Conti Fed snelli per le criptovalute: scudo contro il debanking secondo Lummis
- 28 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La proposta avanzata a ottobre dal governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, di concedere alle società crypto l’accesso a conti centrali “snelli” ha riacceso il dibattito sul ruolo delle banche centrali nei pagamenti e sulle pratiche di debanking. La senatrice del Wyoming, Cynthia Lummis, ha definito l’iniziativa un possibile rimedio alla cosiddetta Operation Chokepoint 2.0 e un volano per l’innovazione nei pagamenti.
Cynthia Lummis said:
“Governor Waller’s skinny master account framework ends Operation Chokepoint 2.0 and opens the door to real payments innovation. Faster payments, lower costs, better security — this is how we build the future responsibly.”
La proposta di Waller, presentata nel corso del Payments Innovation Conference, prevede la creazione di accessi alla Federal Reserve analoghi ai tradizionali master accounts delle banche, ma con limiti e condizioni pensati per startup fintech e crypto. Questi conti “snelli” (skinny master accounts) sarebbero meno complessi rispetto agli account bancari ordinari, offrendo però una via diretta per regolare e processare pagamenti a livello centrale.
Il tema nasce anche in reazione alle accuse rivolte a pratiche coordinate di esclusione bancaria verso il settore crypto, spesso indicate con il termine Operation Chokepoint 2.0. Secondo alcuni operatori del settore, tra cui l’investitore Marc Andreessen, più di trenta fondatori di tecnologie sono stati colpiti da azioni di debanking legate a questa dinamica.
L’apertura del governatore verso conti regolamentati e limitati viene letta da parte del mondo politico e imprenditoriale come un passo verso una maggiore inclusione finanziaria per le imprese crypto, riducendo la dipendenza dalle banche commerciali che hanno spesso compiuto scelte di de-risking.
Contesto normativo e interventi presidenziali
Sul piano istituzionale, la questione del debanking è finita anche sul tavolo della politica federale. Il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo volto a vietare alle banche di chiudere conti di cittadini e imprese senza una valida giustificazione legale. L’azione ha dato indicazioni ai regolatori bancari, inclusa la FDIC, di individuare eventuali istituti che praticano debanking e valutare sanzioni o altre misure correttive.
Nonostante l’ordine esecutivo e un orientamento politico più favorevole verso le tecnologie crypto, dirigenti di aziende del settore hanno continuato a segnalare casi di esclusione dal sistema bancario tradizionale.
Un esempio è quanto denunciato dal CEO di Strike, Jack Mallers, che in autunno ha affermato di essere stato escluso dai servizi di un istituto senza spiegazioni chiare.
Jack Mallers said:
“Every time I asked them why, they said the same thing: ‘We aren’t allowed to tell you,’”
In altri casi, grandi istituti hanno congelato conti di startup legate a stablecoin, come le società BlindPay e Kontigo, motivando le azioni con presunti legami con giurisdizioni soggette a sanzioni internazionali.
Implicazioni per le startup e il sistema dei pagamenti
L’apertura della Federal Reserve verso conti centrali dedicati alle realtà fintech potrebbe avere effetti rilevanti: ridurre la dipendenza dalle banche commerciali per l’accesso ai circuiti di regolamento, attenuare il fenomeno del de-risking e abbassare i costi di transazione. Questo modello potrebbe accelerare la diffusione di pagamenti istantanei e servizi a basso costo per consumatori e imprese.
Al tempo stesso, la concessione di accessi diretti al sistema della banca centrale comporta necessità di robusti controlli su rischi di stabilità finanziaria, antiriciclaggio e conformità alle sanzioni internazionali. Per questo motivo, le proposte prevedono limiti operativi, requisiti di vigilanza e condizioni per garantire che l’inclusione non comprometta la sicurezza del sistema.
Il percorso normativo rimane aperto: la Federal Reserve ha indicato l’intenzione di consultare il mercato e raccogliere contributi per definire le caratteristiche tecniche e giuridiche di questi conti. Qualsiasi passaggio successivo richiederà probabilmente una combinazione di linee guida amministrative e modifiche regolamentari coordinate con le autorità di vigilanza bancaria e dei pagamenti.
Prospettive e passi successivi
Nel breve termine, il dibattito si focalizzerà su come bilanciare innovazione e controlli: le imprese crypto chiedono chiarezza e accesso ai servizi essenziali, mentre i regolatori devono garantire che nuovi schemi non introducano vulnerabilità. L’esito delle consultazioni pubbliche e le eventuali regole che seguiranno determineranno la misura in cui le proposte come i skinny master accounts potranno trasformare l’ecosistema dei pagamenti negli Stati Uniti.
In conclusione, la proposta del governatore Waller rappresenta un elemento significativo della più ampia discussione sulla modernizzazione del sistema dei pagamenti e sulla risposta istituzionale al fenomeno del debanking. Resta da vedere come le autorità concilieranno l’esigenza di favorire l’innovazione con l’obiettivo di preservare la robustezza e la conformità del sistema finanziario.