Inchiesta sui cecchini del weekend: Sarajevo si costituisce parte civile
- 27 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Prima l’esposto in procura, poi l’avvio delle indagini e adesso le audizioni davanti al pubblico ministero, con la città di Sarajevo che si è costituita parte civile: è questo l’iter della vicenda nota come quella dei cosiddetti “cecchini del week end”, cioè persone benestanti che, tra il 1993 e il 1995, avrebbero pagato per recarsi sulle alture attorno a Sarajevo e sparare per divertimento contro i civili durante il conflitto nell’ex-Jugoslavia.
L’audizione dell’imprenditore
Nei giorni scorsi è stata convocata dal pubblico ministero del tribunale di Milano, Alessandro Gobbis, l’audizione di un imprenditore brianzolo iscritto nel registro degli indagati. L’incontro con gli inquirenti è stato finalizzato a chiarire i fatti contestati nell’ambito dell’indagine per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e da motivi abbietti.
Luigi Bruno Peronetti ha dichiarato:
“Abbiamo chiarito tutta la posizione e risposto alle contestazioni; non ci sono elementi a suo carico al momento e presenteremo una memoria difensiva per chiarire definitivamente l’estraneità.”
Il difensore ha anticipato che, dopo l’audizione, sarà depositata memoria per formalizzare le osservazioni emerse durante l’interrogatorio e per sollecitare le determinazioni del pubblico ministero.
L’inchiesta e le origini dell’esposto
L’inchiesta è partita dopo un esposto presentato a gennaio 2025 dal giornalista Ezio Gavezzani, depositato con il supporto dell’ex magistrato Guido Salvini e dell’avvocato Nicola Brigida. Le accuse riguardano una presunta pratica di “turismo di guerra” che avrebbe coinvolto cittadini provenienti da diversi Paesi.
Secondo la ricostruzione dell’esposto, gruppi di persone benestanti — tra cui imprenditori e professionisti provenienti dal nord Italia ma anche da Spagna, Francia, altri Paesi europei, Canada e USA — si sarebbero recati sulle montagne intorno a Sarajevo dove, organizzati da una rete logistica, avrebbero potuto sparare contro civili indifesi.
Ezio Gavezzani ha spiegato:
“Pur senza entrare nei minimi dettagli operativi, emergeva una struttura organizzativa che conduceva queste persone nei punti da cui potevano aprire il fuoco; ogni partecipante versava una somma significativa, comparabile a quanto oggi si spenderebbe per acquistare un trilocale a Piazzale Lotto a Milano.”
Negli ultimi giorni gli inquirenti hanno sentito altre persone coinvolte nella vicenda; in alcune audizioni gli indagati hanno risposto ai magistrati, mentre in altri casi è stata esercitata la facoltà di non rispondere. Gli accertamenti proseguono anche attraverso verifiche documentali e richieste di collaborazione internazionale.
Sarajevo si costituisce parte civile
La vicenda è tornata all’attenzione pubblica nel 2022 dopo l’uscita del documentario Sarajevo Safari del regista sloveno Miran Zupanič, che ha rianimato le indagini e sollecitato nuove testimonianze. A seguito degli sviluppi, la città di Sarajevo ha formalmente deciso di costituirsi parte civile nel procedimento.
Ezio Gavezzani ha aggiunto:
“La città di Sarajevo si è costituita parte civile e ha nominato come rappresentanti legali professionisti e esperti per seguire il procedimento; abbiamo anche acquisito recentemente documenti depositati presso il primo arrondissement di Parigi che contengono dichiarazioni ritenute utili alle indagini.”
Le nuove informazioni provenienti da depositi giudiziari stranieri potrebbero consentire agli investigatori di ricostruire meglio la catena degli spostamenti, i canali finanziari impiegati e l’eventuale ruolo degli organizzatori. Si apre così una fase processuale che mette a confronto elementi di diritto penale, cooperazione giudiziaria internazionale e tutela delle vittime civili.
Implicazioni giuridiche e istituzionali
L’inchiesta solleva questioni complesse sul piano giuridico: la qualificazione dei fatti come omicidio volontario aggravato richiede prove puntuali sull’autore materiale e sugli organizzatori; al tempo stesso l’elemento internazionale impone rogatorie e acquisizioni documentali dai Paesi coinvolti. L’intervento di una municipalità estera come parte civile è un elemento che rafforza la dimensione pubblica della vicenda e può incidere sulla strategia processuale.
A livello istituzionale, il caso richiama l’attenzione sul ruolo della cooperazione giudiziaria europea e transatlantica nel contrasto a reati commessi in contesti di conflitto, oltre che sulle responsabilità civili e patrimoniali che potrebbero derivare per soggetti coinvolti in attività illecite all’estero.
Per le vittime e le loro famiglie la costituzione di parte civile rappresenta una strada per ottenere riconoscimento e risarcimento; per gli indagati e gli eventuali responsabili, invece, la prosecuzione dell’istruttoria significa affrontare un procedimento che richiederà analisi forensi, trascrizioni, verifiche contabili e numerose audizioni internazionali.
Prossime tappe
Le attività istruttorie nei prossimi mesi saranno incentrate sulla raccolta di prove documentali provenienti dall’estero, sulle audizioni di ulteriori testimoni e sulla valutazione delle dichiarazioni già rese. Il pubblico ministero Alessandro Gobbis dovrà ora decidere sulle richieste di proroga o di archiviazione e, in caso di elementi sufficienti, potrà chiedere il rinvio a giudizio.
Il contesto internazionale e la natura dei reati contestati rendono probabile un procedimento lungo e complesso, con possibili ricadute anche sul piano civile e amministrativo per chi fosse ritenuto responsabile.
In sintesi
- La vicenda, oltre al profilo penale, può influenzare la reputazione turistica di aree colpite da conflitti, con possibili effetti su investimenti e flussi turistici; gli operatori italiani del settore dovranno monitorare i rischi reputazionali associati a proposte di turismo estremistico.
- Se emergeranno responsabilità civili, potrebbero aprirsi contenziosi per risarcimenti e richieste di sequestro patrimoniale, un aspetto rilevante per investitori e istituti finanziari impegnati in operazioni internazionali di high net worth clients.
- La cooperazione giudiziaria internazionale, necessaria in questo tipo di indagini, evidenzia l’importanza per le imprese e i professionisti italiani di avere procedure di compliance e tracciabilità dei flussi finanziari anche per attività svolte all’estero.
- Per il mercato legale e dell’assicurazione, la vicenda può generare maggiore domanda di consulenza specialistica su responsabilità penale d’impresa, coperture assicurative e gestione del rischio reputazionale per clienti ad alto profilo.