Fondatore di CryptoQuant critica X per aver penalizzato le criptovalute a causa dello spam dei bot

Ki Young Ju, fondatore di CryptoQuant, ha criticato X per aver ridotto la visibilità dei contenuti legati alla crypto senza però riuscire a contenere un’ondata di spam automatizzato, sostenendo che la piattaforma stia penalizzando utenti legittimi invece di affrontare il problema dei bot.

Dati sul picco di attività automatizzata

In un post pubblicato domenica su X, Ki Young Ju ha segnalato un’impennata di attività automatizzata legata alla parola chiave “crypto“, riportando dati che indicano oltre 7,7 milioni di post in un solo giorno, un aumento superiore al 1.200% rispetto ai livelli precedenti.

Secondo Ju, l’afflusso di contenuti di bassa qualità avrebbe innescato interventi algoritmici della piattaforma che finiscono per colpire anche account autentici e conversazioni rilevanti per la comunità.

Le critiche di Ki Young Ju

Ki Young Ju ha scritto:

“Con l’avanzare della AI, i bot diventano inevitabili.”

Ki Young Ju ha scritto:

“È assurdo che X preferisca limitare la crypto piuttosto che migliorare il rilevamento dei bot.”

Ju ha inoltre criticato il sistema di verifica a pagamento della piattaforma, ritenendolo inefficace come strumento di filtraggio: secondo il suo punto di vista, il meccanismo attuale permetterebbe ai bot di “pagare per spammare”, mentre gli utenti genuini vedono la propria portata organica ridotta.

Replica del product lead di X

Nikita Bier ha attribuito in parte i problemi di visibilità a comportamenti autoindotti da parte degli account.

Nikita Bier ha detto:

“Il CT sta morendo per suicidio, non per colpa dell’algoritmo.”

Bier ha spiegato che molti account esauriscono la portata giornaliera pubblicando o rispondendo eccessivamente con contenuti a basso valore, come risposte ripetute di saluto, e quindi non raggiungono visibilità quando pubblicano aggiornamenti sostanziali o notizie di progetto.

Il ruolo di X nella comunicazione crypto

Per la comunità delle crypto, X resta il canale principale di comunicazione in tempo reale: lo strumento viene utilizzato per condividere analisi di mercato, annunci di progetto, notizie rilevanti e analisi on‑chain.

Negli ultimi mesi la piattaforma ha introdotto funzioni come XChats, che secondo dichiarazioni pubbliche dovrebbe includere meccanismi di cifratura ispirati a principi simili a quelli associati al mondo del Bitcoin, oltre a chiamate audio e video, messaggi che scompaiono e una nuova architettura tecnica.

Implicazioni e possibili contromisure

L’aumento dei bot e lo spam automatizzato hanno implicazioni sostanziali: oltre a degradare la qualità delle conversazioni, possono alterare percezioni di mercato, favorire la diffusione di informazioni fuorvianti e complicare l’attività di progetti e giornalisti che si affidano a X per aggiornamenti rapidi.

Per mitigare questi rischi servono interventi tecnici e di governance, tra cui migliorare il rilevamento dei comportamenti automatizzati tramite segnali comportamentali e analisi dei pattern, aumentare la trasparenza delle decisioni algoritmiche, valutare il ruolo della verifica a pagamento come barriera all’abuso e promuovere collaborazioni con ricercatori esterni per audit indipendenti.

Un approccio equilibrato richiede anche di distinguere chiaramente tra contenuti dannosi o manipolativi e dialogo legittimo della comunità, in modo da preservare la libertà di espressione e al tempo stesso tutelare l’informazione affidabile.

In assenza di interventi efficaci, il rischio è che gli strumenti di moderazione algoritmica continuino a penalizzare discussioni rilevanti per l’ecosistema delle crypto, con ricadute su partecipazione, innovazione e fiducia nella piattaforma.