Gli etf su Bitcoin e Ether registrano afflussi per 646 milioni di dollari nel primo giorno di contrattazione del 2026

Gli ETF spot su Bitcoin e Ether domiciliati negli Stati Uniti hanno avviato il 2026 con slancio, registrando un afflusso netto combinato di circa 645,8 milioni di dollari nel primo giorno di contrattazione, nonostante il sentiment generale sul mercato cripto fosse misto.

Nel dettaglio, gli ETF spot su Bitcoin hanno raccolto 471,3 milioni di dollari netti, mentre quelli su Ether hanno aggiunto 174,5 milioni di dollari, per un totale che si è attestato intorno a 645,8 milioni di dollari, secondo i dati di mercato.

Per gli ETF spot su Bitcoin si tratta del maggiore afflusso netto in 35 sedute dall’11 novembre, quando undici fondi statunitensi avevano registrato complessivamente 524 milioni di dollari in un solo giorno.

Analogamente, gli ETF spot su Ether hanno segnato il più alto afflusso giornaliero in 15 sedute, il dato più rilevante dal 9 dicembre, quando furono registrati 177,7 milioni di dollari.

Contesto di mercato

Gli afflussi verso gli ETF sono spesso interpretati dagli operatori come un indicatore della propensione all’investimento degli investitori istituzionali e retail verso l’asset class, nonché come possibile segnale sul breve termine della direzione dei prezzi a seconda del flusso di capitale.

Nelle ultime 30 giornate i prezzi spot di Bitcoin e Ether sono scesi rispettivamente dell’1,56% e dell’1,39%, proseguendo una fase discendente iniziata dopo il massimo storico di 125.100 dollari raggiunto da Bitcoin il 5 ottobre, seguito dall’evento di liquidazione da 19 miliardi di dollari del 10 ottobre.

La fase ribassista ha aumentato la cautela degli operatori: l’indicatore di sentimento noto come Crypto Fear & Greed Index è rimasto tra i livelli di «paura» ed «estrema paura» fin dai primi di novembre e, nella giornata di domenica, è tornato nella zona di «estrema paura» con un punteggio pari a 25.

Comportamento degli investitori istituzionali

La presenza di flussi netti può riflettere operazioni di ribilanciamento fiscale e di portafoglio da parte degli investitori istituzionali, che spesso utilizzano gli ETF per ottenere esposizione alle criptovalute con maggiore liquidità e regolamentazione rispetto ai mercati spot tradizionali.

Wal ha scritto:

“Gli ETF spot su Bitcoin sono tornati: molti investitori istituzionali hanno venduto i loro BTC nel quarto trimestre del 2025 per sfruttare il tax‑loss harvesting. Ora stanno ricomprando, questo è solo l’inizio.”

Nonostante il rallentamento verso la fine dell’anno precedente, gli investitori statunitensi hanno immesso più di 31,77 miliardi di dollari negli ETF cripto nel 2025. Gli ETF spot su Bitcoin hanno assorbito la quota maggiore, con 21,4 miliardi di dollari di afflussi netti nel 2025, un livello comunque inferiore ai 35,2 miliardi di dollari registrati nel 2024.

Implicazioni e prospettive

L’ingresso o il ritorno di capitale istituzionale tramite ETF può migliorare la liquidità e ridurre gli spread, ma può anche contribuire a fasi di maggiore volatilità nei momenti di forte afflusso o deflusso. Le decisioni di investimento dipenderanno dall’andamento macroeconomico, dalle politiche monetarie e dalle scelte regolamentari delle autorità di vigilanza, come la SEC, che continuano a influenzare la percezione di rischio degli stakeholder.

Per gli operatori e gli investitori rimane importante monitorare i flussi giornalieri sugli ETF, l’evoluzione del sentimento di mercato e gli sviluppi normativi che potrebbero modificare la struttura di costo e la fruibilità di questi prodotti nei prossimi mesi.