piattaforme di mercati predittivi soggette a regolamentazione federale.
Nel ricorso depositato presso il US District Court for the Southern District of New York, la CFTC sostiene che la normativa federale le attribuisce la competenza esclusiva su questi strumenti e ha chiesto al giudice un decreto dichiarativo e un provvedimento permanente per bloccare le azioni di applicazione statale.
Michael Selig ha detto:
“Le piattaforme registrate presso la CFTC hanno subito una serie di azioni legali da parte di diversi Stati che mirano a limitare l’accesso degli americani ai contratti su eventi e a minare la competenza regolatoria esclusiva della CFTC sui mercati predittivi.”
Nei giorni precedenti lo Stato di New York aveva promosso cause contro Coinbase e Gemini, sostenendo che alcune loro offerte violassero le leggi statali sul gioco. In passato lo Stato aveva inoltre ordinato a Kalshi di sospendere parti dei contratti collegati a eventi sportivi.
Il contenzioso tra Stati e piattaforme
Parallelamente alla azione della CFTC, una coalizione di 37 Stati più Washington, D.C. ha depositato un amicus curiae a sostegno del Massachusetts nella controversia con Kalshi. Gli Stati chiedono alla corte suprema del Massachusetts di respingere l’interpretazione secondo cui una legge federale del 2010 autorizzerebbe la negoziazione di scommesse sportive a livello nazionale senza rispettare le regole statali.
Kalshi sostiene che i suoi prodotti siano da qualificare come “swaps” e pertanto soggetti alla vigilanza federale introdotta dal Dodd‑Frank del 2010. Gli Stati contrari replicano che quel quadro normativo non è mai stato concepito per legalizzare o regolamentare le scommesse sportive e non esprime un chiaro intento a prevaricare le competenze statali, storicamente deputate alla materia del gioco d’azzardo.
Secondo le giurisdizioni che si oppongono, eliminare il controllo statale ridurrebbe tutele fondamentali: la concessione di licenze, limiti d’età, misure antifrode e programmi di contrasto alla dipendenza dal gioco sono infatti previste dalla legislazione locale e non rientrano nell’ambito tipico della regolazione finanziaria federale.
Inasprimento delle azioni statali
Nelle ultime settimane vari Stati, tra cui Arizona, Connecticut e Illinois, hanno adottato posizioni più ferme contro i mercati predittivi, inviando cessate e desisti e promuovendo azioni legali. Un giudice del Nevada ha recentemente esteso un divieto che impedisce a Kalshi di offrire contratti basati su eventi nello Stato, accogliendo le istanze dei regolatori locali.
Conseguenze pratiche e scenari normativi
La disputa tra la CFTC e gli Stati crea incertezza regolatoria che può frammentare il mercato: piattaforme che operano a livello nazionale potrebbero trovarsi ad affrontare obblighi divergenti, costi di conformità più elevati o limitazioni territoriali che riducono la liquidità degli scambi e l’accesso degli utenti.
Per gli operatori e gli investitori la posta in gioco è rilevante: una sentenza favorevole alla CFTC chiarirebbe la supremazia federale e potrebbe favorire la crescita di mercati predittivi regolamentati a livello nazionale; una conferma della prevalenza delle leggi statali, invece, rafforzerebbe il ruolo dei singoli Stati nella protezione dei consumatori e potrebbe indurre alcune piattaforme a ritirarsi da giurisdizioni più restrittive.
La decisione del tribunale federale avrà quindi un valore precedenziale, non solo per la regolazione dei mercati predittivi negli Stati Uniti, ma anche come indicazione sulle modalità con cui si affrontano questioni di sovrapposizione tra regolamentazione finanziaria federale e normativa locale sul gioco.
In questo quadro, il ruolo della CFTC è centrato sulla supervisione dei derivati e sulla tutela dell’integrità dei mercati; gli Stati, al contrario, insistono sulla necessità di mantenere strumenti di controllo diretti per la tutela dei consumatori e la prevenzione del gioco illegale o incontrollato.
Per gli osservatori europei e per il pubblico italiano la vicenda offre spunti importanti: evidenzia i problemi di regolazione transfrontaliera, il rischio di arbitraggi normativi per piattaforme digitali e la necessità di bilanciare innovazione finanziaria e tutele sociali.
Il procedimento giudiziario federale sarà quindi cruciale per definire confini e responsabilità; fino a quella pronuncia la situazione rimarrà fluida e caratterizzata da contenziosi paralleli tra autorità statali e federali.
In sintesi
- La contesa tra CFTC e gli Stati potrebbe determinare una significativa riduzione della frammentazione regolatoria se il tribunale affermerà la competenza federale, migliorando la prevedibilità per gli operatori internazionali.
- Gli investitori devono considerare il rischio normativo come fattore chiave nella valutazione delle piattaforme di mercati predittivi: esiti differenti nei vari Stati possono influire su liquidità, margini e valutazioni aziendali.
- Per il sistema italiano ed europeo, la vicenda sottolinea l’urgenza di normative chiare sui servizi finanziari innovativi transfrontalieri, per evitare che operatori sfruttino disallineamenti regolatori a scapito delle tutele dei consumatori.