Ucraina: Usa offrono garanzie in cambio di territori, ma la Casa Bianca smentisce
- 27 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nell’avvicinarsi dei colloqui trilaterali programmati per il 1° febbraio ad Abu Dhabi, emergono nuovi dettagli sui negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina, sebbene il contenuto delle trattative resti controverso e oggetto di smentite.
Dettagli riportati sui termini delle garanzie
Secondo un’esclusiva del Financial Times, l’amministrazione degli Stati Uniti avrebbe comunicato a Kiev che le garanzie di sicurezza offerte dagli Stati Uniti sono subordinate alla conclusione preventiva di un accordo di pace con la Russia che potrebbe implicare la cessione della regione del Donbass.
Sempre secondo la ricostruzione, Washington avrebbe inoltre lasciato intendere che fornirebbe ulteriori armamenti a lungo termine all’Ucraina per rafforzare le sue capacità in tempo di pace solo se, in cambio della pace con la Russia, Kiev accettasse il ritiro delle proprie forze da alcune aree orientali attualmente sotto controllo ucraino.
La posizione di Volodymyr Zelensky
Volodymyr Zelensky punta a ottenere già nel corso del mese un pacchetto formato da garanzie di sicurezza e da un piano di prosperità per la ricostruzione postbellica concordato con gli Stati Uniti, strumento che, secondo l’ufficio presidenziale, servirebbe a rafforzare la posizione negoziale di Kiev nei futuri negoziati con Mosca.
Volodymyr Zelensky ha detto:
“I testi delle garanzie di sicurezza discussi con il presidente Donald Trump a Davos la scorsa settimana erano pronti al 100 per cento.”
Replica della Casa Bianca e smentite
La Casa Bianca ha respinto la versione secondo cui le garanzie di sicurezza statunitensi sarebbero vincolate all’abbandono da parte dell’Ucraina delle rivendicazioni territoriali, definendo inesatte alcune delle affermazioni pubblicate.
Anna Kelly ha detto:
“È un peccato che il Financial Times stia permettendo a soggetti malevoli di diffondere menzogne in forma anonima per danneggiare il processo di pace, che è in una fase positiva dopo lo storico incontro trilaterale di questo fine settimana ad Abu Dhabi.”
Reazioni ucraine ed europee e implicazioni politiche
Funzionari di Kiev e rappresentanti europei hanno descritto la presunta posizione statunitense come un tentativo di spingere l’Ucraina ad accettare dolorose concessioni territoriali richieste da Mosca in qualsiasi intesa. Se confermata, una tale condizione avrebbe ripercussioni significative sulla capacità negoziale di Kiev e sul sostegno interno al governo.
La questione è politicamente sensibile anche per gli alleati europei e per la NATO, che, pur sostenendo l’integrità territoriale dell’Ucraina, si trovano a considerare i limiti pratici delle proprie garanzie formali e materiali e le implicazioni strategiche di un accordo che riorganizzi i confini sul terreno.
Il ruolo dei colloqui di Abu Dhabi
I negoziati trilaterali ad Abu Dhabi, che vedono coinvolti rappresentanti degli Stati Uniti, dell’Ucraina e della Russia, sono stati presentati come un’occasione per definire un percorso verso la cessazione delle ostilità e per discutere sia misure di sicurezza immediate sia un quadro per la ricostruzione economica.
Il possibile legame tra le garanzie di sicurezza e la forma dell’accordo di pace rende però incerto l’esito dei colloqui: i dettagli concreti delle intese—compresi i meccanismi di verifica, la natura delle garanzie e le modalità di consegna di aiuti militari o economici—saranno determinanti per valutare l’efficacia di un’intesa duratura.
Scenari futuri e elementi da monitorare
Nei prossimi giorni sarà importante verificare alcune variabili chiave: la natura formale delle garanzie di sicurezza proposte (bilaterali o multilaterali), le clausole territoriali relative al Donbass, gli impegni concreti in termini di armamenti e supporto economico, e il grado di coinvolgimento e coordinamento con partner europei e con la NATO.
Fino a quando le parti non renderanno pubblici testi dettagliati e non saranno chiariti i meccanismi di attuazione e controllo, la situazione rimane fluida e soggetta a interpretazioni divergenti, con potenziali conseguenze sia per la stabilità regionale sia per le alleanze internazionali coinvolte.