Paramount resiste a Warner: ultima scadenza il 20 febbraio per l’offerta che sfida Netflix

Paramount insieme a Skydance ha annunciato la proroga della sua tender offer ostile nei confronti di Warner Bros Discovery, spostando la scadenza al 20 febbraio. La mossa rappresenta un ulteriore rilancio in una battaglia societaria che si è intensificata nelle ultime settimane.

Fino ad oggi, però, l’offensiva non sembra aver prodotto i risultati sperati: al 21 gennaio, alle 23 ora di New York, sono state presentate adesioni per circa 168,5 milioni di azioni, pari a poco meno del 7% del capitale in circolazione. In operazioni di questo tipo è frequente aspettare sino all’ultimo istante per motivi tattici, ma il dato resta modesto rispetto all’obiettivo di controllo.

La controparte non ha nascosto il disappunto. Warner Bros Discovery ha replicato duramente alla riproposizione dell’offerta, ribadendo la preferenza per l’intesa già annunciata con Netflix e rimarcando il sostegno della maggioranza degli azionisti al progetto alternativo.

Warner Bros Discovery ha dichiarato:

“Ancora una volta, Paramount continua a fare la stessa offerta che il nostro consiglio ha ripetutamente e all’unanimità respinto, a favore di un accordo di fusione superiore con Netflix. È anche chiaro che i nostri azionisti sono d’accordo, con oltre il 93% che ha anch’esso respinto lo schema inferiore di Paramount.”

La contesa si è trasformata in una vera e propria consultazione degli azionisti: da un lato l’offerta publicizzata da Paramount che mira a una acquisizione più ampia, dall’altro l’accordo con Netflix che punta a rilevare gli asset più «digitali» e redditizi del gruppo. In questo scenario, gli azionisti e le deleghe rappresentano il fattore decisivo.

La battaglia delle deleghe e gli appuntamenti societari

La strategia di Paramount prevede di insistere sulla proxy fight, chiedendo agli investitori di non approvare l’intesa con Netflix e di sostenere invece le proprie indicazioni in assemblea. Warner Bros Discovery ha fissato un’assemblea straordinaria per approvare l’operazione con Netflix entro aprile, trasformando il calendario societario in un vero conto alla rovescia per entrambe le parti.

La «guerra delle deleghe» è uno strumento tipico nelle fusioni contestate: i promotori cercano di convincere gli azionisti, spesso anche tramite proposte di nuovi membri del consiglio, per ribaltare o confermare decisioni prese dai board. L’esito avrà implicazioni dirette sulla governance di Warner Bros Discovery e sulla capacità di realizzare l’una o l’altra operazione.

Due offerte, due visioni industriali

Le offerte in campo riflettono visioni diverse sul futuro del gruppo. Netflix ha ristrutturato la propria proposta in chiave completamente cash, puntando ad acquisire gli studi e la divisione streaming, inclusa HBO Max, cioè gli asset considerati più strategici per la produzione e la distribuzione digitale.

Paramount, invece, insiste su un progetto di acquisizione dell’intero gruppo, una operazione più ampia che comporterebbe un’integrazione più complessa e potenzialmente soggetta a verifiche antitrust più approfondite. Questo approccio implica maggiori rischi regolamentari e gestionali rispetto a un’acquisizione mirata.

Oltre agli aspetti economici e di mercato, nella discussione entrano elementi politici: la vicinanza tra la famiglia Ellison e l’inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, è stata citata come possibile fattore in grado di influenzare, almeno sul piano pubblico, la valutazione politica e normativa dell’operazione. Le autorità antitrust statunitensi valutano principalmente quote di mercato, potenziali effetti sui prezzi e sulla concorrenza in streaming e produzione di contenuti, ma il contesto politico può incidere sulla percezione pubblica e sulle tempistiche delle decisioni.

Gli effetti di una qualsiasi operazione sulle piattaforme di streaming, sui cataloghi di contenuti e sulla concorrenza settoriale saranno attentamente valutati dai regolatori; per gli investitori, invece, il nodo centrale resta chi controllerà la futura strategia industriale e come verranno valorizzati gli asset nel medio termine.

Nei prossimi mesi l’attenzione sarà rivolta all’evoluzione delle adesioni alla tender offer, alle campagne di comunicazione rivolte agli azionisti e alle scadenze assembleari: tutti elementi che decideranno se la contesa si risolverà con un accordo negoziato, un ribaltamento in assemblea o una lunga disputa legale e regolamentare.



Author: Tony
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