Fastweb lancia maxi manovra da 9,3 miliardi per ristrutturare il debito

Una significativa operazione di riclassificazione del debito ha riguardato la cosiddetta «nuova» Fastweb: si tratta di un intervento complessivo superiore a 9,3 miliardi, di cui circa 4 miliardi vengono trasformati in patrimonio netto — formalmente allocati a riserva per versamenti soci in conto capitale — mentre la parte residua è stata riprogrammata con scadenze spostate a partire dal 2030.

Questa riorganizzazione finanziaria è stata condotta in parallelo all’annuncio, comunicato pochi giorni prima, della fusione per incorporazione tra Fastweb e Vodafone Italia, operazione che darà vita a un soggetto dominante nel settore delle telecomunicazioni con oltre 20 milioni di linee mobili e circa 5,8 milioni di linee fisse.

La manovra sul debito

Secondo quanto illustrato dalla società, l’azione di ristrutturazione del debito riguarda principalmente rapporti con la controllante Swisscom, che ha concordato modifiche alle condizioni del finanziamento utilizzato per sostenere l’acquisizione di Vodafone Italia. Nell’ambito dell’accordo Swisscom ha rinunciato al rimborso di una quota consistente del prestito e a interessi maturati su quell’importo per il 2025.

La conversione parziale del debito in riserva per versamenti in conto capitale trasforma quindi una passività in posta di patrimonio netto, rafforzando la struttura di capitale della società e creando margini di flessibilità per coprire perdite future o effettuare altri interventi finanziari.

I numeri

Il piano economico-finanziario al 2034, redatto in relazione alle previsioni richieste dalla normativa sulle fusioni, prevede ricavi in crescita fino a circa 8,8 miliardi e un EBITDA pari a 3,9 miliardi nel 2030, rispetto a valori pro forma del 2025 di 7,2 e 3,2 miliardi rispettivamente.

Il risultato netto è stimato in perdita fino al 2027 a causa di elevati ammortamenti e oneri finanziari, con il ritorno all’utile previsto per il 2028 e un risultato netto che dovrebbe superare i 600 milioni entro il 2034. Nel periodo 2024‑2027 sono inoltre stimati costi di integrazione pari a circa 700 milioni.

Il conto economico previsionale indica una perdita netta pro forma per il 2025 intorno ai 200 milioni, riflettendo l’impatto degli oneri straordinari e delle rettifiche di periodo legate all’operazione straordinaria.

La posizione dei revisori

I revisori contabili, coinvolti nella procedura prevista dall’articolo 2501-bis per le fusioni con indebitamento, hanno espresso osservazioni sul piano: il loro parere positivo è condizionato al fatto che Swisscom confermi l’adesione alle misure di alleggerimento del debito.

In sostanza, la sostenibilità dell’indebitamento attribuito a Fastweb dopo la fusione dipende anche dall’effettiva approvazione e attuazione della ristrutturazione concordata con la controllante.

La ristrutturazione nei dettagli

Il fulcro dell’intervento riguarda il prestito soci erogato dalla capogruppo Swisscom un anno fa, pari a oltre 7,9 miliardi e utilizzato per finanziare l’operazione di acquisizione. Su questo finanziamento sono state deliberate due modifiche principali.

La prima modifica consiste nella rinuncia al rimborso di 4 miliardi da parte di Swisscom, somme che vengono destinate a riserva per versamenti in conto capitale di Fastweb, con la conseguente cancellazione degli interessi maturati su quella quota per il 2025 (circa 79 milioni). Questo passaggio trasforma una parte rilevante del debito in patrimonio netto.

La porzione residua del finanziamento originario verrà riprogrammata con scadenze concentrate dal 2029 fino alla fine del 2034. Parallelamente, un altro prestito soci preesistente, di oltre 1,4 miliardi e originariamente previsto in rimborso nell’ottobre 2025, è stato spostato prima al 31 dicembre e poi definitivamente riposizionato al 31 dicembre 2030.

La progressiva restituzione di questi due prestiti, con i nuovi profili temporali, è uno degli elementi chiave che hanno guidato la costruzione del piano al 2034 e giustifica, tra l’altro, la scelta di non prevedere distribuzioni di dividendi fino a quella data.

Impatto strategico e prospettive

L’aggregazione tra Fastweb e Vodafone Italia si fonda su pilastri strategici quali il riposizionamento commerciale, l’ottimizzazione delle infrastrutture di rete e il rafforzamento delle partnership tecnologiche. Le sinergie operative a regime sono state stimate intorno a 600 milioni annui.

Tuttavia, gli scenari di pianificazione riconoscono rischi e sfide: la concorrenza nel settore delle tlc rimane intensa e la pressione sui margini può incidere sui risultati nel breve e medio termine. Per questo motivo, il piano include misure di contenimento dei costi e investimenti mirati per sostenere la competitività.

Dal punto di vista regolamentare e societario, la procedura prevista dall’articolo 2501-bis impone la presentazione di scenari previsionali e pareri indipendenti per valutare la compatibilità dell’operazione con la continuità aziendale e la tutela degli interessi dei creditori e degli azionisti.

Nel complesso, la ristrutturazione del debito e le misure di capitalizzazione concordate con la controllante mirano a riallineare l’indebitamento ai parametri tipici del settore, pur lasciando aperte le sfide operative legate all’integrazione e alla necessità di realizzare le sinergie previste.