Coinbase sospende le operazioni fiat in Argentina dopo meno di un anno

Coinbase ha sospeso temporaneamente i servizi in valuta locale in Argentina, meno di un anno dopo il suo ingresso formale nel mercato, limitando le operazioni in peso pur mantenendo attive le funzioni di scambio tra criptovalute.

Dettagli della sospensione

La misura riguarda in particolare i cosiddetti fiat rails: dal 31 gennaio 2026 non sarà più possibile acquistare o vendere USDC utilizzando ARS né ritirare fondi verso conti bancari locali. Agli utenti è stato comunicato che avranno un periodo di 30 giorni per completare le transazioni in peso e le relative operazioni di prelievo prima della data di interruzione.

Le attività di scambio tra criptovalute rimangono operative: gli utenti possono continuare ad acquistare, vendere, inviare e ricevere asset digitali. Coinbase ha inoltre sottolineato che i fondi dei clienti non risultano interessati dalla decisione e che la sospensione non equivale a un ritiro definitivo dal paese.

Presenza su Base e collaborazioni locali

Nonostante la riduzione dei servizi in valuta fiat, Coinbase intende mantenere una presenza in Argentina tramite Base, la sua rete layer‑2 basata su Ethereum. La società continuerà a lavorare con partner locali, incluso l’exchange Ripio, su iniziative connesse a Base e ad altre attività non legate direttamente ai rails in peso.

La compagnia aveva annunciato l’ingresso nel mercato argentino all’inizio del 2025, dopo un periodo di preparazione volto ad adattare prodotti e compliance alle condizioni locali.

Motivazioni operative e impatto sul mercato

I fattori che solitamente portano a decisioni di questo tipo includono la complessità delle operazioni in valuta locale, la chiarezza normativa, l’affidamento a banche corrispondenti, costi elevati di compliance e volumi di transazione ridotti rispetto alle soglie necessarie per rendere sostenibile l’offerta.

Ana Gabriela Ojeda said:

“Non è un segnale contro le criptovalute o contro le stablecoin, ma piuttosto una dimostrazione delle difficoltà strutturali nell’integrare i sistemi finanziari locali in mercati volatili.”

In paesi caratterizzati da alta inflazione e controlli sui capitali, come l’Argentina, le stablecoin e gli strumenti crittografici vengono spesso adottati come complementi al sistema finanziario tradizionale. Tuttavia, per operatori internazionali il costo di adeguamento normativo, il rischio di controparte e le limitazioni operative possono rendere non redditizio offrire servizi fiat fino a quando non si definiscono regole chiare e infrastrutture bancarie adeguate.

Quadro normativo e possibili sviluppi

Il Banco Central de la República Argentina (BCRA) sta valutando la possibilità di consentire alle banche tradizionali di negoziare criptovalute. Sono in corso bozze normative che potrebbero autorizzare l’interazione diretta degli istituti con asset digitali, ma tempistiche e portata definitiva restano incerte.

Si tratterebbe di un cambio di tendenza rispetto al 2022, quando il BCRA aveva vietato alle banche di offrire servizi di trading in criptovalute, motivando la scelta con rischi per gli utenti e per la stabilità del sistema finanziario. Un’apertura regolamentare oggi richiederebbe l’introduzione di regole prudenziali, requisiti di custody, misure antiriciclaggio e linee guida operative per integrare questi servizi nel perimetro bancario.

L’esito delle decisioni del BCRA influenzerà significativamente il ritorno o l’espansione degli operatori internazionali che devono bilanciare la domanda locale con la sostenibilità economica e il rispetto delle normative internazionali.

In sintesi, la pausa nei rails fiat evidenzia le frizioni strutturali tra ecosistemi crittografici globali e mercati locali volatili; nel frattempo, le attività non legate alla conversione diretta in valuta continuano a offrire vie per la presenza commerciale e l’innovazione, in attesa di un quadro normativo più stabile.