Economisti lanciano un appello agli europarlamentari: sostenete l’euro digitale
- 12 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Settanta economisti ed esperti di politiche pubbliche hanno rivolto un appello ai Membri del Parlamento Europeo perché sostengano la creazione di un euro digitale progettato esplicitamente nell’interesse pubblico, sostenendo che ciò sia fondamentale per la sovranità monetaria europea e per garantire l’accesso a moneta della banca centrale in un contesto sempre più privo di contante.
La lettera aperta, pubblicata di recente e intitolata «Il euro digitale: prevalga l’interesse pubblico», mette in guardia sul rischio che, in assenza di una solida opzione pubblica, stablecoin private e grandi piattaforme di pagamento straniere possano consolidare un’influenza maggiore sui pagamenti digitali in Europa.
I firmatari, tra i quali figura José Leandro, ex direttore dell’unità per l’Unione Europea presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD), e l’economista francese Thomas Piketty, definiscono la proposta di valuta digitale emessa dalla banca centrale (CBDC) come un bene pubblico. Essi chiedono uno strumento di pagamento digitale a livello dell’area dell’euro, emesso dal Eurosistema e con servizi di base gratuiti, pensato per integrare e non sostituire il contante.
Rischi di dipendenza dalle piattaforme private
La lettera sottolinea che se l’Unione Europea dovesse esitare o indebolire il progetto, cittadini e commercianti europei rischierebbero di diventare sempre più dipendenti da circuiti di pagamento privati, in gran parte non europei, e da grandi piattaforme tecnologiche. Questo scenario potrebbe ridurre la resilienza e l’autonomia del sistema dei pagamenti europeo in situazioni di stress.
Fase preparatoria e scelte progettuali della banca centrale
Il documento arriva mentre la Banca Centrale Europea (ECB) è nella fase preparatoria del progetto di euro digitale, definendo un quadro normativo, l’architettura tecnica e funzionalità offline prima di qualsiasi decisione definitiva sull’emissione. L’obiettivo dichiarato è offrire una soluzione di pagamento pubblica e paneuropea che dia accesso a moneta della banca centrale in modo simile al contante, includendo la possibilità di pagamenti offline e strumenti per preservare la stabilità finanziaria, come limiti di detenzione e remunerazione a scaglioni.
Nei documenti tecnici preparatori la ECB ha valutato scenari di impatto sulla stabilità finanziaria e sull’ecosistema dei pagamenti. Una delle analisi tecniche considera, ad esempio, un limite individuale di detenzione pari a 3.000 euro, con la conclusione che, anche in scenari avversi, non emergerebbero rischi sistemici rilevanti dalle simulazioni riportate.
Equilibrio tra innovazione, privacy e ruolo delle banche
Secondo i responsabili dell’iniziativa, il progetto punta a bilanciare innovazione e tutela della privacy preservando al contempo il ruolo delle banche come intermediari nel sistema dei pagamenti al dettaglio. Tra i casi d’uso indicati figurano pagamenti condizionati e funzionalità offline, sempre nel rispetto delle regole antiriciclaggio (AML) e delle esigenze di riservatezza degli utenti.
Tuttavia, il percorso non è privo di scetticismi: alcuni istituti commerciali e decisori politici temono la possibile disintermediazione dei depositi bancari, l’aumento dei costi operativi e l’incertezza sull’adozione da parte degli utenti.
Preoccupazioni dei consumatori e condizioni per l’accettazione
Indagini rivolte ai consumatori evidenziano che la protezione della privacy costituisce una condizione essenziale per l’accettazione pubblica di un euro digitale. Un livello percepito di tutela dei dati insufficiente potrebbe frenare l’adozione su larga scala, compromettendo così l’efficacia dello strumento come bene pubblico.
Analisti di grandi istituti, come BNP Paribas, hanno inoltre messo in luce che i benefici di un CBDC devono essere bilanciati rispetto a possibili pressioni sui finanziamenti e sulla redditività delle banche, variabili in funzione dei limiti di detenzione e della politica di remunerazione che verrà adottata.
Implicazioni politiche e prossimi passaggi
L’iniziativa degli esperti intende informare la discussione tra i Membri del Parlamento Europeo, evidenziando l’importanza di decisioni che preservino l’interesse pubblico e la sovranità monetaria. L’esito influenzerà non solo la regolazione dei pagamenti digitali in Europa, ma anche l’evoluzione normativa su asset digitali e stablecoin, in un contesto in cui il quadro regolatorio, compreso il regolamento sulle criptoattività (MiCA), sta delineando nuovi confini per operatori nazionali e internazionali.
Nei mesi a venire saranno cruciali i passaggi istituzionali tra la ECB, il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione: dalla definizione tecnica e operativa del progetto alla valutazione normativa e ai meccanismi di supervisione, fino alla possibile fase di sperimentazione con utenti e operatori del mercato.
Una decisione che privilegerà un’opzione pubblica solida potrebbe rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nei pagamenti digitali, mentre un approccio più timido rischierebbe di favorire l’ulteriore penetrazione di soluzioni private, con impatti rilevanti su controllo, sicurezza e tutela dei dati dei cittadini.