Ecco perché BTC, ETH, SOL, XRP e DOGE puntano a un 2026 da record

Bitcoin e l’insieme del mercato delle criptovalute hanno iniziato il 2026 con slancio, sostenuti da nuovi investimenti di capodanno, acquisti come rifugio e altri fattori che hanno ricreato fiducia tra operatori e investitori.

Alla chiusura della sessione americana di martedì, Bitcoin si è attestato vicino a 93.700 dollari, con una progressione giornaliera nell’ordine dell’1% e un guadagno superiore al 7% dall’inizio dell’anno. Ether ha segnato un rialzo di quasi il 2%, intorno a 3.200 dollari, mentre tra le large cap XRP ha mostrato la performance più vivace, con un balzo vicino al 13% in un giorno e circa il 29% su base settimanale. Anche Solana e DOGE hanno registrato forti recuperi settimanali.

Vendite per tassazione e pulizia di portafoglio

Negli ultimi giorni di dicembre il mercato aveva sofferto vendite legate alla chiusura fiscale e alla riqualificazione dei portafogli, soprattutto durante le ore di mercato statunitensi. Alcuni detentori con base negli Stati Uniti avrebbero liquidato posizioni in perdita per compensare plusvalenze realizzate e ridurre l’imposizione complessiva.

QCP Capital said:

“L’allineamento delle criptovalute con gli asset rischiosi sembra sempre meno una coincidenza e più un cambiamento di regime all’inizio dell’anno, favorito dalla fine del tax-loss harvesting di fine anno e dal ritorno dell’opzionalità di politica monetaria all’orizzonte.”

Correlazione con i mercati azionari

Il recupero di Bitcoin rispecchia l’umore positivo osservato a Wall Street, dove le azioni statunitensi hanno guadagnato terreno. La ripresa dei titoli energetici dopo eventi geopolitici su forniture petrolifere e il rinnovato ottimismo sull’adozione dell’AI hanno trainato il comparto tecnologico, al quale il mercato crypto ha storicamente mostrato forte correlazione.

Effetto rifugio e tensioni geopolitiche

Un intervento militare che ha interessato aree produttrici di petrolio ha probabilmente alimentato anche la domanda di beni considerati rifugio, tra cui Bitcoin e l’oro, con investitori che hanno allocato capitale verso asset durevoli.

Jeff Anderson, responsabile per l’Asia di STS Digital, said:

“Questo movimento sul mercato spot è probabilmente il risultato di nuovi budget di rischio messi a lavoro, rotazioni da asset sovraperformanti e flussi verso beni reali in seguito alle notizie sul Venezuela.”

La prospettiva che la fornitura petrolifera venezuelana possa aumentare sotto una guida esterna è stata indicata come elemento che potrebbe imprimere una spinta disinflazionistica: prezzi dell’energia più bassi tendono infatti a ridurre le pressioni sui prezzi e possono favorire politiche monetarie più accomodanti.

QCP Capital said:

“Lo shock geopolitico potrebbe agire da catalizzatore a breve termine per BTC. Oltre all’impulso disinflazionistico derivante da prezzi petroliferi più bassi, sono ripresi discorsi di mercato su presunte riserve ‘non ufficiali’ di BTC controllate da attori venezuelani, affermazioni che però non sono verificate.”

Flussi ETF e posizionamento nelle opzioni

L’avvio del 2026 ha visto forti afflussi verso fondi spot quotati negli Stati Uniti, ponendo fine a un periodo di de-risking durato alcune settimane e che aveva spinto istituzioni a ridurre l’esposizione, deprimendo i prezzi.

I fondi lanciati hanno registrato afflussi netti cumulati superiori al miliardo di dollari nei primi giorni di negoziazione, un dato che ha contribuito a stabilizzare i prezzi in una fase di liquidità ridotta tipica delle festività.

Timothy Misir, responsabile ricerca presso BRN, said:

“Gli ultimi giorni di trading del 2025 e le prime sedute del 2026 hanno fornito un reset prudente ma costruttivo per i mercati crypto. Bitcoin ha chiuso l’anno consolidando appena sotto una resistenza chiave, mentre i flussi istituzionali sono tornati positivi dopo settimane di uscita netta. Gli afflussi spot verso BTC, ETH e XRP hanno aiutato a stabilizzare i prezzi in una fase di scarsa liquidità.”

La persistenza di questi flussi sarà determinante per stabilire se il recupero potrà attrarre nuovo capitale istituzionale o se la prudenza resterà prevalente nelle allocazioni.

I trader più preparati stanno inoltre aumentando l’esposizione in opzioni call con strike elevati, scommettendo su un possibile attacco ai sei zeri sul prezzo di Bitcoin nei prossimi mesi.

Jake Ostrovskis, responsabile OTC presso Wintermute, said:

“L’attività sulle call sta aumentando tra le principali valute: si vedono acquisti strutturati su strike nel range alto per gennaio-febbraio su BTC e su strike rilevanti per ETH, con anche alcune posizioni più lunghe a marzo. Le dimensioni non sono enormi, ma la direzione è coerente e si basa sull’interesse segnalato la settimana scorsa per lo strike a 100k.”

Preoccupazioni sulla liquidità

Nonostante il recupero dei prezzi, diversi operatori avvertono che la liquidità resta esigua: volumi spot a livelli bassi rendono il mercato più vulnerabile a movimenti amplificati da ordini di grande entità.

Vikram Subburaj, amministratore delegato dell’exchange indiano Giottus, said:

“La struttura a breve termine è passata da debole a più forte, ma i volumi spot sono ai livelli più bassi dall’ultimo trimestre del 2023 e i book ordini restano poco profondi. Questo rende il rally più sensibile a flussi marginali e aumenta il rischio di estensioni brusche o ritracciamenti improvvisi. Lo scenario è costruttivo, ma la convinzione non è ancora diffusa.”

Con il ritorno dei desk operativi e una domanda più stabile da parte degli ETF, si è però consolidata una base di domanda che può attenuare l’impatto di libri ordini sottili, almeno fino a quando i volumi non torneranno a livelli più robusti.

In sintesi, il mercato delle criptovalute ha ripreso slancio grazie a una combinazione di fattori tecnici, flussi istituzionali e dinamiche geopolitiche. Tuttavia, la fragilità della liquidità e l’incertezza sulla persistenza degli afflussi rimangono elementi chiave da monitorare per la sostenibilità del rally.